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pubblicato il 17 gennaio 2007

Come invecchiano gli Italiani al volante

Come invecchiano gli Italiani al volante

Gli italiani fanno pochi bambini e la popolazione del Bel Paese va incontro ad un innalzamento dell'età media senza precedenti. Lo sappiamo tutti, da anni, e periodicamente ci viene ricordato da qualche ricerca più o meno approfondita che aggiorna numeri, percentuali e previsione sulle conseguenze future.

Un nuovo studio presentato questa settimana a Roma ha coinvolto l'ACI e ha cercato di tracciare uno scenario su come, a causa dell'invecchiamento della popolazione, sta cambiando il profilo e le abitudini degli automobilisti italiani.

Il primo dato interessante è che gli over 65 sono i più disposti a rinunciare all'auto, pare, nella misura del 43,1%, rispetto ad una media fra tutte le fasce d'età del 34,8%. Inoltre, il 32,6% di questi dichiara di usare l'auto con minor frequenza, contro una media del 21.2%. Ma quando si parla di rinunciare alla propria automobile, il condizionale è d'obbligo: decisamente negativa è infatti la valutazione sull'efficienza del trasporto pubblico italiano e per questo l'80,4% degli ultrasessantacinquenni intervistati utilizza ancora l'auto come mezzo principale per spostarsi. Non a caso l'uso dei mezzi pubblici è calato dell'8,4% rispetto al 2004. Fra i più anziani, le principali motivazioni della rinuncia (o del rifiuto) ad utilizzarli sono lo scarso comfort di viaggio, la mancanza di collegamenti diretti e la scarsa frequenza delle corse. Quattro automobilisti su dieci affermano che non si affiderebbero mai al trasporto pubblico.

L'invecchiamento della popolazione non dovrebbe comportare conseguenze commerciali sul mercato dell'automobile, in quanto "l'effetto del prolungamento della vita attiva renderà lo stile di vita di un 75enne simile a quello che manifesta un 65enne. Se è vero che diminuisce il reddito quando ci si allontana dall'attività lavorativa, il cambiamento di stile di vita che si verifica nella fascia di età da 55 a 64 anni - quella con la maggiore propensione all'acquisto - acuisce l'esigenza di una nuova vettura più adatta alle nuove abitudini. A patto però che le Case automobilistiche riescano a fornire, a detta degli over 60enni intervistati dall'ACI, auto più maneggevoli (46,4%), più comode (37,6%) e dotate di cambio automatico (23,2%).

C'è poi un'ottima notizia. Secondo il rapporto ACI-Censis, con l'avanzare dell'età media, gli automobilisti italiani dovrebbe diventano più responsabili e rispettosi (finalmente!) del Codice della Strada. Se si comparano i dati sulle infrazioni degli under35 e degli over65, c'è una differenza abissale: il 40,6% degli under35 ha dichiarato di aver superato i limiti di velocità nei 12 mesi precedenti; percentuale che precipita al 13,2% fra gli over 65. Discorso analogo vale per il mancato uso delle cinture di sicurezza: il 36,7% dei più giovani dichiara di non averle indossate contro il 12,4% dei più anziani.

E veniamo alle note potenzialmente più dolenti: le capacità di guida. Il 46,4% degli intervistati ritiene che la propria abilità al volante sia rimasta immutata rispetto al passato: non è poco, ma poteva andare peggio considerando l'orgoglio dei guidatori italici. Il 18,9% si sente addirittura più sicuro: l'inevitabile peggioramento dei riflessi dovuto alla vecchiaia, è compensato dalla maggiore esperienza e dalla propensione alla prudenza.
Bisogna piuttosto intervenire sulle infrastrutture: il 47,9% degli automobilisti over 60 sottolinea l'esigenza di una segnaletica più grande e il 38,9% di una segnaletica maggiormente luminosa.

Richieste a cui bisognerebbe cominciare seriamente a dare credito: oggi, in Europa, gli anziani al volante rappresentano il 12% dei patentati, ma nel 2010 saliranno al 20...


[Clicca Qui per scaricare il rapporto ACI-Censis]

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