dalla Home

Test

pubblicato il 4 luglio 2013

Nuova Volkswagen Golf Variant, addio brutto anatroccolo

Abbiamo provato la compatta a coda lunga, che non perde eleganza e aggiunge utile spazio di carico. E’ comoda, ben fatta e anche con il 2.0 TDI consuma poco

Nuova Volkswagen Golf Variant, addio brutto anatroccolo
Galleria fotografica - Nuova Volkswagen Golf Variant - Le FotoGalleria fotografica - Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 1
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 2
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 3
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 4
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 5
  • Nuova Volkswagen Golf Variant - Le Foto - anteprima 6

Nella lunga e bella favola della Volkswagen Golf la versione station wagon ha sempre rivestito il ruolo del brutto anatroccolo, però senza mai riuscire a trasformarsi in cigno. Ma la Casa tedesca è decisa a completare il successo della compatta più famosa anche con la Golf Variant, come a Wolfsburg chiamano le familiari, convinta di possedere gli argomenti giusti per giungere al lieto fine raccontato da Hans Christian Andersen, una suggestione rafforzata dal Paese scelto per il primo test internazionale su strada, l’Olanda, al confine con la patria dello scrittore danese.

HA I GIUSTI ARGOMENTI PER PIACERE
Gli argomenti che dovrebbero portare al successo la quinta generazione della Golf Variant (le prime due serie della Golf non sono state proposte come familiari), già ordinabile e in consegna a metà ottobre, sono numerosi: la leadership del modello berlina nella fascia delle vetture compatte; la raffinata tecnologia utilizzata in ogni settore, dal pianale ai motori; le dotazioni di sicurezza; la conservazione del valore economico nel tempo; la qualità della costruzione e il design, essenziale quest’ultimo per sfatare l’immagine del brutto anatroccolo e permettere alla Variant di farsi cigno.

COSI’ E’ DIVENTATA CIGNO
Esteriormente si nota come la Variant non sia più una semplice derivazione della berlina, bensì sia nata insieme ai modelli a 3/5 porte già con una propria identità. La fiancata mostra proporzioni molto diverse rispetto alla precedente generazione, è più slanciata, elegante, alleggerita da un terzo finestrino abbastanza ampio e delimitato da un montante inclinato che segue l’andamento del lunotto e richiama l’appartenenza alla famiglia Golf. Anche la parte posteriore ricorda la berlina, con i gruppi ottici, dal disegno specifico ma sempre divisi in due: una parte fissa e l’altra applicata al portellone. Allo scopo di agevolare l’accesso al bagagliaio, il portellone si estende più verso il basso e accoglie l’alloggiamento della targa, che sulle berline è invece ricavato nel paraurti.

FINO A 1.620 LITRI DI BAGAGLIAIO
Il design conta molto per l’appeal di un’automobile, ma da una station wagon ci si aspettano anche una spaziosità e una versatilità del bagagliaio superiori a quelle di altre versioni. E anche sotto questo aspetto la nuova Variant non delude. Rispetto alla berlina è più lunga di 30,7 centimetri e raggiunge i 4 metri e 56 centimetri, mentre rispetto alla generazione precedente è più lunga di 28 millimetri, più larga di 18 mm (1 metro e 80 centimetri) e più bassa di 23 millimetri (1 metro e 48 centimetri). Inoltre la distanza fra il centro delle ruote è cresciuta di 57 mm il che ha permesso di accrescere anche le dimensioni interne. Ne risultano una capacità del bagagliaio di 605 litri (100 più che in passato) estendibile fino a 1.620 litri. La lunghezza del piano di carico è di un metro e diventa di 1 metro e 83 centimetri abbassando lo schienale posteriore (diviso in due parti asimmetriche): sull’allestimento Comfortline abbattendo anche lo schienale del passeggero anteriore si dispone di una lunghezza di 2 metri e 67 centimetri. A queste caratteristiche vanno aggiunti un vano dalle pareti senza intrusioni e dal piano a filo con la soglia dell’apertura (alta da terra 63 centimetri), la tendina copribagagli collocabile in due posizioni e rimovibile, il piano di carico regolabile in altezza, quattro ganci portaborse e il comodo dispositivo che consente di sbloccare lo schienale posteriore agendo dal vano di carico.

COL 2.0 TDI DA 150 CV SI VIAGGIA COMODI
Per quanto riguarda la qualità dell’assemblaggio e dei materiali, la Golf è un punto di riferimento e tale rimane anche nella versione Variant. Ne abbiamo avuta la conferma nel test della versione più potente della gamma, equipaggiata con il motore 2.0 TDI da 150 CV. La vettura è chiaramente indirizzata al contenimento dei consumi, anche con una rapportatura del cambio manuale a 6 marce (ma c’è anche l’automatico DSG) tendenzialmente lunga nella quinta e sesta marcia con velocità lievemente superiori rispettivamente a 50 e 60 km/h a 1000 giri/min. In effetti, la 2.0 TDI consuma 4,1 litri/100 km pur raggiungendo i 218 km/h e con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi. L’assetto è meno rigido di quello che ci si aspetterebbe da una station wagon e assicura un buon livello di comfort. Il cambio è preciso, ben manovrabile, come lo sterzo dall’adeguata sensibilità. Molto pronta la frenata con una modulabilità che richiede un minimo di familiarità, come accade sui modelli dotati di sistema di recupero dell’energia cinetica, dispositivo di cui sono dotate tutte le Golf Variant, insieme allo Start&Stop per l’accensione/spegnimento automatico del motore durante le soste nel traffico.

LA BLUEMOTION BEVE POCO
Gli altri motori previsti al momento del lancio sono i turbodiesel 1.6 TDI con 90, 105 e 110 CV, con la versione meno potente dedicata soprattutto alle flotte aziendali. Gli altri due consumano entrambi 3,9 litri/100 km, con accelerazione da 0 a 100 orari in 11,2 (105 CV) e 11 secondi (110 CV) e velocità massime di 193 (105 CV) e 196 km/h (110 CV). È disponibile anche una versione che consuma ancora meno della 1.6 TDI, denominata BlueMotion, con 110 CV: grazie a un motore rivisitato, al cambio con rapporti allungati, all’aerodinamica specifica e ad altri accorgimenti richiede, infatti, solo 3,3 litri/100 km. Chi la desidera può averla su ordinazione con un supplemento di circa 1.300 euro. Abbiamo potuto provare questo motore su una Golf berlina, ancora più parca della Variant visto che si accontenta di 3,2 litri/100 km nonostante sia in grado di raggiungere i 200 km/h, una performance favorita anche dalla notevole penetrazione aerodinamica, dimostrata da un Cx di appena 0,27: per arrivare a tanto, la vettura è abbassata di 15 mm, ha una griglia anteriore quasi del tutto chiusa, una speciale carenatura del fondo scocca e uno specifico spoiler sul bordo d’uscita del tetto. Per tornare alla Variant, segnaliamo che è normalmente disponibile anche una versione dell’1.6 TDI già in regola con la normativa Euro VI.

LE GOLF VARIANT A BENZINA
Per quanto riguarda invece i motori a benzina, ci sono i turbo di 1.2 litri TSI (105 CV) e di 1.4 litri TSI (122 e 140 CV). A novembre sarà disponibile anche una versione a metano dell’1.4 litri con 110 CV, con un impianto realizzato direttamente in fabbrica. Gli attuali motori consumano dai 5 litri/100 km (1.2 TSI 105 CV) ai 5,3 litri/100 km (1.2 TSI 140 CV) con accelerazioni da 0 a 100 orari in 10,7 (105 CV) e 8,9 secondi (140 CV), e velocità di punta di 193 (105 CV) e 213 km/h (140 CV).

NUOVE TECNOLOGIE “FAMILIARI”, DA 19.500 EURO
Analogamente alla Golf VII berlina, anche la Variant è basata sul nuovo pianale MQB che tra l’altro ha consentito un abbattimento del peso fin di 105 kg, ma ci sono di serie fin dall’allestimento Trendline (quello di base) altre finezze tecnologiche, mirate soprattutto alla sicurezza. Come il differenziale a bloccaggio elettronico XDS, il controllo elettronico della stabilità nella versione più evoluta per questa classe di auto, il sistema di frenata anticollisione multipla, quello che riconosce la stanchezza del guidatore. Il cambio a doppia frizione DSG si può avere abbinato ai motori 1.4 TSI (anche a quello a metano) e ai TDI 105, 110 e 150 CV, mentre la trazione integrale è prodotta in associazione con i motori TDI 105 e 150 CV. Numerosi “pacchetti” di optional consentono le personalizzazioni più svariate: dal cruise control adattivo, all’assistente di corsia (per evitare sconfinamenti non voluti), dal riconoscimento automatico dei segnali alla videocamera posteriore, tanto per citarne alcuni. I prezzi vanno dai 19.500 euro della 1.2 TSI Trendline BlueMotion Technology ai 29.900 euro della 2.0 TDI Highline DSG BlueMotion Technology: la 1.6 TDI 105 CV Highline BlueMotion Technology, attesa come la versione più richiesta, costa 25.800 euro.

Scheda Versione

Volkswagen Golf Variant
Nome
Golf Variant
Anno
2013
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
Wagon
Porte
5 porte
Motore
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Luigi Massari

Tag: Test , Volkswagen , auto europee


Listino Volkswagen Golf

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.2 TSI 63kW Trendline BlueMotion Tech. anteriore benzina 85 1.2 5 € 19.500

LISTINO

1.6 TDI 66kW Trendline BlueMotion Tech. anteriore diesel 90 1.6 5 € 22.500

LISTINO

1.4 TGI Trendline BlueMotion anteriore metano 110 1.4 5 € 22.600

LISTINO

1.2 TSI Comfortline BlueMotion Technolog anteriore benzina 110 1.2 5 € 22.900

LISTINO

1.6 BlueTDI Trendline anteriore diesel 110 1.6 5 € 23.100

LISTINO

1.4 TSI 92kW Comfortline BlueMot.Tech. anteriore benzina 125 1.4 5 € 23.600

LISTINO

1.4 TGI Comfortline BlueMotion anteriore metano 110 1.4 5 € 24.900

LISTINO

1.4 TSI BlueMotion Technology 140cv Highline anteriore benzina 140 1.4 5 € 24.900

LISTINO

Tutti gli allestimenti »

 

Top