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Prototipi e Concept

pubblicato il 10 settembre 2013

Audi nanuk quattro concept

E’ un coupé sportivo che non disdegna il fuoristrada, con motore V10 TDI da 544 CV e quattro ruote motrici e sterzanti

Audi nanuk quattro concept
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Ecco un’altra sportiva a gasolio con il marchio dei quattro anelli, dopo la mai nata R8 V12 TDI concept. E’ l’Audi nanuk quattro concept, prototipo di sportiva diesel crossover-coupé presentata a sorpresa al Salone di Francoforte (12-22 settembre 2013). Sotto una carrozzeria in fibra di carbonio particolarmente aggressiva e disegnata dalla Italdesign Giugiaro batte infatti un motore 5.0 V10 TDI da 544 CV e 1.000 Nm in posizione centrale che le permette di toccare i 305 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi. La somiglianza con la precedente Italdesign Giugiaro Parcour, altra concept a ruote alte, non deve stupire, visto che le buone idee sviluppate in seno al gruppo si possono sempre riciclare...

PIU’ GRANDE DELLA R8 E PRONTA ALLO STERRATO
L’Audi nanuk quattro concept è una biposto lunga 4.541 mm, alta 1.337 mm e larga 1.990 mm, in pratica un po’ più grande della R8, anche nel passo di 2.710 mm. Il telaio è realizzato in alluminio secondo la tecnica ASF (Audi Space Frame), mentre la scocca esterna composita è realizzata in fibra di carbonio con verniciatura Extreme Red. Le linee geometrica della carrozzeria partono proprio dalla calandra single frame anteriore di forma esagonale che prefigura il nuovo corso stilistico Audi, con l’aggiunta di nuove luci Audi Matrix LED che rendono unica la vista frontale. Le grandi prese d’aria sono riprese dagli ingressi ricavati sulle fiancate e dietro i finestrini (in stile R8), mentre la linea di cintura si alza e si arrotonda verso la coda per chiudersi con doppi scarichi, scivolo aerodinamico e luci a LED complesse.

AUSTERITA’ INTERIORE
All’interno dell’Audi nanuk quattro concept c’è un’atmosfera essenziale, dove spiccano le superfici in fibra di carbonio, e orientata ai bisogni del guidatore. La strumentazione è “flottante”, sostenuta da piastre d’alluminio, mentre tutti i comandi principali sono raccolti sul tunnel centrale e sul volante. I sedili a guscio hanno il poggia testa integrato e gli specchietti retrovisori esterni sono sostituiti da telecamere laterali che proiettano le immagini in due piccoli monitor posti sul montante anteriore. Anche lo specchietto interno è sostituito da un sistema di telecamera posteriore e display in plancia. Il resto dell’abitacolo, caratterizzato da una strumentazione virtuale programmabie, è un tripudio di alluminio scuro, pelle grigia e fibra di carbonio.

V10 TDI… NON CI ERAVAMO GIA’ VISTI?
Visibile sotto il grande lunotto in vetro è il motore V10 TDI sistemato longitudinalmente davanti alle ruote posteriori. Pur ricordando nell’architettura e cilindrata il vecchio turbodiesel un tempo montato su Volkswagen Touareg e Phaeton o quello della corsaiola Audi R15, il V10 TDI è un motore “sviluppato ex novo” che esprime una potenza massima di 544 CV e un picco di coppia massima pari a 1.000 Nm già da 1.500 giri/min. Il sistema bi-turbo è affiancato dall’Audi valvelift system (AVS) ed ha un sistema di iniezione common rail da 2.500 bar di pressione. Il cambio a doppia frizione S tronic 7 marce è stato rafforzato per la trazione integrale e per prestazioni di tutto riguardo. L’Audi nanuk quattro concept è infatti in grado di toccare i 305 km/h, pur con un consumo combinato di 7,8 l/100 km.

QUATTRO RUOTE STERZANTI
Le ruote da 22 pollici di diametro dell’Audi nanuk quattro concept sono collegate alla scocca con sospensioni a doppi bracci oscillanti e calzano pneumatici 235/50 davanti e 295/45 dietro. I freni a disco sono del tipo carboceramico, mentre gli ammortizzatori pneumatici sono regolabili elettronicamente su varie posizioni; l’Audi nanuk quattro concept può infatti viaggiare in modalità normale, abbassata di 30 mm per le velocità autostradali o rialzata di 40 mm per affrontare strade dissestate. Una particolarità interessante dell’Audi nanuk quattro concept è il sistema di sterzatura integrale che provvede a bassa velocità a muovere (fino a 9 gradi) le ruote posteriori in direzione opposta a quelle anteriori, per migliorare l’agilità. A velocità superiori il dispositivo provvede invece a sterzale di un massimo di 2,5 gradi nella stessa direzione, per incrementare la stabilità del veicolo.

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Tag: Prototipi e Concept , Audi , auto europee , francoforte


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