dalla Home

Tecnica

pubblicato il 10 gennaio 2007

Il più pulito TDI del mondo secondo Volkswagen

Il più pulito TDI del mondo secondo Volkswagen
Galleria fotografica - Volkswagen Cleanest TDIGalleria fotografica - Volkswagen Cleanest TDI
  • Volkswagen Cleanest TDI - anteprima 1
  • Volkswagen Cleanest TDI - anteprima 2
  • Volkswagen Cleanest TDI - anteprima 3
  • Volkswagen Cleanest TDI - anteprima 4
  • Volkswagen Cleanest TDI - anteprima 5

Oggi si fa un gran parlare di veicoli ibridi, fuel cell, ad idrogeno e quant'altro, come soluzioni più o meno efficaci (e costose) destinate a rivoluzionare la mobilità del futuro. Alcuni costruttori sono però altrettanto concentrati sul presente con soluzioni concrete e di imminente applicazione industriale. Fra questi c'è Volkswagen, che ha svelato il più pulito motore diesel mai realizzato: è un 2.0 litri TDI Common Rail che equipaggerà, a partire dal 2008, le «Jetta» vendute in California e in altri quattro Stati del nord-est americano (Massachusetts, New York, Vermont e Maine) rispettando le norme anti-inquinamento "Tier 2/Bin 5", considerate le più stringenti al mondo. Queste norme sono particolarmente severe nei confronti delle emissioni di ossidi di azoto (NOx), punto debole dei motori Diesel, imponendo un limite di 70 mg per miglio.

Il segreto di questo propulsore si chiama «BlueTec», una nuova tecnologia per il trattamento dei gas di scarico sviluppata da Volkswagen insieme ad Audi e DaimlerChrysler. Vediamo come funziona.

Un convertitore catalitico di NOx è attualmente testato sui modelli più piccoli (al di sotto della categoria della Passat): assorbe gli ossidi di azoto come una spugna e, come un filtro anti-particolato, viene automaticamente rigenerato modificando per pochi secondi i parametri di funzionamento del motore.
I modelli più grandi e pesanti, invece, si caratterizzano per un catalizzatore denominato Selective Catalytic Reduction (SCR): l'elemento peculiare è costituito da una soluzione acquosa, detta AdBlue, non tossica, inodore e biodegradabile, formata per il 32,5% da urea e immagazzinata in un piccolo serbatoio supplementare in acciaio inox o plastica. Essa è continuamente iniettata, finemente polverizzata, nell'impianto di scarico, a monte del catalizzatore SCR, in base alla quantità di gas emessi. A contatto con i gas caldi, l'urea diventa ammoniaca prima di raggiungere il catalizzatore: qui, reagisce con gli ossidi di azoto e li scompone in azoto e acqua.
Risultato: fino al 90% in meno di NOx. Volkswagen dichiara che il sistema va rifornito di AdBlue ad ogni tagliando e che, in accordo con le regolamentazioni americane, il suo funzionamento è garantito per 150.000 miglia.

Il costo aggiuntivo a carico dell'automobilista non è noto, ma supponiamo non trascurabile. Ad ogni modo se il sistema si rivelerà efficace e affidabile, sarà di aiuto per il contenimento delle emissioni inquinanti e la sua introduzione è auspicata anche nei nostri mercati. Nell'impaziente attesa di motori nuovi, intrinsecamente puliti.

Autore: Alessio Ciarnella

Tag: Tecnica , Volkswagen


Top