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pubblicato il 14 luglio 2013

Mercedes S350 CDI BlueTEC, Stella con tante punte

Per chi è ancora innamorato delle berline classiche e non demanda al proprio autista, ma vuole avere tra le mani il massimo per sicurezza, comfort e tecnologia

Mercedes S350 CDI BlueTEC, Stella con tante punte
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Vestito lungo o corto? Volante all’autista o amante del fai da te? Nel caso della nuova Mercedes Classe S i quesiti coincidono la si può scegliere come mezzo di trasporto da affidare al proprio chaffeur oppure farne la propria auto sedendo stabilmente al posto di guida per viaggiare comodi e sicuri senza fatica. Due modi di vivere l’ammiraglia, ma se il vostro è il secondo, di sicuro la versione prescelta sarà la S350 CDI BlueTEC che, in attesa della 300 CDI Hybrid, è quella più appetibile per il mercato italiano.

ALL’ARIA, CHE AERODINAMICA!
La nuova Classe S corta è in realtà lunga ben 5,12 metri, 13 centimetri in meno rispetto a quella a passo lungo che stavolta rappresenta il punto di partenza progettuale per un’auto che fa dello status la propria principale ragion d’essere. Lo stile sviluppa temi già visti su altre Mercedes come il fontale alto, il fianco segnato da linee discendenti e il corpo vettura che, con il parabrezza non troppo inclinato, segna una distinzione chiara con il cofano motore mentre si integra al meglio con la coda per ragioni soprattutto aerodinamiche con un cx di 0,24. È il record per il segmento, non quello assoluto, ma poco male visto che questo trofeo virtuale sta comunque nella bacheca di casa e con 0,22 appartiene alla CLA. La visione d’insieme mi dà una sensazione di equilibrio, senza emozioni forti, ma credo che così deve essere per un classico che punta ad un cliente tradizionale che vede ancora come il massimo dell’automobile in una berlina.

A TUTTO LED E DUE SCHERMI PER AMICO
Il gusto classico è il filo conduttore dell’abitacolo, al quale ha anche lavorato l’Interior Design Studio che la casa tedesca ha a Como, ma senza indulgere in inutili nostalgie, tranne forse la firma Mercedes-Benz in corsivo sulla corona del volante. Apprezzo l’estrema pulizia del disegno, l’ergonomia basata su pochissimi tasti, ma andava curato meglio qualche particolare come il poggiabraccio anteriore, che si apre lateralmente nascondendo l’interno allo sguardo del guidatore, o la cornice in nero piano che contiene un paio di tasti finti e sarebbe stata invece perfetta se avesse fatto solo da cornice ai due enormi schermi TFT da 12,3 pollici in formato 8/3: quello di destra fa da visore per il sistema Command On Line azionabile attraverso la manopola sul tunnel centrale – sotto il poggiapalmo c’è anche la tastiera a sfioramento per il telefono e funzioni assegnabili – mentre quello di sinistra appartiene alla strumentazione e, se presente, al sistema di visione notturna Night Vision Plus che si materializza ogni volta che di notte c’è qualcosa di nascosto nel buio cerchiandolo come se fosse il puntatore di un cannoncino. In realtà a sparare sono i fari anteriori a completamente a Led: se sono persone, le avverte con piccoli flash, il contrario se sono animali per non provocare reazioni come una loro improvvisa fuga nel mezzo della strada.

L’IMPERO DEI SENSI
A proposito di Led, la Classe S è la prima auto al mondo che mette ufficialmente al bando le lampadine: quasi 500 diodi in tutto, 300 dei quali concentrati all’interno dove si può anche selezionare la tonalità dell’illuminazione ambiente. Parlando invece di sicurezza, la novità maggiore è la nuova telecamera stereoscopica che sovrintende a tutti i sistemi di sicurezza riuscendo a interpretare anche situazioni di pericolo inedite come il sopraggiungere di un’altra auto all’incrocio, bloccare con i freni se si sta per subire un tamponamento o, se invece lo si sta per compiere, deviare lateralmente la vettura agendo sui freni . Sullo stesso principio funziona il sistema che evita attivamente l’abbandono accidentale della carreggiata. Ci sono poi il Pre-Safe, i vari sistemi di frenata automatica, compresa quella che riconsoce i pedoni. Profumo di tecnologia che in realtà c’è ed è emanato da un diffusore definito Air Extreme in tre diverse essenze attraverso le bocchette “quasi” eyeball, nel senso che hanno profilo e movimento sferico, ma solo lateralmente mentre per dirigere i flussi in alto o in basso ci pensano mini deviatori. La ventola però non è silenziosissima. Vista e olfatto sono a posto e, non potendo soddisfare il gusto, il tatto trova nei sedili con massaggio hot stone il suo nirvana mentre l’udito ha nell’impianto Burmester da 1.520 Watt con 23 altoparlanti il punto più elevato.

VIAGGIANDO GUARDANDO LA STELLA
La S350 CDI BlueTEC ha nel cofano il noto 3 litri monoturbo che eroga 258 CV a 3.600 giri/min e 620 Nm tra 1.600 e 2.400 giri/min. Come tutti gli altri motori in gamma, è omologato Euro6 – grazie al filtro SCR con additivo AdBlue – e ha il cambio automatico a 7 rapporti con la nota levetta di selezione del programma dietro il volante sulla destra, è la novità delle palette per la funzione sequenziale. Del V6 mi sono piaciuti il vigore, la morbidezza e il sound, ma anche il buon connubio con il cambio, contraddistinto da passaggi più confortevoli che veloci. Credibili l’accelerazione (0-100 km/h in 6,8 secondi) e la velocità autolimitata a 250 km/h visto che a 220 km/h l’ago virtuale del contagiri sosta sul 3 circondati da una silenziosità davvero notevole. La casa dichiara 5,5 litri/100 km pari a 146 g/km di CO2, io non mi aspettavo tanto da un’auto che pesa 1.955 kg, ma vi assicuro che su un percorso misto affrontato senza cautele il computer segna 8,5 litri/100 km. Le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico assorbono molto bene e annullano quasi il rollio, ma sono un filo rumorose, mentre mi è piaciuto molto lo sterzo: preciso come un goniometro e pronto al punto giusto, dà alla “S” il modo di impostare le curve con naturalezza consentendo medie molto elevate anche sul misto dove ho apprezzato soprattutto l’imperturbabilità dell’assetto. Impeccabili anche freni. La Classe S non mi ha impressionato, ma credo che sia questa l’essenza di una vera Mercedes: marciare senza fatica infondendo sicurezza.

PRENDO TUTTO O NON SE NE FA NULLA
La Mercedes Classe S costa 88.500 euro nell’allestimento Premium cui bisogna aggiungere 11.770 euro per il Maximum che consiglio per la presenza di tutto il corredo di sicurezza che fa della tedesca una vera ammiraglia tecnologica senza per forza spendere 26.260 euro per la Edition 1 che ha davvero tutto. Volendo fare una cernita, il sistema Burmester costa 7.623 euro, i cristalli stratificati a 1.392 euro fanno la differenza se si viaggia molto in grandi città, in autostrada o in climi molto caldi. Io prenderei anche i sedili climatizzati (1.277 euro) e la chiusura elettrica del cofano bagagli inclusa nel pacchetto Keyless-go (1.767 euro) perché trovo scomoda la maniglia ricavata all’interno. Infine, prenderei il Magic Vision Control che costa 472 euro, ma pulisce il parabrezza come nessun altro perché spruzza il detergente poco sotto la lama del tergicristallo senza lasciare una goccia. Per i legni, le pelli, i cerchi e le vernici c’è da perdere la testa, ma se vi prendete l’imbarazzo di fare anche in questo la vostra scelta, sappiate che dovete mettere in preventivo altri 5 mila euro, almeno.

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Autore: Redazione

Tag: Test , Mercedes-Benz


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