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Retrospettive

pubblicato il 7 luglio 2013

Lancia Delta, l'imbattibile

In nove anni nel mondiale rally conquista 51 vittorie e 10 allori iridati. Un record ancora imbattuto.

Lancia Delta, l'imbattibile
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Nel 1981 il mondo dei rally è scosso dal debutto di un'auto di nome Audi Quattro, prima sportiva a trazione integrale. Un modello che rivoluziona le gare su sterrati e neve imponendo ritmi impensabili per le trazioni posteriori. Una supremazia che si concretizza con la conquista del mondiale dei costruttori nel 1982, titolo replicato nel 1984, e degli allori piloti nel 1983 e 1984. Anni nei quali l'unica rivale a riuscire a contrastare la strapotenza dei quattro anelli è la Lancia, marchio che ha dominato i rally nel decennio precedente, con la Fulvia HF, la Stratos e, dopo essere entrata nell'orbita Fiat nel 1977, con la 131 Abarth. Una storia vincente che ha un ultimo sussulto nel 1983 quando un gioiello chiamato Lancia 037 diviene l'ultima trazione posteriore a conquistare un mondiale costruttori nel 1983 grazie a campioni del calibro di Walter Röhrl e Markku Alen e alla giovane promessa italiana, Attilio Bettega.

INIZIA L'ERA INTEGRALE
Con l'arrivo dell'Audi Quattro, dunque, il futuro dei rally è segnato: sarà integrale. La prima casa automobilistica a reagire alla rivoluzione apportata dagli ingegneri tedeschi è la Peugeot che in breve tempo riesce a creare un bolide che monopolizzerà le stagioni 1985-1986 vincendo i campionati piloti e costruttori, la 205 Turbo 16. In Lancia il progetto 4WD parte in ritardo e lo sviluppo procede più lentamente, tanto che il debutto nel mondiale arriverà solo a fine 1985. Il compito della Lancia 4x4 viene affidato a Claudio Lombardi, ingegnere a capo del reparto corse di Lancia (che all'epoca è l'Abarth) che sceglie come modello di base la Y5, ossia la berlina disegnata da Giorgetto Giugiaro e presentata nel 1979 con il nome di Delta. Una vettura innovativa e con un telaio molto sofisticato per l'epoca che, tra l'altro, gli sono valsi il titolo di Auto dell'Anno nel 1980. Una scelta d'obbligo visto che una versione integrale esiste già, quella del prototipo esposto al Salone di Torino del 1982. Una buona base dal quale partire anche se le esigenze agonistiche impongono modifiche radicali, tanto che la futura auto da gara avrà poco più del nome del modello di derivazione. Con l'eccezione dei 200 esemplari stradali prodotti per l'omologazione necessaria per partecipare al campionato del Gruppo B.

UNA “BOMBA” DI NOME S4
La nuova vettura è subito battezzata con la sigla S4, cioè “sovralimentata” e a 4 ruote motrici, le due principali peculiarità tecniche della Delta da competizione. Il motore è un capolavoro di tecnologia. Realizzato in lega leggera, è un 4 cilindri da 1.759 cc ricco di soluzioni avveniristiche, come il rivestimento delle canne dei cilindri con un materiale ceramico, il nikasil, e la doppia sovralimentazione. Impostazione, quest'ultima, voluta per fornire elevata coppia e potenza a tutti i regimi e ottenuta abbinando un compressore volumetrico, il Volumex brevettato da Abarth, capace di “spingere” ai bassi regimi con un turbocompressore KKK che “produce” potenza alle rotazioni più alte. L'esito è che la S4 stradale scatena 250 CV che salgono a 480 nella variante da gara, decisamente tanti per una vettura di appena 970 kg. Altrettanto raffinate sono il telaio con struttura tubolare rigida e leggera e le altre parti meccaniche, come le sospensioni a parallelogramma deformabile pensate per supportare le alte sollecitazioni al quale sono sottoposte o il cambio a innesti frontali. La trasmissioni integrale è sofisticata e, tra l'altro, si avvale di un ripartitore di coppia centrale con giunto Ferguson autobloccante.

IL DEBUTTO VINCENTE AL RAC
Le impostazioni tecniche volute dall'ingegner Lombardi sono testate su strada da Giorgio Pianta, pilota vincente nei decenni passati e all'epoca capo collaudatore in Abarth. Il responso è subito positivo e nell'estate del 1985 la vettura è affidata a Cesare Florio, fondatore nel 1963 del reparto corse HF (High Fidelity) e allora direttore sportivo della Squadra Martini Racing e responsabile competizioni del Gruppo Fiat. Il dirigente torinese affida lo sviluppo della vettura a Miki Biasion, giovane che nel 1983 si è aggiudicato i campionati italiano ed europeo rally con la 037. L'auto va fortissimo e in breve è pronta per il debutto mondiale all'ultimo appuntamento stagionale, il RAC in Inghilterra. Le due S4 sono affidate ai piloti finlandesi Henri Toivonen e Markku Alen che impongono un ritmo impressionante alla gara concludendo ai primi due posti in classifica. E' un trionfo che la squadra dedica ad Attilio Bettega deceduto in un incidente al Tour de Corse di maggio al volante della 037. La stagione 1986 inizia bene: Toivonen in coppia con Sergio Cresto si aggiudica la gara inaugurale, il Monte Carlo, davanti alla Peugeot 205 Turbo 16 di Salonen. E' l'inizio di un duello serrato tra i due marchi per la conquista della leadership piloti e costruttori. Un sfida che porta ad elevare sempre più le potenze, tanto che l'evoluzione più sofisticata della S4 tocca i 560 CV di potenza grazie a un overboost regolabile dall'abitacolo.

LA TRAGEDIA AL TOUR DI CORSE
A segnare un punto di svolta nella stagione e nella storia dei rally è un tragico evento: al Tour de Corse la S4 di Toivonen e Cersto esce di strada con conseguenze funeree per i due campioni. Una sorte atroce che sa di maledizione considerate le analogie con l'incidente di Attilio Bettega: stessa corsa, stessa scuderia, stesso giorno e stesso numero sulle fiancate, il quattro. L'evento sconvolge il mondo dei rally che, considerati altri incidenti mortali, decide di mettere al bando le Gruppo B, ormai troppo potenti e pericolose. Rimane da stabilire se concludere o meno la stagione. In Lancia dopo molte discussioni si decide di onorare la vita dei piloti proseguendo nelle competizioni. Nelle restanti corse i compagni di squadra sfoderano una grinta inaudita ottenendo due vittorie con Alen e una con Biasion, nonché numerosi podi. Un rollino di marcia che porta Alen alla conquista del mondiale prima della beffa. Concluso il campionato, la FIA annulla i risultati del Sanremo, vinto da Alen e con le di S4 di Cerato e Biasion sul podio, accogliendo un reclamo Peugeot. L'esito è che il mondiale piloti va a tavolino Juha Kankkunen con la 205 Turbo 16, vettura che si aggiudica pure il titolo costruttori. Alla Delta S4 non restano che le statistiche di rilievo: 12 gare, 5 vittorie, 15 podi e il titolo europeo con Fabrizio Tabaton.

IL TRIONFO DELLA HF 4WD
Alla stagione 1987Lancia si presenta con la nuova Delta del Gruppo A, l'HF 4WD derivata dalla versione stradale presentata nel maggio del 1986 e, come da regolamento, prodotta in almeno 5.000 esemplari. Rispetto alla variante stradale, accreditata di 165 CV, la potenza del 2 litri turbo sale a 240 CV (oltre 260 al termine della stagione) e il peso è contenuto a 1.100 kg, limite minimo imposta da FIA. Le tre vetture sono affidate a neo campione del mondo Juha Kankkunen, libero per il ritiro di Peugeot dalle corse, e dal duo collaudato formato da Alen e Biasion. Un terzetto che domina il campionato vincendo 8 gare su 13 (9 se si considera il Rally di Nuova Zelanda non valido per il mondiale) e monopolizzando il podio della classifica finale con Kankkunen che conferma l'alloro mondiale malgrado abbia vinto “solo” due gare contro le tre di Biasion e Alen, secondo e terzo a fine anno. A conferma della supremazia Lancia arriva il titolo costruttori con un divario abissale sull'Audi seconda: 140 punti contro gli 82 della squadra dei quattro anelli.

IL MONDIALE DI BIASION
Nel 1988 l'avventura mondiale comincia con la doppia vittoria nei primi due appuntamenti stagionali grazie a Bruno Saby al Monte Carlo e il solito Alen al Rally di Svezia, ultima gara della Delta HF 4WD. Un finale degno per un modello che ha colto 11 vittorie in 15 gare, totalizzando oltre 20 podi, 5 doppiette e una tripletta, nonché un campionato del mondo Gruppo N con Alex Fiorio e un titolo europeo con Dario Cerrato. Una serie di record, però, destinati a durare poco. A stracciarli è la propria erede, la Delta HF Integrale. Evoluzione della 4WD e riconoscibile per i parafanghi allargati e per i nuovi disegni di paraurti e prese d'aria. Molte le migliorie introdotte dalla Abarth, in particolare alle sospensioni e alla carreggiata, ora in grado di ospitare pneumatici e freni di maggiori dimensioni. Cresce pure la potenza, adesso sopra i 280 CV. L'Integrale debutta al Rally del Portogallo con il successo di Miki Biasion, pilota che si impone in altro quattro gare conquistando il suo primo mondiale davanti al compagno di squadra Alen, vincitore di due rally con l'Integrale (un altro successo arriva dall'argentino Recalde nella gara di casa), e all'altro pilota Lancia Alex Fiorio. Una collezione di successi che si arrochisce dell'alloro costruttori grazie alle 10 vittorie su 11 partecipazioni, compreso il Rally Safari sempre sfuggito a Lancia, che portano alla squadra 140 punti contro i 79 della Ford, seconda in classifica.

IMBATTUTA PER 12 RALLY
L'anno seguente a fare capire che la stagione correrà su binari già visti è la vittoria di Miki Biasion e della Delta Integrale all'appuntamento inaugurale di Monte Carlo. Un successo al quale ne seguiranno altri quattro e che porteranno l'asso italiano al suo secondo titolo iridato (secondo sarà il compagno di squadra Florio) e alla Squadra Lancia all'ennesima vittoria nel mondiale costruttori con 7 vittorie su 11 presenze. Un anno eccezionale che segna pure un nuovo record: escludendo le gare nel quale la Lancia non partecipa, la Delta raccoglie 12 vittorie consecutive dal Rally dell'Acropoli del 1988 al quello di Argentina del 1989. Altra nota positiva della stagione è il debutto al Sanremo della Delta Integrale 16V che, come di consueto, vince alla prima uscita forte dei sui 300 CV (ma per alcuni è arrivata ad averne 390). Un monopolio che è interrotto nel 1990 solo grazie al binomio perfetto Carlo Sainz-Toyota Celica GT Four e a una buona dose di sfortuna che costringe i campioni Lancia a qualche ritiro di troppo. Se il mondiale piloti va allo spagnolo al volante del bolide giapponese (i due piloti Lancia, Auriol e Kankkunen, chiudono secondo e terzo), l'italiana si aggiudica la vittoria costruttori imponendosi nella metà delle 12 gare in programma con un exploid al Rally del Portogallo che rimane nella storia: 5 Delta Integrale ai primi 5 posti.

ARRIVA IL DECIMO TITOLO
Il duello tra Sainz e gli scudieri Lancia emoziona gli appassionati per i due anni successivi. Nel 1991 a riportare il titolo piloti in Italia è ancora una volta Kankkunen che conclude la stagione con 7 punti di vantaggio sul rivale della Toyota. Le posizioni si invertono nel 1992, con Sainz che trionfa all'ultima gara superando nella classifica finale i piloti Lancia che si devono accontentare della seconda (Kankkunen) e terza (Didier Auriol) piazza nel mondiale e della bella vittoria del giovane Andrea Aghini al Sanremo. Se la sfida piloti è al cardiopalma, quella tra i costruttori non ha storia: Lancia si aggiudica il mondiale 1991 con 6 vittorie su 14 e quello del 1992 addirittura alla nona gara stagionale, sulle 14 previste, chiudendo l'anno con 8 successi, merito pure della versione Evoluzione. Un risultato, quello del 1992, ancora più significativo poiché è il 10° conquistato dalla Delta e perché ad ottenerlo non è la Squadra ufficiale Lancia, ritiratasi a sorpresa alla fine del 1991, ma la Scuderia Jolly Club appoggiata sempre dalla Martini Racing.

UN PALMARES IMBATTUTO
Il successo del 1992 è l'ultimo acuto della Delta che nel 1993 è ancora presente nel mondiale con il Jolly Club, ma senza lo storico sponsor. Un'assenza che crea non pochi problemi finanziari e non consente ai due piloti, Carlo Sainz e Andrea Aghini, di competere ad armi pari con le potenti squadre ufficiali che possono contare, tra l'altro, su aggiornamenti costanti delle auto forniti dalla casa madre. Con la stagione 1994 la Delta esce dagli annali della massima categoria rally, ma prosegue a mietere vittorie in molti campionati minori. Una presenza durata nove anni che ha portato a 10 allori (4 piloti e 6 costruttori) e 51 vittorie (in 78 partecipazioni) nel mondiale, a 7 titoli europei assoluti (tutti dal 1988 a 1993, tranne quello del 1992) e 2 Rally Produzione (1988 e 1989), nonché più di 50 successi finali nei campionati nazionali in tutto il mondo. Un palmares per un singolo modello che rimane ancora imbattuto.

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Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Lancia , auto storiche , auto italiane


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