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pubblicato il 11 giugno 2013

Sicurezza stradale: c’è un Disegno di legge

Ancora una volta il governo italiano studia un provvedimento per ridurre gli incidenti sulle nostre strade, basterà?

Sicurezza stradale: c’è un Disegno di legge

Non sono bastati i 70 decreti che hanno modificato il Codice della strada; non è stata sufficiente la legge 120/2010 che introduceva importanti norme a favore della diminuzione degli incidenti: l’Italia non ce l’ha fatta. Non ha centrato l’obiettivo imposto dall’Unione europea: dimezzare i morti sulle strade dal 2000 al 2010. Risultato mancato perfino nel 2011. E così, ecco un altro disegno di legge: “Misure per il miglioramento della sicurezza stradale e la prevenzione degli incidenti con veicoli e delega al Governo per il riordino della segnaletica stradale”. Basterà?

UNA PREMESSA SIGNIFICATIVA
Nella presentazione del disegno di legge, i relatori dicono che il numero degli incidenti automobilistici che si verificano annualmente sulle strade urbane ed extraurbane del nostro Paese, malgrado i vari tentativi di ridurne la portata, quali la recente introduzione della patente a punti, non accenna a diminuire in misura significativa: “Nel merito, all'articolo 1 si prevedono le finalità del provvedimento, ovvero una serie di misure per innalzare il livello di sicurezza degli utenti delle strade attraverso la previsione di nuove modalità di monitoraggio delle condizioni stradali a cui dovranno attenersi gli enti proprietari o concessionari; dell'adozione di nuove tecniche per realizzazione delle pavimentazioni stradali; di installazione di nuove barriere di contenimento lungo la rete stradale; di adeguamento della segnaletica stradale agli standard comunitari”.

COME FARE A CONTROLLARLI?
Interessante l’articolo 2: viene previsto che gli enti proprietari o concessionari delle strade urbane ed extraurbane, sono tenuti al monitoraggio continuo delle condizioni delle pavimentazioni delle superfici stradali, con l'obiettivo di prevenire il loro deterioramento e di effettuare il rapido ripristino delle condizioni di sicurezza, ricorrendo all'utilizzo delle tecnologie più avanzate per la misurazione dei parametri di sicurezza riconosciuti a livello internazionale; di verificare la segnaletica stradale, in particolare in prossimità delle aree di maggiore rischio di incidenti, con l'obiettivo di ripristinarla laddove deteriorata o mancante, ovvero di adeguarla al fine di innalzare il livello di sicurezza nella guida; di individuare le aree e i tratti stradali di maggiore rischio per la sicurezza degli utenti della strada e adottare le misure necessarie per la rimozione delle situazioni di pericolo; costituire apposite banche dati, per il monitoraggio dei tratti stradali urbani ed extraurbani, mediante le quali avviare le attività di messa in sicurezza di quelli interessati da un'alta incidentalità. Già, ma il guaio è che controllare gli enti gestori o proprietari delle strade non è per nulla facile. E poi, quand’anche venisse effettuato un controllo serio, quali sarebbero gli strumenti per indurre gli enti a migliorare la sicurezza stradale?

STRADE, UN DISASTRO
All'articolo 3, si prevedono nuove tecniche per realizzazione delle pavimentazioni stradali. La quasi totalità delle attuali pavimentazioni stradali viene realizzata con l'impiego di materiali bituminosi tradizionali, che, se da un lato costituiscono una componente quantitativamente non rilevante sotto il profilo dei costi delle opere, dall'altro sotto il profilo della qualità delle stesse opere e delle loro prestazioni, rappresenta una delle componenti più critiche e sensibili. Si pensi al fenomeno delle buche sull'asfalto, che rappresenta una delle cause di maggiore incidentalità per i motociclisti, oppure agli incidenti provocati in condizioni di pioggia dal manto stradale di tipo non drenante. “Nell'ambito, quindi, di una oculata politica di tutela della sicurezza stradale si propone lo sviluppo di infrastrutture adeguate, attraverso una migliore definizione delle caratteristiche delle sovrastrutture e delle pavimentazioni stradali. L'apparizione dei cosiddetti bitumi modificati, costituiti da miscele bitume-polimero, con caratteristiche prestazionali nettamente superiori a quelle dei bitumi tradizionali, ha permesso di sviluppare nuove tecnologie che danno la possibilità di migliorare la sicurezza stradale oltre a rispondere alle esigenze delle moderne pavimentazioni quali l'incremento del traffico e la necessità di realizzare opere durevoli nel tempo”. Tutta teoria, o si può davvero fare?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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