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pubblicato il 9 settembre 2013

Manutenzione stradale: è crisi nera, sempre più aziende senza lavoro

Il comparto dei lavori soffre la mancanza di investimenti e la sicurezza stradale ne risente

Manutenzione stradale: è crisi nera, sempre più aziende senza lavoro

Con i gestori delle strade che non forniscono appalti, il settore dei lavori stradali sta andando sempre più in crisi: è questo, in estrema sintesi, l’allarme del Siteb (l'Associazione italiana bitume asfalto e strade). Che snocciola numeri terribili: le immatricolazioni di macchine per la realizzazione e la manutenzione delle strade sono passate dalle 1.700 del 2002 alle 170 previste per fine 2013. Addirittura, il comparto dei lavori stradali ha visto negli ultimi anni dimezzarsi la produzione di conglomerato bituminoso per l'asfaltatura e la riparazione dei manti: si è scesi dai 44 milioni di tonnellate del 2006 ai 23 milioni nel 2012. Che a sua volta è in flessione del -8% sul 2011.

QUALI MACCHINE
Il riferimento del Siteb va alle finitrici, ovvero le macchine utilizzate per stendere il manto asfaltico, per non parlare delle frese (necessarie per asportare la superficie stradale da sostituire) e dei rulli per la compattazione. Che forse i macchinari più noti al grande pubblico. Negli ultimi tre anni (2011-2013), in particolare, la crisi ha dato morsi dolorosissimi: il crollo delle vendite in Italia è stato anche superiore al 60% per finitrici e rulli, mentre negli ultimi 10 anni la diminuzione la contrazione del mercato ha toccato quota 90%. Idem per i nuovi impianti per la produzione del conglomerato bituminoso (la miscela tra pietrisco e bitume per l'asfaltatura): nel 2012, ne sono stati costruiti e venduti 3 e solo uno nell'anno in corso. Prima che la crisi si acuisse (2009), la media si aggirava intorno 15-20 nuovi impianti realizzati ogni anno. Fino al 2008 erano attivi in Italia almeno 650 impianti; oggi ne restano circa 300, di cui 100 sono fermi per mancanza di lavori.

COSTRETTE A CHIUDERE
Il risultato è che “ogni settimana - dicono al Siteb - registriamo nuovi fallimenti e, a parte gli ovvi e fondamentali problemi connessi alla sicurezza stradale, stiamo perdendo un patrimonio, quello delle nostre strade, dal valore elevatissimo". E le cose paiono destinate a peggiorare se si considera quanto OmniAuto.it ha più volte evidenziato: solo a Roma, sono state ben 72 - a fronte delle 44 del 2011 (+61%) - le voragini di consistente diametro e profondità (non dunque semplici “buche” stradali) rilevate nel corso del 2012 sulle vie di Roma. Ma Milano e Napoli non sono da meno, con gli automobilisti che affollano le cancellerie dei Giudici di pace per fare ricorso contro le amministrazioni locali.

Autore: Redazione

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