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pubblicato il 11 luglio 2013

Fiat: dopo La Stampa, controllerà anche il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport?

L'aumento di capitale di RCS porterebbe la quota del Lingotto oltre il 20%: c'è chi parla di conflitto di interessi

Fiat: dopo La Stampa, controllerà anche il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport?

“Su richiesta della Consob, Fiat conferma il carattere strategico della sua partecipazione in RCS MediaGroup S.p.A.”: inizia così la nota ufficiale diffusa in queste ore dal Lingotto, uno degli azionisti di rilievo del gruppo che controlla tra gli altri il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, in merito all’aumento della quota di Fiat (che passerebbe al 20,135%) nel nuovo capitale sociale ordinario di RCS. Nei giorni scorsi, infatti, le notizie di mercato anticipavano come Fiat avesse sottoscritto la quota di propria pertinenza dell’aumento di capitale di RCS - approvato il 30 maggio 2013 dall’assemblea dei soci dopo la sua riduzione per perdite al fine di supportare il Piano per lo Sviluppo 2013-2015 - per acquisire, oltre al suddetto aumento di quota, anche ulteriori diritti di opzione e dunque un maggiore controllo di uno dei principali gruppi editoriali italiani. Le prime reazioni alla notizia sembrano essere state influenzate dalle polemiche che da anni interessano la politica in materia di conflitto di interessi e che ora in qualche modo contagerebbero il mondo dell’auto.

I COMMENTI DELLA POLITICA E DELLA STAMPA
Sul sito web del partito di Nichi Vendola, Sel (Sinistra Ecologia e Libertà), si legge ad esempio “Rcs: investimento Fiat è conflitto di interesse, il governo Letta non ha niente da dire in merito?”. Ma anche i principali canali d’informazione sono sulla stessa linea. Il quotidiano La Repubblica sottolinea il “rischio-concentrazione che deriverebbe da un eventuale acquisto da parte di Fiat di Rizzoli, la società che edita la Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera”. Lo scenario delineato si argomenta così: “Con tre quotidiani nazionali a disposizione come il Corriere, La Stampa e la stessa Gazzetta dello Sport che ormai da tempo non è più soltanto un giornale sportivo, la Fiat-Rcs sarebbe in grado di condizionare sotto vari aspetti la vita collettiva: dalla politica all’economia, dai rapporti sindacali fino al calcio. Ma, ciò che ancor più preoccupa, può alterare il mercato dell’informazione a danno del pluralismo e della libera concorrenza, soprattutto nel campo della raccolta pubblicitaria. In un Paese come il nostro, già retrocesso al 57° posto nella graduatoria mondiale di “Reporter senza frontiere” sulla libertà di stampa, sarebbe un “trust” editoriale incompatibile con le regole della democrazia economica”.

COSA DICE FIAT
D’altro canto, nel comunicato stampa della casa automobilistica guidata da Sergio Marchionne - che nel frattempo ha altre “gatte da pelare”, come la gestione del marchio Alfa Romeo - si precisa come “Fiat ritiene di aver fatto sempre con rigore, disciplina e trasparenza la propria parte, quale uno degli azionisti di rilievo, nel contribuire alla stabilità finanziaria di questa importante società italiana quotata. Fiat partecipa in misura significativa al capitale di RCS sin dal 1984 ed ha sempre considerato strategica questa partecipazione, dimostrandolo con i fatti e dichiarandolo apertamente. Come pubblicamente noto, Fiat è anche parte del patto di sindacato di RCS”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , Fiat , auto italiane


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