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Attualità

pubblicato il 17 giugno 2013

NHTSA pronta allo scontro con Chrysler per il richiamo di 2,7 milioni di Jeep

Scade l'ultimatum per la richiesta di controllo dei serbatoi di Jeep Cherokee e Grand Cherokee dal 1993 al 2007

NHTSA pronta allo scontro con Chrysler per il richiamo di 2,7 milioni di Jeep

Continua il braccio di ferro tra Jeep e l'NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), l’agenzia statunitense per la sicurezza stradale, in merito ad un richiamo sul rischio di incendio dei serbatoi dei modelli Jeep Grand Cherokee 1993-2004 e Jeep Liberty (Cherokee) 2002-2007. Secondo Chrysler i dati NHTSA che dimostrerebbero la pericolosità del posizionamento del serbatoio, mostrerebbero invece una difettosità nella media dei SUV venduti negli USA, e non sarebbero quindi una prova valida per effettuare una campagna di richiamo di tale portata. Ora il nuovo capitolo della vicenda: il responsabile di NHTSA, David Strickland, ha dichiarato in una recente intervista che è pronto ad effettuare ricorso per sostenere la richiesta di richiamo per circa 2,7 milioni di veicoli Jeep, ormai fuori produzione.

L'ente americano intende fare sul serio, dunque, anche se Strickland ha smesso di suggerire agli utenti di non muovere la propria Jeep fino ad un richiamo della casa: ognuno può assumersi il rischio di usare l'auto. Chrysler è contraria a richiamare le proprie vetture Jeep, poiché, a suo giudizio, avevano requisiti superiori a quelli imposti dai Federal Motor Vehicle Safety Standards, all'epoca della loro progettazione e vendita, incluse le norme sui serbatoi carburante. La casa americana ha comunque dichiarato di voler intraprendere un dialogo di chiarimento con NHTSA, e in ogni caso ha tempo formalmente fino al 18 giugno per dare una risposta ufficiale: l'eventuale ricorso avverrà in caso di totale respinta della richiesta di richiamo.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Attualità , Jeep , auto americane , richiami


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