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pubblicato il 19 luglio 2013

Mercedes ed Europa al lavoro per risolvere il problema dei climatizzatori

Tajani dà ragione alla Francia sul blocco delle immatricolazioni, ma la Stella insiste sulla pericolosità del nuovo refrigerante imposto dalla Ue

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L’ultimo sviluppo nel caso dei climatizzatori Mercedes non a norma Ue arriva dalla lontana Cina, dove il vicepresidente Antonio Tajani dice che “la Commissione europea è al lavoro per trovare una soluzione”. Il responsabile europeo per l’Industria e l’Imprenditoria si è anche detto ottimista per la risoluzione del problema che fino ad oggi ha portato la Francia a bloccare vendite e immatricolazioni di Mercedes Classe A, Classe B e CLA. La riunione del 18 luglio fra il commissario e le autorità competenti dei 28 stati membri dell’Unione europea si è svolta in un’atmosfera definita “molto costruttiva e positiva” ed è giunta alla conclusione che il produttore e i paesi europei devono trovare assieme una soluzione per garantire al tempo stesso la sicurezza dei cittadini e l’osservanza delle norme sull’inquinamento atmosferico, il tutto nel rispetto della libera concorrenza.

TAJANI: “LA SOLUZIONE NON SI TROVA DOMANI MATTINA”
Quello che più potrebbe preoccupare il gruppo Daimler è però un paragrafo contenuto nell’ultima nota rilasciata da Tajani. Questa recita: “Gli stati membri riconoscono la necessità di prendere misure correttive nei confronti di quei veicoli che non rispettano le normative Ue, compresa la possibilità di ritirare dal mercato le vetture già vendute, come già fatto da uno stato membro (la Francia N.d.R.)”. Al di là del fatto che una simile azione estesa di ritiro veicoli è ancora teorica e lontana nel tempo, resta il fatto che la minaccia annunciata può pesare non poco sulle performance di vendita della Casa tedesca e sui delicati equilibri di mercato in cui si muovono tutti i costruttori europei di automobili. Il rischio di suscitare allarmismi che falsano il mercato è concreto, soprattutto considerando il fatto che, come dice Tajani, "la soluzione non si trova domani mattina". Al momento restano aperti i colloqui fra la Commissione europea, la Francia e la Germania per cercare di arrivare alla composizione di un caso non facile e che necessità di un riepilogo per essere compreso al meglio.

PER MERCEDES IL RISCHIO DI INCENDIO E’ ALTO
Il tutto è partito dalla Francia, quando il primo luglio 2013 Parigi ha deciso di fermare vendita e immatricolazioni delle Mercedes Classe A, Classe B e CLA prodotte dopo il 12 giugno, perché non rispondenti alle normative europee. Il nocciolo della questione è il tipo di fluido refrigerante utilizzato negli impianti di climatizzazione delle tre vetture, il freon R134a (1,1,1,2-tetrafluoroetano) che l’Europa ha messo al bando proprio dal 2013. Questo accade perché Mercedes è l’unico costruttore continentale ad essersi opposto alla decisione presa dall’industria europea dell’auto (e imposta dal direttiva MAC) di usare nei climatizzatori delle auto nuove solo l’HFO-1234yf (2,3,3,3-Tetrafluoropropene), un refrigerante a impatto ridotto in termini di riscaldamento globale. Quello che Mercedes contesta è la pericolosità del nuovo HFO-1234yf, che sulla base di test effettuati dalla Stella è a rischio di incendio in caso di incidente; in pratica, dice Mercedes, il rischio di prendere fuoco è così alto da non essere compensato dal vantaggio offerto in termini ambientali. Oltre tutto l’omologazione dei tre modelli Mercedes che utilizzano il vecchio refrigerante R134a è avvenuta sotto l’egida dell’Authority nazionale tedesca KBA e quindi possono essere venditi in tutti i paesi Ue. A queste accuse di alta infiammabilità risponde DuPont-Honeywell, la joint venture di colossi statunitensi che produce il liquido HFO-1234yf nello stabilimento cinese di Changshu, secondo cui “non esistono rischi significativi per questo refrigerante che è l’alternativa più economicamente efficace e rispettosa dell’ambiente”.

NESSUN PROBLEMA IN ITALIA
Per il momento quindi Mercedes resta ferma sulle sue posizioni, intenzionata a dimostrare con i propri crash test e quelli di altre Case il grave rischio di incendio del nuovo “refrigerante europeo” HFO-1234yf. L’impegnativo braccio di ferro Mercedes-Europa prevede come prossima scadenza il 10 agosto 2013, data entro la quale la Germania deve fornire chiarimenti a Bruxelles; se questi non arriveranno o se non saranno ritenuti sufficienti la Commissione europea potrà far partire una procedura di infrazione, già inviata in via preliminare con una lettera datata 10 giugno. Le recenti note della Comunità europea sembrano al momento dare ragione alla Francia e in qualche modo “bacchettare” Mercedes. Sul mercato transalpino resta quindi il divieto di importazione, vendita e immatricolazione che riguarda il 50% dell’immatricolato Mercedes in Francia (29.000 vetture); capita quindi che gli acquirenti francesi dei tre modelli compatti della Stella si vedano consegnare una vettura di cortesia al posto dell’auto nuova ordinata. In Italia non ci sono invece problemi sulle consegne e le immatricolazioni di Mercedes Classe A, Classe B e CLA, come sul resto della gamma che curiosamente utilizza lo stesso R134a.

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Tag: Attualità , Mercedes-Benz , auto europee , unione europea


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