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pubblicato il 16 luglio 2013

Sciopero benzina 17-19 luglio, con l’estate torna il caro-carburanti

I benzinai chiudono in autostrada, il governo convoca i petrolieri e il prezzo della benzina sale per le vacanze

Sciopero benzina 17-19 luglio, con l’estate torna il caro-carburanti

Puntuale come un treno svizzero, anche nell’estate 2013 è arrivato il caro-benzina. E con esso lo sciopero dei distributori, confermato per domani 17 luglio dalle 22:00 fino alle 6:00 del 19 luglio in tutte le stazioni di servizio autostradali, comprese quelle poste sulle tangenziali e sui raccordi. L’iniziativa di protesta è stata presa da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio, secondo i quali il governo è rimasto “indifferente” alle proteste dei gestori. Da Piossasco, in occasione dell’avvio dei lavori del nuovo elettrodotto Italia-Francia, il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ha fatto sapere di aver messo in atto un richiamo ai petrolieri in merito all’aumento del prezzo della benzina. Intanto gli aumenti continuano, con la benzina verde a quota 1,836 euro/litro, il gasolio 1,739 euro/litro, il GPL 0,747/litro e il metano 0,984 euro/kg.

LE PROTESTE DEI BENZINAI
In una nota congiunta le tre sigle dei gestori lamentano un “assoluta indifferenza” ed evidenziano come non sia stato effettuato “nessun intervento per esercitare le prerogative istituzionali indirizzate a garantire il rispetto delle leggi e degli accordi formalmente sottoscritti”. E continuano ricordando che non è stata presa nessuna “attività di mediazione fra le parti per impedire un vero e proprio 'olocausto economico' perpetrato ai danni di centinaia di imprese di gestione e di oltre 6.000 lavoratori cui viene violentemente sottratto reddito e posto di lavoro. Il Ministero dello sviluppo economico - continua il comunicato - rimane, a giudicare dai comportamenti finora assunti, intenzionalmente inerte, confidando, con una alleanza incomprensibile e innaturale, che la manifestazione di sciopero proclamata per le prossime ore possa essere fisicamente contrastata dalle potenti 'controparti' dei gestori: petrolieri e concessionari autostradali". Infine, viene posto l’accento su come "la Commissione di Garanzia sullo sciopero, che nella normalità dovrebbe intervenire sugli scioperanti, ha invece appena fatto sapere di voler convocare le compagnie petrolifere e i concessionari autostradali. Un’iniziativa - indipendentemente dagli esiti cui potrà giungere, nei limiti delle facoltà delineate dalla legge istitutiva - per la quale la categoria intende esprimere immediatamente il suo profondo apprezzamento". In conclusione, "anche grazie al conforto di una tale iniziativa le organizzazioni di categoria insistono nel chiedere pressantemente al Governo, nella sua collegialità e in particolare alla Presidenza del Consiglio, una piena assunzione di responsabilità".

LA POSIZIONE DEL GOVERNO E DEL GARANTE
Oltre all’iniziativa di richiamo nei confronti delle compagnie petrolifere, il ministro Zanonato ha annunciato di voler attuare un piano per evitare gli aumenti. "Il rincaro è prevalentemente dovuto ad un aumento del greggio e della domanda - ha detto Zanonato - e per questo i petrolieri aumentano il prezzo. Ma lo stacco, cioè la differenza tra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, è minimo. Ho comunque già disposto un richiamo ai petrolieri chiedendo loro di tenere conto della situazione del nostro Paese. Oggi ne ho parlato casualmente con un petroliere. Stiamo predisponendo un richiamo perché non ci siano aumenti". A convocare i petrolieri è l’Autorità Garante per gli scioperi, che ha fissato un incontro per domani mercoledì 17 luglio nel pomeriggio, coinvolgendo Eni, Shell, Q8, Api, Tamoil, TotalErg, Esso e il concessionario Autostrade. L’obiettivo è riaprire il dialogo con i sindacati dei benzinai.

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Tag: Attualità , scioperi , carburanti


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