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pubblicato il 17 giugno 2013

Alcoltest in ritardo: il rischio è che i furbetti la facciano franca

Un recente caso di cronaca riporta alla ribalta un problema sociale molto grave. E voi come la pensate?

Alcoltest in ritardo: il rischio è che i furbetti la facciano franca

Anzitutto, cos’è successo. Irina Fasqy, 27enne arrestata dalla Polizia stradale per essersi allontanata dal luogo del gravissimo incidente nella notte di domenica 9 giugno sulla statale 16 (morte due ragazze), è risultata positiva all'alcoltest. E fin qui, tutto fila liscio. Ma il guaio sta nel fatto che l’accertamento è stato effettuato solo a diverse ore di distanza da quando è stata rintracciata. E che cosa ha detto l’imputata interrogata? Avrebbe risposto che al momento del sinistro non era ubriaca, ma di avere bevuto solo dopo l’incidente. Dovuto a un colpo di sonno. Il che non può essere minimamente messo in discussione: occorre crederle, giacché non si ha la prova che stia mentendo. E questa situazione può ripetersi per qualsiasi incidente: chi l’ha causato scappa, poi viene beccato, e potrà sempre sostenere - se positivo all’alcoltest - di aver bevuto alcol solo in seguito.

UNA SOGLIA IMPRESSIONANTE
Ricordiamo che il limite è di mezzo grammo di alcol per litro di sangue, e che la ragazza aveva addirittura 1,5 grammi di alcol/litro, il triplo del consentito quando si guida. Però il punto è che quella soglia vale se si è al volante, altrimenti nulla. Con le eventuali aggravanti (parliamo in via ipotetica, e non ci riferiamo al caso specifico) di aver provocato un sinistro, per giunta gravissimo. Il problema è che questa linea difensiva è diffusissima e - ribadiamo - nessuno può mettere in dubbio la parola degli automobilisti e dei loro avvocati. La Fasqy si sarebbe fatta accompagnare da un automobilista di passaggio in un bar di Ravenna dove avrebbe cominciato a bere alcolici poi avrebbe chiamato sua madre e il patrigno. E perché sarebbe scappata? Non per un vigliacco atto di pirateria stradale (non voler prestare soccorso alla vittima), ma perché in stato di choc totale. Una confusione mentale che porta a comportamenti anomali. Adesso, la palla passa ai giudici, sempreché ci sia anche il bar aperto alle 4 di notte che, come ricorda l’Asaps (Amici Polstrada) somministra alcolici ad una ragazza sola e smarrita. Occhio: secondo la legge 29 luglio 2010 numero 120 è vietata la somministrazione di alcolici nei locali dopo le 3 di notte e per le 3 ore successive. Ed ecco un secondo enorme guaio: se davvero salta fuori il barista, ci sarà modo almeno di condannare quest’ultimo?

MILLE SCUSE
La stessa Asaps ricorda che ormai le scuse per giustificare valori altissimi dell’etilometro non si contano più: ho appena sorseggiato un bicchiere di vino, ho usato il collutorio, ho ingerito medicinali che danno valore alcolemico. Forse, è il caso di dire che siamo in guerra per combattere la guida in stato d’ebbrezza, peraltro senza statistiche ufficiali: è così difficile capire se la prima causa dell’incidente sia l’alcol che non esistono dati definitivi. C’è solo la stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui un incidente grave su tre è dovuto all’alcol. Massima attenzione, allora, specie adesso che arriva l'estate.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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