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pubblicato il 6 agosto 2013

Auto elettriche in Europa: Toyota ci crede poco

Il colosso giapponese aspetta che la tecnologia sia più diffusa e pulita

Auto elettriche in Europa: Toyota ci crede poco
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Auto elettriche si, auto elettriche no. Nell’annoso dibattitto sul se, come e quando si diffonderanno "per davvero", si inserisce il parere di un attore a dir poco implicato nella questione. Parliamo di Toyota che senza troppi giri di parole ha detto di creder poco nell’auto elettrica in Europa. Che una dichiarazione del genere provenga da una delle Case automobilistiche all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni per la mobilità sostenibile, che ha inventato l’auto ibrida e che nemmeno una settimana fa ha lanciato un programma per la creazione di una rete di ricarica per auto elettriche in Giappone, fa un certo effetto. Ma motivazioni alla base di questo Toyota-pensiero sono molto semplici e condivisibili: non ha senso impegnarsi in un “progetto elettriche” nel Vecchio Continente fino a quando le forniture di energia elettrica non saranno decarbonizzate. In altre parole, secondo Toyota è assurdo produrre automobili elettriche se poi queste vengono alimentate per lo più da energia prodotta da fonti inquinanti e non rinnovabili…

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Infatti, Didier Stevens, responsabile degli affari governativi e delle questioni ambientali di Toyota Europa, s’è espresso in modo piuttosto perentorio, parlando alla Responding to Climate Change: in buona sostanza, ha detto che i responsabili politici e le imprese devono fare la loro parte per garantire la diffusione dei veicoli elettrici. "Abbiamo bisogno - le parole di Stevens - di collaborare con i fornitori di energia perché ciò che noi presentiamo sul mercato sia una soluzione pulita, altrimenti preferiamo fare un passo indietro". Ed ecco la stoccata: "Valutiamo sempre un veicolo dal motore alla ruota, ma se l'energia elettrica non proviene da fonti rinnovabili, allora non ha senso".

CHE SUCCEDE IN EUROPA
Scendendo nel dettaglio dei vari Paesi, iI Parlamento britannico ha raggiunto un target di decarbonizzazione 'con la nuova produzione di energia. Stevens crede che questo sia il tipo di politica che in futuro può proteggere l'integrità ambientale dei veicoli elettrici, così che le imprese riducano le emissioni medie di CO2 emesse, sia eliminando il carbonio sia con l'utilizzo di fonti di energia pulita. Invece, ha aggiunto Stevens, "guardiamo con preoccupazione al programma della Germania che vuol mettere su strada oltre un milione di auto elettriche entro il 2020. Ma se la maggior parte della loro energia elettrica viene dal carbone, non si risolverà alcun problema. Si sposteranno solo le emissioni da una parte ad un'altra. E questo non va bene". Nessuna menzione particolare per l’Italia che, a dire il vero, in quanto a energia pulita, nonché fonti rinnovabili, rete di ricarica elettrica e incentivi a favore della mobilità pulita è messa abbastanza male. Con un divario imbarazzante, in quanto a colonnine di ricarica, fra Nord e Sud Italia.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , Toyota , auto giapponesi , auto elettrica , auto ibride


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