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pubblicato il 17 gennaio 2007

20 anni di trazione integrale su Golf

Dalla Syncro alla 4Motion

20 anni di trazione integrale su Golf
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La Casa tedesca festeggia due decadi di trazione integrale, un traguardo importante che sottolinea come le quattro ruote motrici abbiano segnato un traguardo tecnologico importante nella storia di Volkswagen.

Probabilmente in molti non ricordano, ma era l'ormai lontano 1986 quando venne presentata la prima generazione di Golf a trazione integrale chiamata "syncro", un modello che aumentò la sicurezza e l'appeal della già ultra desiderata vettura tedesca. Golf syncro veniva offerta ad un prezzo tutto sommato concorrenziale permise a molti automobilisti di apprezzare i vantaggi delle quattro ruote motrici, poco diffuse sulle auto di normale produzione. Per proporre una Golf syncro a un prezzo non troppo elevato, venne sviluppata una nuova soluzione che prevedeva l'impiego di un giunto viscoso, un sistema installato sul Transporter già nel 1985 poi adattato per l'utilizzo sulla Golf. Nella trazione integrale syncro grazie al giunto viscoso tutto avveniva in modo completamente automatico, senza bisogno di interventi da parte del guidatore. Durante la guida in curva il liquido (al silicone) contenuto nel giunto viscoso permetteva di far girare l'asse anteriore e quello posteriore ad una differente velocità. Se necessario, in caso di scarsa aderenza da parte dell'asse anteriore, la forza motrice veniva trasferita al 100% sull'asse posteriore.

Lo stesso principio venne più tardi introdotto anche sul Transporter T4 a motore anteriore e sulla Golf terza generazione. La carriera del giunto viscoso continuò fino all'introduzione di sistemi elettronici più avanzati per il controllo della stabilità come l'ESP, montato sulla quarta generazione della Golf. Contemporaneamente il nome "syncro" scomparve dalle targhette identificative delle vetture.

Con il passare del tempo Volkswagen ha ampliato l'offerta e oggi ci sono a listino numerose versioni a trazione integrale di molti modelli oltre a Golf, tutti accomunati dalla nuova sigla identificativa per il 4wd utilizzata dal 1998, la 4Motion. Il dispositivo si basa su una frizione multidisco Haldex a controllo elettronico che mette in contatto l'asse anteriore con quello posteriore. Quando le ruote anteriori girano a una velocità superiore a quelle posteriori, la pompa dell'olio con pistone anulare, che fa parte del sistema, produce la quantità di pressione sufficiente a "chiudere" la frizione affinché una certa quantità di coppia venga trasferita all'asse posteriore.

Oggi in Italia, la Golf 4Motion è offerta in abbinamento a motori benzina 2.0 FSI 150 CV e Turbodiesel 1.9 TDI 105 CV e 2.0 TDI 140 CV, con prezzi a partire da 22.800 Euro.

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Tag: Novità , Volkswagen


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