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pubblicato il 5 luglio 2013

Illegittimo l'articolo 19 dello Statuto del Lavoratori: le reazioni di Fiat

La recente nota della Corte Costituzionale riapre la questione della rappresentatività sindacale in fabbrica

Illegittimo l'articolo 19 dello Statuto del Lavoratori: le reazioni di Fiat

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori, per quel che riguarda le rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) riservate solo ai sindacati firmatari del contratto applicato nell'unità produttiva interessata. Il tutto è scaturito dalla questione riguardante la Fiat, che ha escluso dalle Rsa il sindacato dei metalmeccanici della Cgil (FIOM) per non aver sottoscritto il contratto Fiat; da qui il ricorso, e un'interrogazione sulla questione di legittimità costituzionale dai giudici dei tribunali di Torino, Modena e Vercelli.

CHI HA NEGOZIATO IL CONTRATTO DEVE ENTRARE NELLE RSA, ANCHE SE NON FIRMA
La nota dei giudici della Corte Costituzionale dichiara illegittimo l'articolo 19 "nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale sia costituita anche nell'ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell'azienda". La sentenza definitiva sarà pubblicata entro un mese. Tra i sindacati, positivo il parere di Fiom e Cigl: secondo Maurizio Landini, segretario Fiom, "la Costituzione rientra in fabbrica. È una vittoria di tutti i lavoratori". Per altre sigle sindacali, invece, la sentenza potrebbe non essere determinante per la questione Fiat, e comunque non è priva di contraddizioni e necessita di un successivo approfondimento.

FIAT: PIU SOLIDI I CRITERI DI RAPPRESENTATIVITA'
Fiat ha diramato una dichiarazione in cui prende atto della nota della Corte costituzionale, ma pone il problema dei criteri di rappresentatività: si chiede al legislatore la definizione di un più solido criterio di rappresentatività, che tenga concretamente conto "delle delicate dinamiche delle relazioni industriali”, con la certezza delle applicazioni degli accordi, la libertà di contrattazione e di fare impresa, "come avviene nei paesi di normale democrazia nelle relazioni industriali". L'articolo 19, nella forma attuale, modificato nel 1996, fu "promosso da Rifondazione Comunista e dei Cobas con l'appoggio pieno della FIOM". In ogni caso, secondo Fiat (e anche secondo il Fismic), la Fiom non avrebbe preso parte neppure alla negoziazione dei contratti che non ha firmato, avendo sempre "rifiutato qualsiasi trattativa sui contenuti del contratto collettivo specifico di lavoro di primo livello di Fiat Spa e di Fiat Industrial, applicato dal primo gennaio 2012 nonché sul recente rinnovo". Su questo punto si giocherà il seguito della vicenda sulla rappresentanza sindacale in Fiat nei prossimi mesi.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Attualità , lavoro , torino


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