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pubblicato il 4 giugno 2013

Chi guida l'auto perde di vista bici e moto

Lo ha dimostrato uno studio: al volante ci si immedesima con il mezzo e non si vedono gli altri utenti della strada. Sicurezza a rischio

Chi guida l'auto perde di vista bici e moto

Muoversi in bici su strade piene di auto è "davvero" pericoloso. Al di là di ogni ovvia considerazione sul caso, un interessante studio commissionato dal Gruppo Direct Line ha scoperto che la maggior parte degli automobilisti non si accorge che sulla strada ci sono anche bici o moto per via di un'attitudine psico-fisica. La distrazione c'entra fino ad un certo punto. Analizzando le stimolazioni visive di un campione di automobilisti è stato provato che quando ci si siede al posto di guida si assume più o meno inconsapevolmente una prospettiva sbilanciata, molto focalizzata sulle altre vetture che diventano l'unità di misura dello spazio circostante a discapito degli altri attori della scena. E i ciclisti diventano improvvisamente invisibili e a rischio di incidente. Un quadro allarmante considerando che ormai in Italia si vendono più bici che auto e che c'è un grande bisogno di piste ciclabili in molte città.

UNO STUDIO ALL'AVANGUARDIA
Per studiare il comportamento degli automobilisti è stata utilizzata una moderna tecnologia chiamata "Eye Tracking". Questo mezzo è in grado di rilevare l'orientamento del cristallino e di desumere così il centro dell’attenzione del soggetto analizzato. L'esperimento prevedeva che i partecipanti indossassero occhiali speciali, in grado di individuare e segnalare l’esatto punto su cui si focalizza lo sguardo attraverso il tracciamento dei micromovimenti impressi sulla cornea. Questa pratica innovativa è in grado di registrare tali movimenti su una pellicola, permettendo a ricercatori specializzati di stabilire con precisione dove i guidatori focalizzino il proprio sguardo mentre sono al volante. Dai dati raccolti emerge un quadro a tratti inaspettato, sostanzialmente frutto di un’apparente riduzione del campo visivo dovuta all’immedesimazione dell’automobilista col mezzo guidato. Nel corso dell’osservazione con l'Eye Tracking, gli automobilisti non sono riusciti a notare ben il 22% dei ciclisti, pur essendo questi chiaramente visibili dal loro veicolo. Traducendo e attualizzando il dato rispetto al numero di ciclisti italiani, stimati in circa 25 milioni, si scopre che sono addirittura 5 milioni e mezzo i ciclisti "invisibili" sulle nostre strade. Ma anche per quanto riguarda i motocicli i dati sono allarmanti, con il 15% di veicoli risultato completamente inconsistente agli occhi degli automobilisti. Il dato relativo ai pedoni non notati dai guidatori si attesta invece al 4%.

ETA' E GENERE FANNO LA DIFFERENZA
Ad un secondo livello di analisi lo studio ha evidenziato che gli automobilisti che utilizzano il navigatore hanno meno probabilità di individuare un ciclista di quelli che si affidano al proprio senso dell'orientamento: uno scioccante 24% dei ciclisti è risultato completamente "invisibile" ai conducenti che utilizzano un dispositivo satellitare, mentre a coloro che non lo usano ne sono sfuggiti il 19%. Ma anche l’età e genere contano. Le donne che hanno preso parte allo studio hanno avvistato un minor numero di ciclisti rispetto ai loro colleghi maschi, con il 26% dei ciclisti invisibili per le donne e il 17% non visto dagli uomini. Lo stesso vale per i conducenti più giovani, con il 31% di ciclisti persi d’occhio dagli automobilisti di età compresa tra 20 - 29, rispetto al 21% per quelli di età 50-59. "Questi dati non fanno altro che confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale l’attenzione quando ci si mette al volante. Non solo è necessario concentrarsi sul proprio stile di guida - commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line - ma è altrettanto importante stare attenti a tutto ciò che succede al di fuori del proprio abitacolo. E non essendo semplice, come dimostra questo studio, notare per tempo ciò che accade intorno a noi, si rivela ancor più importante mantenere una velocità contenuta, soprattutto in prossimità dei centri abitati dove gli imprevisti sono più frequenti. Per questo, da tempo, Direct Line si impegna per sensibilizzare tutti gli attori della strada sull’importanza di un comportamento corretto e responsabile".

AUTOMOBILISTI -> CICLISTI NON VISTI
Con Navigatore Satellitare -> 23,7 %
Senza Navigatore Satellitare ->19,0 %
Donne -> 25,6 %
Uomini -> 17,1 %
ETA' 20 - 29 anni -> 31,1 %
ETA' 30 – 39 anni -> 20,7 %
ETA' 40 – 49 anni -> 21,6 %
ETA' 50 – 59 anni -> 20,9 %
Tutti gli automobilisti -> 22,0 %

[Fonte: Direct Line Insurance]

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