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Interviste

pubblicato il 12 settembre 2013

Salone di Francoforte: parla il papà della Peugeot 208 HYbrid FE

Christophe Marie spiega la tecnologia della 908 della 24 ore di Le Mans applicata ad un'utilitaria campionessa d’efficienza

Salone di Francoforte: parla il papà della Peugeot 208 HYbrid FE
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Christophe Marie non ha temuto nemmeno per un attimo di rimanere disoccupato dopo la decisione della Peugeot di ritirare il programma della 908 per la 24 ore di Le Mans. Peugeot Sport (di cui fa parte) e Total (storico partner di Peugeot) si sono subito messi al tavolo per capire come mettere a frutto quella preziosa esperienza maturata sui campi di gara. Il risultato è quello che abbiamo visto qui a Francoforte: una 208 profondamente rivisitata, capace di abbinare prestazioni brillanti a consumi irrisori.

OmniAuto.it: Come è iniziato il tutto?
Christophe Marie: Dopo l'ufficializzazione del ritiro da Le Mans, insieme a Total abbiamo valutato molte opzioni. Altre competizioni in cui cimentarci, inizialmente. Poi abbiamo capito che il mondo è sempre più orientato nella direzione dell'ecosostenibilità e che il motorsport, per quanto stia cercando di adottare soluzioni tecnologiche sempre più sostenibili, continua a essere ricerca della massima prestazione e, in quanto tale, non più così attraente. Da queste considerazioni e dalla voglia di mettere a frutto le nostre competenze nel campo della propulsione ibrida, dell'aerodinamica e della riduzione del peso è nato il progetto 208 HYbrid FE.

OmniAuto.it: Quali sono gli obiettivi che vi siete posti all'inizio della progettazione?
Christophe Marie: 49 g/km di CO2 (secondo le normative di omologazione europee), per dimezzare il valore dell'auto di serie e per rimanere al di sotto della soglia psicologica dei 50 g/km; 2,1 l/100 km e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 8 secondi.

OmniAuto.it: Come ci siete arrivati?
Christophe Marie: Innanzitutto abbiamo dato un bel taglio al peso: 200 kg in meno su un'auto di 1.000 kg. Abbiamo rivisto completamente l'aerodinamica: il fondo è piatto, abbiamo ristretto la carreggiata posteriore per poter restringere la parte posteriore della carrozzeria e migliorare il coefficiente di penetrazione. Ancora, abbiamo inserito un diffusore ed eliminato gli specchietti retrovisori. Tutto questo, insieme al restringimento dei pneumatici, ci ha permesso di risparmiare 20 g/km, mentre il lavoro sul motore (pistoni, lubrificazione e impianto di raffreddamento) ci ha “regalato” 10 g/km. Gli ultimi 20 g/km li abbiamo recuperati con il sistema ibrido.

OmniAuto.it: In percentuale, quanto del lavoro fatto sulla FE è trasferibile sulla strada?
Christophe Marie: Questo è molto difficile da dire per me, perché implica la questione dei costi industriali. Per ottenere risultati importanti come quelli che abbiamo raggiunto noi è imprescindibile lavorare su tutto il pacchetto vettura. Lavorare solo su alcune aree non porterebbe molto lontano. Tuttavia non c'è da disperare: nell'arco degli anni, il miglioramento dei processi produttivi e la maggiore domanda porteranno a una riduzione importante dei costi e a grandi benefici per il cliente, oltre che per l'ambiente.

OmniAuto.it: Lavorare su tutto l'insieme della vettura è fondamentale, ma non c'è qualcosa che si potrebbe già implementare “domani” a costi ragionevoli e che porterebbe vantaggi importanti?
Christophe Marie: Direi l'impianto di raffreddamento, che sulla FE permette di raggiungere la temperatura di esercizio in tempi rapidissimi, grazie anche al volume ridottissimo del liquido circolante. Entrare subito nel range termico ottimale è fondamentale per la riduzione delle emissioni inquinanti.

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Tag: Interviste , Peugeot , francoforte , auto ibride


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