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pubblicato il 13 settembre 2013

Rc auto: danno biologico, è ancora guerra

La commissione Finanze dà l’ok a novità rivoluzionarie per il settore Rca

Rc auto: danno biologico, è ancora guerra

Meccanismo per il risarcimento dei danni biologici derivanti da sinistri nell'ambito dell'assicurazione Rc auto, nonché misure in materia di prezzi delle polizze: è il cuore di una risoluzione della commissione Finanze della Camera. Promuove l’approvazione della tabella sia medico-legale sia di valutazione monetaria per le lesioni gravi o gravissime, in seguito a incidenti stradali. In sostanza, mira a tagliare pesantemente i rimborsi ai cittadini che hanno subìto gravissimi sinistri. In teoria, il fine ultimo è coniugare l'obiettivo di ridurre complessivamente i costi gravanti sul sistema assicurativo e sulla collettività, con l'esigenza imprescindibile di garantire il diritto delle vittime dei sinistri a vedersi pienamente riconosciuto un esaustivo risarcimento per il danno biologico subito. La risoluzione mira a prevedere che le nuove tabelle siano omogenee rispetto agli orientamenti in materia adottati negli altri Paesi europei più avanzati, anche al fine di ridurre l'anomala sproporzione tra l'ammontare dei costi sopportati in Italia per le lesioni da incidentalità e quelli che si registrano nel resto dell'Europa.

LE VITTIME SI RIBELLANO
È soprattutto l’Associazione vittime della strada a protestare contro questa risoluzione, portando due esempi pratici. Un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle milanesi, con un ammontare che va da un minino di 384 euro fino ad un massimo di 480.000 euro (compresa la personalizzazione). Con le nuove tabelle, il risarcimento sarebbe 222.000 euro, quindi più che dimezzato costringendo la vittima ad affrontare un lungo e incerto contenzioso per ottenere forse un maggiore importo. Secondo esempio: una persona di 70 anni che subisce un danno biologico del 70% (amputazione bilaterale di coscia a qualsiasi livello, in rapporto alla possibilità di applicazione di protesi efficace) è oggi risarcito dalle tabelle milanesi con un ammontare che va da un minimo di 517.000 euro fino a un massimo di 646.000 euro. Con le nuove tabelle, il risarcimento sarebbe di soli 303.000 euro, con il serio rischio che una persona anziana che ha subìto un danno gravissimo non riesca a vedere la fine di un eventuale giudizio per ottenere un ristoro più dignitoso.

LA "GENUFLESSIONE DEL PARLAMENTO"
Secondo le Vittime, dal punto di vista medico legale, inoltre, questa tabella non è quella approvata dai vari organismi scientifici, e tale abuso accadrebbe proprio mentre il Tribunale di Milano ha aggiornato le proprie tabelle, considerate sia dalla Cassazione che dal Parlamento (26 ottobre 2011- mozione Pisicchio 428 voti a favore e 6 contrari) quale parametro di riferimento nazionale per il risarcimento del danno alla persona. Le Vittime esprimono indignazione e sconcerto “per quella che sembra l’ennesima genuflessione del Parlamento ai desiderata delle Compagnie assicuratrici”.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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