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pubblicato il 30 maggio 2013

Fiat-Chrysler: 10 mld di dollari dalle banche per la fusione

Il maxi-prestito proveniente dai principali gruppi bancari mondiali servirebbe al Lingotto per acquisire il 41,5% di quote azionarie Chrysler ancora detenuto dal Veba

Fiat-Chrysler: 10 mld di dollari dalle banche per la fusione

Fiat sarebbe in trattativa con un gruppo di banche per ottenere un prestito da 10 miliardi di dollari (7,75 miliardi di euro al cambio attuale) per finalizzare l’acquisto di Chrysler Group LLC, di cui al momento detiene il 58,5%. L’obiettivo di Marchionne sarebbe quello di acquisire quel 41,5% di Chrysler che ancora appartiene al fondo americano Veba utilizzando il finanziamento da 10 miliardi di dollari offerto dal pool di gruppi bancari composto fra gli altri da Bank of America, Deutsche Bank, Goldman Sachs Group e BNP Paribas. La notizia, riportata dall’agenzia Bloomberg sulla base di fonti vicine al caso, parla anche del possibile ingresso nell’operazione di altre banche. Per il momento si tratta solo di un’indiscrezione, non confermata da alcuna delle parti citate, ma lo scenario sembra plausibile.

LA DISPUTA LEGALE CON VEBA
Dei 10 miliardi di dollari solo una parte verrebbe utilizzata dalla Casa del Lingotto per entrare in possesso delle quote azionarie di Chrysler, verosimilmente comprese fra i 3,5 e i 4 miliardi di dollari. La definizione della cifra esatta dipenderà dall’esito della disputa legale ancora aperta fra Fiat e Veba sul valore di quel 41,5% di azioni Chrysler in mano al fondo del sindacato americano United Auto Workers. Per Fiat la somma non supera gli 1,8 miliardi di dollari, mentre il Veba valuta le quote azionarie 4,2 miliardi di dollari. Una volta risolta la controversia il maxi-prestito bancario potrà essere utilizzato per l’acquisto delle azioni, mentre il resto sarà destinato a rimodulare il debito in scadenza.

CREARE UN NUOVO GRANDE GRUPPO NEGLI USA
Le stesse persone informate sui fatti citate da Bloomberg parlano anche della volontà dell’ad Sergio Marchionne di chiudere l’operazione entro l’estate, subito dopo la pronuncia (entro luglio) del tribunale del Delaware sulla valutazione delle quote Veba. L’idea sarebbe quella di creare una nuova società negli USA che fonde assieme Fiat e Chrysler, un colosso dell’auto le cui quote azionarie sarebbero in concambio con quelle degli attuali soci Fiat. In questo modo la famiglia Agnelli si troverebbe ad essere un socio di minoranza del nuovo gruppo. A questo punto restano aperte anche le ipotesi circolate di recente relative ad un trasferimento negli USA del quartier generale Fiat a seguito della maxi-fusione, eventualità che lo stesso Marchionne ha definito “Non all'ordine del giorno”. Nell’ottica di questo ventilato trasferimento in America si pone l’annunciato incontro fra il neo ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e Sergio Marchionne; entro pochi giorni Zanonato si confronterà con l’ad Fiat per capire “Che intenzioni ha rispetto alla presenza della Fiat in Italia".

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Tag: Attualità , Fiat , torino , usa


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