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Test

pubblicato il 22 gennaio 2007

Honda Civic Hybrid

Ecologia formato famiglia

Honda Civic Hybrid
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Alla fine di questo Test, a parte le abituali valutazioni che normalmente riserviamo a tutte le vetture, è emerso un quesito che in qualche modo potrebbe influire sul giudizio finale: se non l'avessimo saputo, ci saremmo accorti di aver guidato un'auto ibrida?

Per dare una risposta "sincera" a questa domanda, è necessario fare un passo indietro, esattamente all'inizio della prova: quindi saliamo in macchina, mettiamo in moto e una volta posizionata la leva del cambio CVT in drive ci avviamo per affrontare le strade che solitamente riserviamo alle nostre prove. Lo sterzo è gradevole, leggero nella prima fase, si indurisce progressivamente con un'apprezzabile precisione. Il cambio automatico, anche nel traffico più caotico, mette in mostra una dolcezza di funzionamento ineccepibile, che riduce in maniera importante lo stress da guida cittadina. Al primo semaforo rosso si avverte qualcosa di diverso: il silenzio... Ma il motore si è spento? Si, si è spento, la funzione "start-stop" automatizza accensioni e spegnimenti quando si arresta il veicolo; basta poi rilasciare il pedale del freno e la vettura si riavvia con discrezione, senza scossoni o sussulti.
Il traffico si fa un po' più scorrevole, c'è la possibilità di effettuare i primi sorpassi, quindi affondiamo con decisione il pedale dell'acceleratore ed il motore sale di giri in maniera impressionante, forse anche troppo, mentre la velocità non aumenta con altrettanta rapidità. La rumorosità, fino ad allora molto contenuta, sale anch'essa sensibilmente. D'istinto, alleggeriamo la pressione del piede destro e tutto rientra nella normalità. Anzi, la sensazione di spinta, fino allora assente, fa la sua prima timida comparsa.

La sensazione di slittamento è tipica della frizione di tipo CVT. Quindi niente piede pesante, ma pressioni ben dosate e "telegrafate", per sfruttare al meglio le caratteristiche positive del cambio e non farne emergere gli aspetti negativi, che comprendono anche uno scarso freno motore, obbligando il guidatore ad un uso più frequente del pedale del freno.

Siamo giunti in prossimità del casello, una volta oltrepassato il quale potremo saggiare le doti "autostradali" della vettura. Quindi acceleriamo a fondo ma in modo progressivo: non si può definire un fulmine questa Hybrid, ma oltrepassati in 100-110 kmh. la situazione migliora notevolmente; a velocità costante la silenziosità è più che buona e tale si mantiene anche aumentando l'andatura, perché in queste condizioni di marcia le particolari caratteristiche del cambio permettono al motore di girare sempre ad un regime piuttosto contenuto.
Già, il motore! Ne abbiamo sempre parlato al singolare, in realtà avremmo dovuto usare il plurale perchè la Civic Hybrid di propulsori ne ha due: al tradizionale motore a benzina ne affianca un altro elettrico che, quando necessario, entra in funzione in maniera completamente automatica, così come automaticamente esce di scena e provvede al suo fabbisogno attingendo energia dalla meccanica tradizionale, principalmente nelle fasi di rilascio e frenata, in maniera tale da non trovarsi mai con le batterie a secco.

Ma un guidatore "normale", possibilmente all'oscuro di tanta grazia di Dio tecnica, si accorge in realtà di tutto questo o è più facile che consideri questa particolare Honda Civic come un'auto "normale"? In effetti, fatte le dovute considerazioni, non c'è nulla che possa far presupporre una tale diversità: la Honda dichiara che solo in particolari condizioni e segnatamente a velocità costante compresa tra i 20 ed i 42 km/h. ci può essere il funzionamento con il solo motore elettrico, ma abbiamo constatato l'assoluta difficoltà nel riprodurre anche volutamente questa condizione di marcia, oltretutto sancita dal solo indicatore del consumo istantaneo che si azzera (la lancetta del contagiri continua invece a fare il suo dovere perché il motore a scoppio rimane acceso).
Per il resto nessun segnale, tranne quello degli appositi indicatori nel cruscotto, potrebbe farci immaginare quello che si cela sotto il cofano. Ma questo non è un difetto: riprodurre una dinamica di guida identica a quella di un mezzo tradizionale, da un certo punto di vista è un successo. Dall'altro potrebbe deludere le aspettative dell'acquirente che "spera" nell'auto ibrida la presenza evidente e continua del propulsore elettrico.

Honda ha preferito fare del motore elettrico un ausilio di quello a benzina, ottimizzando consumi ed emissioni nocive, ma anche migliorandone le prestazioni in virtù della maggior potenza paragonabile ad una sorta di "overboost", senza limiti temporali che non siano quelli legati alla durata della carica delle batterie.

Analizzando i risultati relativi al consumo di carburante, considerando dimensioni (4,55 metri di lunghezza) e stazza della vettura, ci troviamo di fronte a percorrenze interessanti, specie per quanto riguarda l'uso extraurbano ( 17-18 km/l) ed autostradale ( 14-15 km/l). Anche in città i valori sono soddisfacienti, per quanto più alti di quelli dichiarati dalla Casa: circa 12 km/litri, registrati in condizioni di traffico particolarmente intenso.
Sembrano consumi da utilitaria di segmento B ed invece stiamo parlando un'auto di classe superiore dotata di 115 cavalli totali, frutto dei 95 Cv del motore a benzina di appena 1.3 litri e dei 20 Cv di quello elettrico. La velocità massima di 185 km/h. e l'accelerazione da 0 a 100 km/h. in 12,1 secondi permettono una guida disinvolta e comodi viaggi autostradali.
Quindi risultati paragonabili a quelli di una vettura dotata di un moderno propulsore turbodiesel, ma sicuramente superiori a quelli ottenibili da un benzina parimenti prestazionale.
Il tutto coadiuvato da un comportamento stradale di prim'ordine, ottenuto in primis grazie alle caratteristiche dello sterzo veramente encomiabile per prontezza, precisione ed omogeneità.
Le sospensioni tarate in modo ottimale, insieme alla gommatura 195/65 R15, assicurano un grande confort di marcia anche su fondi dissestati. Gli ammortizzatori ben frenati in compressione ed in estensione limitano i fenomeni di rollio e beccheggio permettendo anche una guida sportiva sorprendentemente disinvolta. Il generale abbiamo apprezzato la buona sensazione di sicurezza e padronanza della vettura anche nelle manovre di emergenza, dove si può contare sulla presenza di un sistema ESP ben calibrato.

Per quanto riguarda gli interni abbiamo riscontrato una buona abitabilità generale: anche nei posti posteriori si gode di libertà di movimento, favorita dal pianale piatto e dalla spazio a disposizione per gambe e spalle. Sul fronte dell'accessibilità da segnalare che la sporgenza della plancia obbliga il guidatore a fare un po' di attenzione, per non incorrere in urti in fase di entrata a bordo. Nonostante la destinazione non sportiva, il contenimento offerto dai sedili anteriori è buono.
L'andamento della plancia e della strumentazione ricalca quasi integralmente quello della nuova Civic, quindi grande originalità e funzionalità accoppiate ad un grande effetto scenico per via della colorazione e dell'illuminazione degli strumenti, disposti su due piani sfalsati con tachimetro digitale e contagiri tradizionale separati in altezza e profondità.
Nel complesso una buona qualità costruttiva, che scade nella percezione della qualità solo nella parte inferiore della plancia e dei pannelli porta, accomunati dall'adozione di una plastica grigia rigida e dall'effetto "plastica" troppo in contrasto con il resto dell'abitacolo.
L'impianto audio radio-cd con caricatore interno a 6 dischi offre un'ottima resa sonora, mentre l'impianto di climatizzazione automatico monozona si dimostra silenzioso ed efficace, pur in presenza di una logica di azionamento e modifica dei flussi un po' "disordinata".
Il bagagliaio offre una capienza più che adeguata ed una forma regolare.

L'ultima considerazione la riserviamo alla definizione estetica della vettura: un'auto così ricca di contenuti tecnici originali avrebbe secondo noi meritato una veste meno classica, che specie nella parte posteriore assume connotati esageratamente conservativi.
Per fare breccia nel pubblico europeo, specialmente quello più giovane, una linea tipo quella dell'ultima Civic sarebbe calzata a pennello ed avrebbe certamente spinto ad accarezzare più concretamente l'idea di un eventuale acquisto, per il quale i 24.300 Euro necessari ci sembrano un esborso adeguato già solo in virtù dei contenuti tecnici.

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Autore: Giovanni Ceccarelli

Tag: Test , Honda , auto ibride


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