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pubblicato il 3 giugno 2013

Mercato auto: dati meno drammatici a maggio

Il settore si consola con un calo che non è a due cifre, ma secondo le stime l'anno si chiuderà al triste livello degli anni '70

Mercato auto: dati meno drammatici a maggio

Male, ma non troppo. Gli addetti ai lavori nel settore auto quasi si sentono sollevati a leggere che a maggio il mercato è sceso "solo" del 7,98%. La crisi dura da così tanto tempo che le appena 136.129 auto immatricolate a maggio potrebbero quasi sembrare una soddisfazione. La realtà è però allarmante: secondo il Centro Studi Promotor proiettando i risultati dell'ultimo semestre su base annua si ottiene una previsione per il 2013 di 1.267.954 autovetture, un livello che si colloca sui volumi della fine degli anni '70. "Alcuni per maggio avevano pronosticato un recupero, ma così purtroppo non è - commenta Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. Più auto vendute significano più fatturati, un circolante meno inquinante e più sicuro, più produzione anche nella componentistica, minor ricorso agli ammortizzatori sociali e più posti di lavoro. Ma il primo beneficiato sarebbe lo Stato che, se riuscissimo a riportare il mercato a 2.000.000 di pezzi (la media degli ultimi 5 anni) introiterebbe 3,3 miliardi di euro aggiuntivi dalla sola Iva, cui si aggiungerebbero diversi milioni di euro da altre tasse quali bollo, IPT". Anche il Presidente dell'UNRAE, Massimo Nordio, ha sottolineato l'urgenza di un intervento del governo a favore dell'automobile. "Dobbiamo tutti comprendere che la pressione fiscale è a livelli incompatibili con qualunque aspirazione di crescita - ha detto - ed è necessaria un’iniziativa di Governo che dimostri attenzione verso i bisogni delle famiglie e delle imprese". Ma vediamo più in dettaglio i risultati di maggio.

SEMPRE MENO AUTO PRIVATE
La struttura del mercato è ancora rappresentata da una flessione rilevante del segmento privati: le immatricolazioni in maggio sono scese del 10,7% a 81.121 unità, con una quota che perde altri due punti percentuali rispetto allo scorso anno, attestandosi al 59,3%. E non va meglio alle società che hanno perso più del 10% mantenendo tuttavia una quota stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (15,3% nel maggio 2013). Fa riflettere la crescita del noleggio (+2,1%), che ha raggiunto oltre un quarto dell’intero mercato, grazie ad un maggiore stimolo al ricambio del parco. Ciò ha parallelamente originato la crescita di quota delle immatricolazioni di auto diesel, al 53% del totale, seppur in flessione in volume del 4,5% in maggio. Stabili, inoltre, le vetture a minimo impatto ambientale, nel complesso al 14,4% del totale, grazie in particolare ad una maggiore richiesta di vetture a metano.

L'USATO CONTINUA A RESISTERE
Il mercato dell’usato evidenzia anche a maggio una buona performance. I trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture segnano una crescita del 10,1% a 418.491 unità. Nei primi 5 mesi le vetture oggetto di passaggio di proprietà sono state 1.847.333, in crescita del 3,3%.

I GRUPPI CHE SCENDONO E QUELLI CHE SALGONO
Leggendo i risultati marchio per marchio è evidente che rispetto al 2012, anno già negativo, la situazione continua ad essere preoccupante. Il Gruppo Fiat ha immatricolato a maggio 41.209 unità contro le 46.652 dell'anno scorso e questo significa un -11,67% che si avvicina a quel -10,06% segnato dal concorrente Volkswagen. Peggio è andata a PSA che a maggio ha perso il 14,38%, mentre Renault ha incrementato le immatricolazioni su base annua di ben 8 punti percentuali. Bene anche Toyota (+8,7%) e Jaguar-Land Rover che continua la sua ascesa con un +52,26% (l'incremento percentuale più sostanzioso del mese) che però, tradotto in numeri assoluti, significa aver immatricolato 1.550 auto contro le 1.018 del 2012. Di seguito riportiamo la tabella completa che, come di consueto, è stata diramata dall'UNRAE.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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