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Attualità

pubblicato il 24 gennaio 2007

Liberalizzazioni SI Liberalizzazioni NO

Liberalizzazioni SI Liberalizzazioni NO

La stampa di questi giorni, ma se ne parla da non poco tempo, sottolinea che il Governo sta per presentare un Disegno di Legge relativo ad un pacchetto di riforme economiche riguardanti una serie di liberalizzazioni, dalla vendita dei giornali, agli orari di apertura di esercizi commerciali (chi all'estero ha provato "l'ebrezza" di fare spesa al supermercato alle 23 p.m. ed oltre sa cosa significa), dalla semplificazione per la creazione di nuove imprese (anche in questo caso chi è vittima di pastoie burocratiche e rimpalli vari tra differenti funzioni amministrative sa di cosa si parla) all'infine più interessante e tanto sospirata liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti.

Ovviamente, e nell'Italia delle Corporazioni di Medicea memoria non avrebbe potuto essere altrimenti, i benzinai hanno già programmato, e proclamato, una serrata per la prima settimana di febbraio. L'iniziativa, che stando alle fonti non sembra preoccupare più di tanto il Governo, può essere comprensibile se interpretata a livello del singolo piccolo distributore, mentre non lo è più a livello "macro" in quanto rappresenta l'ennesimo tentativo di proteggere e conservare una posizione dominante. Allargare infatti la distribuzione dei carburanti all'extra-rete comporterebbe vantaggi di non poco conto per l'utilizzatore finale, ma anche una fisiologica contrazione del numero (assolutamente al di sopra della media europea) di distributori sul territorio.
Alleghiamo, per fornire un riferimento effettivo, la tabella dei prezzi del carburante, ripresa dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Un veloce esame del documento evidenzia come solo 3 nazioni (Olanda, Gran Bretagna e Portogallo) siano più care della nostra, mentre tutte le altre si dividono in due fasce: i più, sostanzialmente allineati, ed i pochi decisamente meno cari per ragioni che non è il caso di esaminare in questa sede, ma che sono facilmente immaginabili. Se prendiamo ad esempio i cugini francesi (prezzo alla pompa di benzina verde e gasolio rispettivamente di euro 1,168 e 1,010) dobbiamo ricordare che sono loro probabilmente quelli che da più tempo hanno allargato la distribuzione dei carburanti all'extra-rete e che alcune catene della Grande Distribuzione Commerciale, utilizzano lo sconto sui carburanti come strumento di marketing e di attrazione: difficilmente meno del 10% e talvolta con ulteriori incentivi legati all'importo della spesa effettuata.

A proposito di Francia e Francesi qualcosa comunque si sta muovendo... in Italia: come evidenziato dall'inserto Affari e Finanza di Repubblica del 22 gennaio, in un articolo intitolato "Guerra della Benzina: Conad tenta i benzinai" il marchio Leclerc-Conad (il Gruppo francese e quello italiano hanno concordato strategie commerciali comuni) ha aperto con tale nome oltre un anno fa un distributore a Gallicano (LU) attirando "oltre 330 mila clienti e lo certificano 7 milioni di litri tra gasolio e benzina erogati per un giro di affari vicino a 7 milioni di euro, contro una previsione di 4 milioni di litri" ; l'articolo prosegue precisando che "l'aspetto più rilevante è... il risparmio di oltre 500 mila euro messo a segno dai consumatori... Ma non basta perché... parecchi distributori della zona operanti nell'area di influenza dell'impianto di Gallicano hanno limato i loro listini".
Questa è la ragione per la quale da una parte consumatori e loro Associazioni premono (o per meglio dire sperano) e dall'altra i benzinai scioperano. Certo è che la Liberalizzazione, se autorizzata ed una volta a regime, produrrebbe innegabili vantaggi per l'utilizzatore finale; ove poi la concorrenza fra Grande distribuzione e Petrolieri comprendesse più soggetti della Grande Distribuzione, si otterrebbe un ulteriore vantaggio, sia pur marginale.
D'altronde se la liberalizzazione ha funzionato per i prodotti farmaceutici cosiddetti da banco, che stando ai fatturati sembrano essere il carburante di intere fasce d'età che hanno goduto di sensibili riduzioni di prezzo, perché non dovrebbe funzionare anche per benzine e gasoli?
In definitiva si tratta, una volta di più, di libertà: aprire un mercato protervamente protetto significherebbe liberare il consumatore da quello che la stessa Antitrust ritiene essere un vero e proprio cartello, tanto da mettere sotto inchiesta Agip, Esso, Q8, Shell, Tamoil, ERG, API, IP ed infine Total, sulla base di un esposto-denuncia della FITA-CNA che ha segnalato aumenti anomali "registrati nell'ultimo anno" nella rete di distribuzione.
E' appropriato ricordare, con l'amarezza del consumatore turlupinato, che già nel 2000 l'Antitrust riscontrò un problema del tutto analogo e, a conclusione dell'inchiesta, condannò alcune Compagnie ad una multa di 640 miliardi di lire, poi ridotta a 460 miliardi dal Tar del Lazio ed infine annullata dal Consiglio di Stato.

Avevamo già scritto, in precedenti articoli sulla fiscalità dell'auto, del fatto che gli aumenti del greggio venivano recepiti in tempo reale mentre le diminuzioni venivano mediate con danno ulteriore per le nostre tasche ed entrate improprie tanto per le Compagnie petrolifere quanto per il nostro Erario. Ora in base a quanto evidenziato su La Repubblica di oggi, sempre molto attenta a questi fenomeni, si ipotizza ben di peggio e cioè che le compagnie sotto inchiesta "avrebbero modificato al rialzo i propri prezzi in maniera simultanea - spiega l'Autorità - ottenendo, come risultato, un perfetto allineamento degli stessi prezzi..." e che " i listini di benzina e gasolio <> (e non in base all'effettivo costo di approvvigionamento della materia prima ndr.) che vede da pochi anni un calo del consumo di verde a favore del gasolio <>. La stessa fonte evidenzia inoltre come il sistema di fissazione dei prezzi sia stato cambiato, in corsa, a favore dei petrolieri adottando un meccanismo di calcolo meno legato all'andamento del costo della materia prima; tale "nuovo" criterio sarebbe stato inizialmente adottato da una Compagnia leader seguita man mano dalle altre.

Il Governo, a questo punto, abbia coraggio e vada avanti sulle liberalizzazioni: recupererebbe almeno un po' di fiducia dal partito degli automobilisti dopo averlo tanto penalizzato...

Autore: Giovanni Notaro

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