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Interviste

pubblicato il 13 giugno 2013

Auto ibride, come "guadagnare" 3.000 euro in 100.000 km

Parlando del futuro con il direttore comunicazione di Toyota Europe abiamo spaziato dall’economia alla politica, partendo dalla tecnologia ibrida

Auto ibride, come "guadagnare" 3.000 euro in 100.000 km

E’ il marchio automobilistico con più valore al mondo, nella classifica dei 100 migliori brand che quest’anno vede al primo posto Apple, seguita da Google e IBM. E nel suo quartier generale europeo di Bruxelles, in Belgio, c’è un italiano a dirigere il team che si occupa della comunicazione di prodotto di quello che è anche tra i primi costruttori automobilistici in termini di volumi produttivi. Parliamo di Toyota, che per raggiungere questi risultati ha fatto della tecnologia il suo valore, in particolar modo quando si parla di automobili ibride. In occasione della presentazione della Lexus IS Hybrid, di cui potete leggere la nostra prova su strada, abbiamo parlato con Fabio Capano di emissioni, consumi e politica, visto che il direttore del settore Product Communication & Operations per Toyota Motor Europe vive e lavora proprio nella capitale politica dell’Unione europea, laddove le case automobilistiche e la politica dialogano per definire il nostro futuro di cittadini-automobilisti.

OmniAuto.it: L’Europa ha fissato target di emissioni di CO2 da qui al 2020. Che tipo di futuro ci aspetta secondo Toyota, il principale sostenitore dell’auto ibrida e quindi dell’auto attenta all’ambiente?
Fabio Capano: "Si parte anzitutto dai parametri molto chiari fissati dall’Europa, quindi da un percorso che rappresenta un punto di riferimento per le Case per quanto riguarda la nascita delle auto del futuro. I limiti di CO2 da rispettare saranno di 130 g/km nel 2015 e di 95 g/km nel 2020. Ogni costruttore sarà poi libero di scegliere come raggiungere questi target nelle strategie di sviluppo prodotto. Da un punto di vista prettamente legato alla produzione Toyota, è chiaro che questo comporterà un impatto sempre maggiore di tecnologie in grado di raggiungere questo tipo di obiettivi. Come quella ibrida, su cui abbiamo puntato in maniera molto decisa da anni e che con questo tipo di scenario riceverà un ulteriore sviluppo. E anche beneficio, perché la tecnologia ibrida consente un abbattimento molto importante dei livelli di CO2 e non solo, con riferimento più generale alle emissioni, consentendo allo stesso tempo di non rinunciare alla piacevolezza di guida, al comportamento dinamico e alle doti di spunto tipiche di questo tipo di propulsione sinergica tra due motori. Sfrutteremo dunque questo contesto normativo per mettere in evidenza i vantaggi di questo tipo di tecnologia".

OmniAuto.it: Parlando dell’Italia, di recente l’Umbria è stata la prima regione voler dare una linea da seguire eliminando il pagamento del bollo per le auto ibride, considerandole come poco inquinanti. Toyota potrebbe farsi portavoce dei costruttori per ottenere dalle istituzioni omogeneità legislativa sul tema della tassazione dell’auto?
Fabio Capano: "Questo fa parte ovviamente dell’attività che ogni Casa automobilistica svolge, in coordinamento con le altre. Anche perché legare una normativa alle emissioni di CO2 significherebbe stabilire un criterio di valutazione univoco, cioè indipendente dal punto di vista della tecnologia che consente di abbattere le emissioni. E che quindi non favorirebbe nessun costruttore a scapito della concorrenza. L’interesse di tutte le Case, pertanto, e non solo di Toyota, sta nel promuovere una legislazione che vada a premiare soluzioni che sono positive nel campo delle emissioni di CO2. La situazione dell’Umbria è un esempio molto chiaro, che va nella direzione giusta e che dà valore alla tecnologia ibrida in quanto le riconosce la possibilità di ottenere dei benefici non soltanto a livello di CO2 ma anche un vantaggio in relazione all’impatto sulla qualità generale dell’aria che respiriamo. Perché la tecnologia ibrida tiene conto delle emissioni nocive in termini assoluti, riducendo il particolato (o polveri sottili), gli idrocarburi incombusti, o gli ossidi di azoto NOX, tutti ai minimi livelli su un’auto ibrida. Ad oggi in Italia si è unificato solo il calcolo della tassa di possesso, ovvero sia del bollo, basato solo sulla potenza del motore termico di un’ibrida, trascurando l’elettrico. Ecco perché, ad esempio, la nuova Lexus IS Hybrid non deve pagare il superbollo. Ma poi c’è il discorso delle agevolazioni per le ibride in termini di parcheggi gratis sulle strisce blu, accessi liberi ai centri storici ed esenzione dai blocchi del traffico, tutti ambiti gestiti in modo diverso dalle varie amministrazioni locali nel nostro Paese. Quindi ci auguriamo che le autorità locali riconoscano questi benefici e che incentivino l’utilizzazione di tecnologie che diano una risposta positiva a questo tipo di problematiche. A livello europeo, d’altronde, ci si deve muovere all’unisono: i produttori devono far fronte comune e far sentire la propria unica voce a governi nazionali, che devono dare delle risposte. Le autorità devono essere approcciate in maniera univoca."

OmniAuto.it: Per quanto concerne la diffusione in massa di queste tecnologie, una sorta di processo di ibridizzazione democratica è iniziato con la Yaris Hybrid, un’auto piccola, competitiva nel prezzo anche rispetto ai piccoli diesel. A quasi un anno dalla presentazione qual è stata la risposta delle persone?
Fabio Capano: "La risposta è stata entusiasta da parte dei clienti, perché con la Yaris si è portata la tecnologia ibrida ad un livello main stream mai raggiunto prima. E così una tecnologia finora percepita come complessa e di conseguenza costosa o di difficile manutenzione si è avvicinata a una larga fascia di clienti".

OmniAuto.it: Dunque sono stati superati anche i dubbi legati all’affidabilità o ai costi di manutenzione di questo tipo automobili, diverso da quelle tradizionali?
Fabio Capano: "Rispondo prendendo come esempio la nuova Lexus IS Hybrid, una vettura di 2.500 cc di cilindrata con 223 CV: se paragoniamo i suoi costi di gestione con quelli di un’auto concorrente con un motore 2.0 litri turbodiesel (come un’Audi A4, una BMW Serie 3 o una Mercedes Classe C, ndr), abbiamo un risparmio stimato in circa 3.000 euro in 100.000 km. Questo perché la trasmissione delle nostre auto ibride non ha la frizione, il motorino di avviamento e l’alternatore, tutti componenti che si usurano e richiedono manutenzione o sostituzione nel corso del tempo, con i relativi costi. Al posto della cinghia dentata c’è poi una catena di distribuzione metallica, anche lei esente da manutenzione. E infine anche i freni e gli pneumatici sono meno stressati grazie alla rigenerazione di energia in fase di rallentamento e frenata: nell’arco di 90.000 km, su un veicolo ibrido non è richiesta la sostituzione dei dischi freno e basta un singolo set di pastiglie e un treno di pneumatici".

OmniAuto.it: Tornando all’accoglienza ricevuta dalla Yaris Hybrid?
Fabio Capano: "All’inizio abbiamo dovuto fronteggiare tempi di consegna lunghi, perché le richieste superavano le nostre aspettative, ma ora le linee produttive si sono ri-strutturate per supportare la domanda. Adesso arrivano i primi feedback dei clienti che guidano tutti i giorni queste vetture e i giudizi sono molto positivi, soprattutto perché la Yaris Hybrid viene utilizzata per la maggior parte del tempo in contesti urbani, dove l’ibrido dà il massimo dei vantaggi. In più, c’è un’esperienza di guida totalmente nuova rispetto a qualsiasi altro tipo di vettura tradizionale. Ad oggi, in Europa, fino al 40% delle Yaris vendute sono ibride, quindi più di un cliente su tre sceglie di guidare in maniera diversa dal passato. E questo scenario di mercato ha spinto Toyota a destinare 25.000 Yaris Hybrid all’anno per l’esportazione negli Stati Uniti, perché anche in America gli automobilisti hanno dimostrato un grande interesse per un’auto ibrida di piccole dimensioni. E così facendo abbiao ottimizzato la capacità produttiva del nostro stabilimento francese di Valenciennes, contribuendo all’utile di bilancio raggiunto nel 2012 da Toyota in Europa solo considerando le attività operative, non quelle finanziarie. Una soddisfazione in un periodo di crisi".

OmniAuto.it: C’è chi nell’elettrificazione dell’auto mette in dubbio l’ecosostenibilità delle batterie, o dei processi di approvvigionamento dei nuovi materiali e la gestione dei componenti elettrici a fine vita. Quali sono i problemi da affrontare?
Fabio Capano: "Un dato di fatto è il tasso di riciclabilità di tutte le parti che compongono i moduli ibridi delle nostre vetture, che è elevatissimo. Le batterie in particolare sono riciclabili per oltre il 90%, con processi ben definiti e messi in atto da centri specializzati nella raccolta, separazione e riutilizzo sia delle parti chimiche che degli involucri metallici e plastici. Il tutto per realizzare nuove batterie. Per questo, da un punto di vista di impatto sull’ambiente in generale delle vetture ibride, tutte le analisi pubblicate sui nostri rapporti ambientali sull’impronta di CO2 in tutto il ciclo di produzione, utilizzo e smaltimento delle auto ibride parlano di valori nettamente inferiori ai veicoli tradizionali".

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Tag: Interviste , Toyota , auto ibride


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