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pubblicato il 12 luglio 2013

Nuova Mazda3, una prova di originalità

La compatta giapponese, provata in anteprima, sa differenziarsi dalla concorrenza con una qualità elevata e doti stradali di ottimo livello

Nuova Mazda3, una prova di originalità
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Non è vero che solo i tedeschi sanno costruire ottime auto, o almeno non sempre. Nel panorama automobilistico mondiale ci sono realtà industriali come Mazda che portano avanti una tradizione di vetture ben fatte e a modo loro originali, fuori dagli schemi. Un esempio in questo senso arriva dalla nuova Mazda3, compatta a 5 porte che segna un ulteriore step evolutivo del KODO design, già apprezzato su Mazda6 e CX-5, e delle efficienti tecnologie costruttive SKYACTIV. Una filosofia progettuale moderna e anticonformista pienamente rappresentata dalla Mazda3 di terza generazione, che sono riuscito a toccare con mano nel corso della prima presa di contatto organizzata da Mazda Motor Europe a Francoforte (Germania). I quasi 60 km percorsi sulle strade tedesche a bordo della Mazda3 SKYACTIV-D 2.2 150 CV automatica non sono molti, ma sufficienti per apprezzare le qualità di un’auto che, lo dico subito, non teme il confronto con le concorrenti più affermate del segmento C. Anche il listino di questa versione Diesel, che oscillerà fra i 23.400 e i 25.700 euro dal prossimo mese di ottobre, risulta concorrenziale considerando le ricche dotazioni comprese nel prezzo.

SCUOLA “KODO”, COME MAZDA6 E CX-5
Lo stile di questa nuova Mazda3 offre ad una prima occhiata un senso di sportività e dinamismo che trova un qualche parallelo solo nell’Alfa Romeo Giulietta. Merito del frontale aggressivo in pura filosofia KODO (essenza del movimento) sottolineato dalle luci a LED, della fiancata “scolpita” e del tetto spiovente verso la coda in stile coupé. Le stesse portiere posteriori si integrano al meglio nel design complesso delle superfici esterne e il portellone con luci orizzontali integrate contribuisce a chiudere in maniera elegantemente sportiva la coda. La vettura provata sfoggia poi il bel colore rosso di lancio "Soul Red Metallic", forse poco apprezzato dalla clientela italiana, ma molto adatto alla Mazda3, così come i cerchi in lega da 18 pollici. Gli allineamenti dei pannelli carrozzeria sono pressoché perfetti, come la finitura della vernice e gli altri dettagli esterni, nonostante si tratti di un modello di preserie.

ACCOGLIENTE E RAZIONALE
La Mazda3 SKYACTIV-D 2.2 di preserie che ho provato è ben rifinita anche dentro ma con alcuni limiti come l’infotainment di bordo e lo schermo da 7” non attivo. Quello che però mi ha colpito positivamente è l’ottimo livello qualitativo dei materiali e del design interno, soprattutto per plancia e pannelli porta; qui si trovano infatti gli elementi in gomma morbida che offrono la migliore sensazione tattile e che fanno della nuova Mazda3 una credibile concorrente nel segmento delle compatte. Il design è semplice e moderno al tempo stesso, con una qualità costruttiva che segna un deciso passo in avanti rispetto ad alcune realizzazioni del passato. Ritrovo le finiture in plastica “simil carbonio”, i piacevoli inserti metallizzati e in nero lucido che già avevo apprezzato sulla CX-5, anche se le plastiche del tunnel centrale, della palpebra strumenti e delle alette parasole sono forse un po’ troppo dure. Ancor più appagante è la sensazione offerta dai sedili anteriori, soffici e accoglienti come poche vetture di questa categoria, con una doppia imbottitura e finiture degne di un’auto di livello superiore. L’accessibilità a bordo è buona davanti, mentre dietro le portiere un po’ più basse impongono qualche contorsione in più. Una volta dentro, però, lo spazio è buono per 4 persone (il quinto è un po’ sacrificato) e anche il bagagliaio riesce ad ospitare carichi importanti, grazie alla soglia d’accesso larga e al piano di carico finalmente piatto anche a sedili posteriori abbattuti.

QUANDO VIAGGIARE E’ UN PIACERE
Ma il bello della nuova Mazda3 arriva quando si comincia ad impugnarne il volante e la leva del cambio. L’ergonomia del posto di guida è infatti studiata al millimetro e sembra di essere seduti su un’auto guidata da sempre. La corona del volante ha la giusta dimensione, i comandi della climatizzazione si raggiungono con facilità e a colpo d’occhio, mentre la visibilità verso l’esterno è facilitata dai montanti anteriori molto inclinati e dal lunotto di dimensioni generose. Come detto, i sedili davanti non stancano neppure nelle giornate più calde e dopo molti chilometri, contenendo bene nelle curve. Già da fermi si capisce che la leva del cambio manuale (provato sulla SKYACTIV-G 2.0 da 165 CV) ha una manovrabilità simile a quella della Mazda MX-5, con rapporti ben definiti, spaziati e inserimenti decisi, quasi sportivi. Per la mia prova più approfondita della Mazda3 ho però guidato una Mazda3 SKYACTIV-D 2.2 con cambio automatico, un convertitore di coppia piuttosto raro nel segmento delle compatte. Questa trasmissione, di ingombro e peso ridotto, si è rivelata molto efficace e veloce nel funzionamento, priva di strappi o incertezze di cambiata. L’abbinamento con il 4 cilindri Diesel common rail da 150 CV è quasi perfetto e anche quando si pesta a fondo sull’acceleratore la risposta del cambio è pronta e sicura, tanto che la funzione manuale sequenziale non risulta quasi mai necessaria. Il motore è “bello corposo”, con un’erogazione di potenza e coppia che soddisfa anche la voglia di sportività, accompagnata da una sonorità di scarico baritonale molto appagante.

SA ESSERE VELOCE, MA BEVE UN PO’
La ricerca del piacere di guida è sottolineata anche da una strumentazione piuttosto insolita e semplificata, dove il grande contagiri centrale relega in un angolo in basso a destra l’affissione digitale della velocità, non immediatamente leggibile. Sia in città che lungo le veloci autostrade tedesche senza limiti di velocità la Mazda3 SKYACTIV-D 2.2 automatica si comporta da grande viaggiatrice, silenziosa e confortevole quasi come la rivale diretta tedesca, quella Volkswagen Golf che detta gli standard e che sembra aver trovato una nuova antagonista. Intendiamoci, la Mazda3 è progettata e costruita secondo criteri del tutto originali che sfidano le convenzioni (in puro stile Mazda), ma la sostanza è una vettura solida, veloce e abitabile che strizza l’occhio ad uno stile elegantemente dinamico, non meno della famosa Golf. Le veloci sfuriate in “autobahn” hanno fatto salire il consumo medio a quota 11 l/100 km, ma è bastato guidare con attenzione in città per far segnare al computer di bordo i 6 l/100 km. L’assetto e lo sterzo seguono con fedeltà i voleri del guidatore e rendono ogni viaggio appagante, addirittura entusiasmante quando la strada comincia a costellarsi di curve; merito anche delle sospensioni posteriori alleggerite con bracci longitudinali multilink. Gli unici rumori che filtrano nell’abitacolo, almeno fino a 100 km/h, sono il rotolamento dei pneumatici e il ruggito del motore quando sale di giri, con i fruscii aerodinamici ridotti al minimo. Questo si traduce in un puro piacere di viaggio, appena disturbato dal sussulto dello start/stop (velocissimo) che riavvia il motore; il climatizzatore automatico bizona mi è sembrato potente e veloce nel raggiungere la temperatura impostata, con comandi di regolazione semplici e intuitivi.

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Tag: Test , Mazda , auto giapponesi


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