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pubblicato il 26 luglio 2013

Peugeot RCZ Cup: video-prova a Imola!

I 250 CV di una vera auto da corsa vi sembrano pochi? Abbiamo provato la RCZ Cup e vi assicuriamo che se pensate si tratti di un’auto poco raffinata, vi sbagliate di grosso… Guardate la nostra video-prova

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Le vediamo sfrecciare veloci sulla pista, le guardiamo con emozione dalla tribuna o, nel migliore dei casi, dalla corsia box immersi nell'atmosfera di trepidazione dei meccanici. Ma cosa succede quando invece di sognare da lontano ad essere al volante ci siamo proprio noi? Lo abbiamo sperimentato con grande gioia qualche tempo fa quando Peugeot Italia ci ha dato la possibilità di salire al volante della RCZ Cup per un test esclusivo a Imola e, ovviamente, non ci siamo tirati indietro. Per il secondo anno consecutivo infatti la sinuosa coupé transalpina è la protagonista del monomarca RCZ Racing Cup inserito nel CITE (Campionato Italiano Turismo Endurance) che, ormai giunto a metà stagione, una formula voluta da Peugeot Italia e sapientemente gestita da Massimo Arduini e il suo Team che permette di offrire ai concorrenti una vera sportiva dai contenuti tecnici interessanti messi in pista a costi di gestione accessibili, specie in un momento in cui correre sta diventando un lusso per pochissimi.

MECCANICA: NON LE MANCA NULLA
Propulsore quattro cilindri di 1,6 litri turbo ad iniezione diretta con potenza fino a 260 CV (10 CV in più del modello RCZ Cup 2012 da noi provato), 1.040 kg circa di peso a secco, ovvero intorno ai 250 kg risparmiati dal modello targato e una velocità massima 245 km/h. Non serve essere un pilota per capire che già sulla carta le differenze rispetto al modello stradale di partenza da 200 CV sono parecchie, ma la preparazione non finisce qui. Anche il cambio infatti è da corsa, trattandosi di una Sadev ST182-14 sequenziale a sei marce con comandi a palette sul volante (con la leva di destra si sale di rapporto, mentre con quella a sinistra si scala) e trasmissione “elettroattuata”, a prova di errore sia in “up” che in “down”, un fattore di sicurezza in più per la meccanica della vettura. Non poteva essere da meno anche l’impianto frenante che sfoggia dischi ventilati anteriori da 355 mm di diametro con pinze AP Racing con 6 pistoncini. Invece al posteriore il disco è pieno e misura 290 mm con la pinza ad un solo pompante. Le ruote sono invece da 18 pollici e le gomme Pirelli slick che misurano 245/645 R18 e contribuiscono ad un assetto racing insieme agli ammortizzatori Peugeot Sport regolabili all’anteriore ed al posteriore.

LA NOSTRA VIDEO-PROVA
Stringersi il casco e assicurarsi al sedile di guida di una vera auto da corsa fa sempre un certo effetto, soprattutto se l’evento capita raramente come nel nostro caso. Cambio elettroattuato, freni Racing e soprattutto gomme slick sono fattori che aumentano il grip in maniera impressionante, ma un conto è “immaginarselo” e un altro e provarli… per giunta a Imola! Ed ecco com’è andata…

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Tag: Test , Peugeot , auto europee


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