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pubblicato il 11 giugno 2013

Bosch vuole umanizzare l'auto per la nostra sicurezza

Telecamere che funzionano come gli occhi umani, auto dialoganti e tecnologie parlanti

Bosch vuole umanizzare l'auto per la nostra sicurezza
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"Ho sempre fatto da solo". "Non mi farò mai portare in giro da quelle diavolerie elettroniche". "Se sono arrivato fino a qui senza bisogno di essere assistito un motivo ci sarà...". Sarà capitato anche a voi di sentire massime di questo genere, magari espresse con un linguaggio ben più colorito. Il rapporto con le tecnologie di ausilio alla guida - specie quello degli automobilisti di sesso maschile - è un po', in un certo senso, come quello con Facebook, con certi programmi TV o con certi politici: nessuno li guarda, nessuno li vota, eppure siamo tutti sempre più "social", alcune trasmissioni registrano share da brividi e certe facce non se ne vanno mai dalla scena politica.

L'ELETTRONICA E' UN SUPPORTO GRADITO
A smentire questa sbandierata diffidenza - per usare un eufemismo - ci sono le interviste fatte da Bosch in un contesto più ufficiale. Nel dettaglio, secondo un sondaggio effettuato da Bosch stessa, tedeschi, francesi e italiani sono perfettamente d'accordo (almeno in tema di sicurezza stradale): i dispositivi che assistono la guida sono un aiuto insostituibile, soprattutto in situazioni di pericolo. Non solo: i guidatori mostrano di conoscere molto bene la tecnologia di assistenza alla guida, anche quando la loro auto non ne è dotata. Inoltre, il sondaggio ha rivelato che molti di loro, negli ultimi 12 mesi, si sono trovati in situazioni di pericolo: il 70% ha beneficiato della frenata d’emergenza, il 47% ha ammesso di aver cambiato corsia mentre sopraggiungeva un altro veicolo da dietro e al 34% è capitato, almeno una volta, di non sapere se frenare o semplicemente schivare un ostacolo. Infine, quali sono i dispositivi che verrebbero montati per primi, sulla propria auto, dagli intervistati? L’84% di loro ha risposto che il primo assistente alla guida sarebbe il blind spot, prima ancora del sistema di frenata d’emergenza.

UN "OCCHIO" IN 3D
Per aiutare al meglio l'uomo, in Bosch si ispirano (anche) all'uomo. Più di preciso agli occhi umani, che grazie al loro lavoro combinato sono capaci di vedere in tre dimensioni e dunque di stimare le distanze dagli oggetti, la loro altezza e i movimenti in senso longitudinale. In Bosch, mediante una nuova videocamera stereoscopica (da integrare nei sistemi di assistenza alla guida), danno alla vettura le stesse facoltà "visive" dell'uomo. Così Gerhard Steiger, Presidente della Divisione Chassis Systems Control di Bosch: "La tecnologia stereo apre nuove prospettive ai sistemi di sicurezza basati su video". Come?
Per esempio, determinando la distanza dagli oggetti a partire solo dai segnali video e, da questi, sviluppare la capacità di effettuare in autonomia manovre di scarto in caso di pericolo. Ma c'è di più, perché la nuova videocamera Bosch, grazie alle informazioni che fornisce, riduce parecchio - fino a 80 km/h - la possibilità di incidenti con altri veicoli, pedoni e ciclisti. Anche la frenata d'emergenza automatica, già oggi disponibile, trarrà grandi vantaggi in termini di immediatezza e capacità di anticipare le manovre. Se invece il danno è proprio irreparabile, la forza dell’impatto verrà comunque ridotta grazie alla "messa in allerta" dei pretensionatori delle cinture di sicurezza e degli airbag.

UN SISTEMA OPERATIVO APERTO A TUTTI E AGGIORNABILE
Chi ha letto la prova della Cadillac ATS già lo conosce: CUE (Cadillac User Experience) è la head unit messa a punto da Bosch insieme a General Motors, che presto la renderà disponibile anche su Buick e Opel. Obiettivo: rendere facile, anche a chi non è nativo tecnologico, l'uso dei sistemi più avanzati di bordo. Primo alleato, in questo senso, è il riconoscimento vocale naturale per comandare i sistemi audio e video, i dispositivi esterni collegato tramite USB o Bluetooth®, sistemi speciali per le chiamate di emergenza, smartphone, servizi telematici, radio, climatizzatore e sistemi di parcheggio con video e navigatori. Non solo: CUE lavora con un sistema operativo open source, una piattaforma software Linux Mobile su cui sviluppatori software qualificati possono proporre le loro idee per nuovi programmi e applicativi. "La piattaforma mobile open source di Bosch andrà a costituire il ponte tra la tecnologia per auto altamente affidabile e il mondo del software per la comunicazione mobile e multimediale", spiega Uwe Thomas. In questo modo l'automobilista potrà adattare molte delle funzioni operative dell'auto in base alle esigenze del futuro, oltre a mantenere un sistema di infotainment "sempre giovane" anche molto tempo dopo l'acquisto dell'auto. Non si tratta di un dettaglio per impallinati di hi-tech, ma di un vantaggio tangibile anche per chi compra un'auto usata, visto che può aggiornare costantemente il proprio sistema multimediale di bordo.

GUIDA AUTOMATICA
Qui si entra nel futuro più lontano. Non tanto dal punto di vista della fattibilità - l'auto che guida da sola l'abbiamo provata... O meglio, è "lei" che ha provato la nostra fiducia nei confronti di un computer - quanto da quello normativo. Ci vorrà ancora del tempo, infatti, prima che il legislatore consenta la circolazione di automobili governate solo dai chip. Detto questo, la Serie 3 che sembra scesa da un altro pianeta, ovvero dotata del sistema che la rende autonoma - fa impressione. Dotata di telecamere e sensori in ogni dove (con la torretta della telecamera a 360° che domina sul tetto dell'auto), si gestisce che è una bellezza. Basta dirle dove si vuole andare, lei ci arriverà in autonomia. Fermandosi ai semafori rossi, rispettando rigorosamente pedoni e ciclisti, dando la precedenza come da manuale. E se in qualche maniera, grazie al cruise control adattivo, frenata e accelerazione automatiche non stupiscono più, vedere il volante che gira da solo è un'esperienza che non si scorda facilmente. Bosch ha iniziato i collaudi della guida automatizzata sulle autostrade tedesche. Si tratta del primo step per la messa su strada di tale tecnologia: grazie all'assenza di altri veicoli che attraversano la carreggiata o che sopraggiungono in senso contrario, ma anche di pedoni, le autostrade comportano il minor numero di difficoltà per i sistemi automatizzati. Nel dettaglio, le manovre del veicolo "autogestito" sono dettate dai sistemi di assistenza al mantenimento e al cambio della corsia e dal cruise control adattivo. Tutto ciò che riguarda l'ambiente circostante al veicolo viene invece captato dai radar e dalle videocamere Bosch.

IN CITTA' TU PENSI ALLE MAIL, L'AUTO AL TRAFFICO
Sulla base dei collaudi appena citati, funzioni di guida più automatizzate rispetto agli odierni cruise control adattivi non sono così lontane dal lancio commerciale. Un esempio è il pilota automatico che assume il pieno controllo dell'auto, ma solo a velocità ridotta e in caso di ingorgo. Ma prima ancora di questo step, questi test miglioreranno nel breve periodo i sistemi di frenata e di fuga d'emergenza.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Accessori , sicurezza stradale


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