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pubblicato il 1 agosto 2013

Il cruise control può ridurre lo stato di attenzione

Una ricerca rivela che i regolatori di velocità non adattivi possono portare ad uno stato di guida semiautomatica che riduce la velocità di reazione in casi di emergenza

Il cruise control può ridurre lo stato di attenzione

E' vero qualunque attività diversa dalla guida, dal fumare una sigaretta a una conversazione a bordo, da una telefonata anche con viva voce al controllo di attività e funzioni multimediali, possono essere fonti di distrazione per un automobilista. Ci si chiede però se questo non sia vero anche per la continua attenzione da porre nel rispetto di limiti di velocità, non sempre adeguati al traffico e alle condizioni stradali e che variano con una certe frequenza da un tratto all'altro del percorso. Per questo motivo sono stati introdotti i dispositivi elettronici come regolatori e limitatori di velocità; ma uno studio recentemente promosso dalla fondazione Vinci Autoroutes sembra rivelare che questi stessi accessori, in realtà, possono limitare l'attenzione alla guida.

REAZIONI PIU' LENTE E GUIDA MENO ATTENTA
La ricerca è stata compiuta dall'Università dal centro di ricerca neurocognitiva e neurofisiologica dell'Università di Strasburgo (Ci2N), testando con particolari misurazioni elettroencefalografiche e altri strumenti 90 guidatori di età diverse in un simulatore di guida, con scenari differenti. Lo studio ha rivelato come l'impiego di cruise control e limitatori ha due influssi negativi: riduce l'abilità di inserirsi nel traffico a causa di una maggior difficoltà a modulare la velocità, e riduce lo stato di allerta del guidatore, soprattutto con il cruise control non adattivo, che in un certo senso fa "lavorare" meno l'automobilista, e fa entrare in uno stato di guida semiautomatica. Questa condizione produce effetti più marcati nei guidatori giovani e dopo circa 30 minuti di viaggio.

IL CONSIGLIO: USARE I REGOLATORI DI VELOCITA' QUANDO NECESSARIO
L'effetto di tutto questo è che i tempi di reazione diventano più lunghi, addirittura di circa un secondo, corrispondente a 40 metri percorsi in più prima di una frenata a 130 km/h; risultano inferiori sia il controllo del veicolo in fase di sorpasso, con una riduzione della distanza di sicurezza nelle fasi del cambio di corsia dal 5 al 10%, sia il controllo della direzione della vettura: in quest'ultimo caso, il comportamento del guidatore analizzato nella ricerca è quello di girare meno il volante, causando un maggiore spostamento dell'auto (+22% con il limitatore, +33% con il cruise control) rispetto ad un andamento rettilineo. Il consiglio dei ricercatori non è quello di non utilizzare più questi strumenti, ma di usarli solo quando necessario e con una serie di precauzioni: mai, ad esempio, con traffico intenso o in corrispondenza di situazioni che potrebbero più facilmente portare a frenate d'emergenza; inoltre nei lunghi viaggi sono consigliate più pause per rendere più viva l'attenzione.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , sicurezza stradale


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