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pubblicato il 29 maggio 2013

Dossier Auto e Salute

Smog in auto: non solo polveri sottili

Aldo Ferrara, professore di malattie cardio-polmonari dell’Università di Siena, ci parla di qualità dell’aria nell’abitacolo

Smog in auto: non solo polveri sottili

Quando si fa riferimento all’inquinamento, si pensa a polveri sottili e gas nocivi; tuttavia, il primo inquinante è l’uomo stesso che produce anidride carbonica, gas respiratorio ma anche nocivo: a spiegarcelo è Aldo Ferrara, professore di malattie cardio-polmonari dell’Università di Siena, e direttore dell’associazione Ego-Vai-Q (European Group On Vehicle Air Indoor). “Un bambino che dorme in una cameretta di pochi metri quadrati - illustra il professore - produce al termine di una notte almeno 400 litri di anidride carbonica. Se il riferimento è all’auto, basti pensare che se si tengono aperti i finestrini durante il rifornimento, la saturazione dei vapori è tale che occorrono ben 30 minuti di viaggio per ricambiare l’aria”. Inoltre, a vettura ermetica (chiusa bene), la respirazione è viziata dal mancato rinnovo di anidride carbonica prodotta dal guidatore e dai passeggeri: “Entro 2 ore, la percentuale di CO2 sarà così alta da provocare cefalea. Se poi si fuma, la percentuale di polveri sottili raggiunge picchi fino a 300 PPm (parti per milione) nel breve volgere di 60 minuti. La macchina diventa così una camera a gas irrespirabile e inconciliabile con una buona performance”.

MENO OSSIGENO, PIÙ INCIDENTI
A dispetto di quanto si dice o scrive, il 42% degli incidenti automobilistici dipende non solo dalla distrazione del conducente ma dalla sua integrità respiratoria: è l’allarme che lancia il professor Ferrara. Che dice: “Aria viziata e/o contaminata rendono impossibile una buona performance, specie per parecchie ore di guida e pongono le premesse perché si instauri l’ipossiemia ossia la riduzione dell’ossigeno nel sangue. L'indoor air quality control, ossia la qualità dell'aria respirabile in ambienti chiusi o confinati, costituisce al momento attuale delle ricerche un punto focale nel grande tema dell'inquinamento ambientale e della prevenzione delle malattie che esso è in grado di causare”. Due sono i punti essenziali che qualificano la tematica: a) l'uomo di oggi trascorre la gran parte della sua giornata lavorativa in ambienti chiusi (domicilio, ambiente di lavoro e di trasferimento) limitando fortemente la sua permanenza nel cosidetto macroclima; b) i rilievi, a tutt'oggi indicati, segnalano la qualità del microclima confinato come ai limiti della pericolosità respiratoria, per l'accumulo di inquinanti, la loro relativamente alta concentrazione, la scarsa possibilità di ricambio dell'aria confinata.

GLI INQUINANTI INDOOR
Il nostro interesse per la qualità dell’aria respirabile nell’abitacolo della vettura (Car Indoor Air Qualità) deriva dal fatto che la vettura è ormai la nostra terza residenza dopo l’ambiente di lavoro ed il domicilio. In essa si trascorrono almeno 1-2 ore al giorno, vi si fuma e si svolgono attività conciliabili con la guida. “L’abitacolo delle automobili - spiega il professore - è un ambiente chiuso e molto piccolo. Se non viene ben aerato, nel giro di pochi minuti si riempie di varie sostanze nocive, come anidride carbonica, monossido di carbonio, anidride solforosa, ossidi di azoto, acido solforico, benzene e così via. Inoltre, il rinnovo dell’aria avviene quasi sempre (a meno di trovarsi su strade d’alta montagna) da fonti inquinate: le prese d’aria delle auto sono messe sulla parte davanti del veicolo e sono quindi particolarmente esposte ai gas di scarico delle automobili che ci precedono e ci affiancano.

FUMO ASSASSINO
Ecco cosa si trova in un abitacolo chiuso: per il 70%, anidride carbonica; per il 30%, sostanze volatili e gassose (anidride solforosa, ossidi di azoto, acido solforico, benzene, cloro libero, calcio ionizzato, acido solfidrico, sodio, ferro, zinco, piombo, manganese, cromo, vanadio, rame, benzopirene, nickel, cadmio, titanio, molibdeno, bismuto, antimonio, berillio). Ed ecco la ripartizione delle sostanze nocive nell’abitacolo chiuso di fumatori: 40% anidride carbonica, polveri (fenoli, acidi organici, aldeidi); 30% monossido di carbonio, polonio, nitrosamine, nickel e radicali liberi, Radon e asbesto; 30% sostanze volatili e gassose. E se si fa benzina? Per smaltire completamente i vapori di benzene della benzina verde che entrano nell’abitacolo durante un rifornimento (della durata di circa 3 minuti), bisogna tenere accesa al massimo la ventola dell’impianto di aerazione per almeno 15 minuti. Ed ecco le “fette di torta”, a finestrini aperti: 80% benzene; 10% anidride carbonica; 10% sostanze volatili e gassose.

CHE STRESS!
E' utile notare che oltre gli inquinanti indoor di natura esogena, vi possono essere altri inquinanti di natura endogena. “L'impegno alla guida - evidenzia il professor Ferrara - comporta una sorta di stress che può aumentare la ventilazione di anidride carbonica fino a un terzo, mentre i passeggeri che non sono sottoposti alla guida si comportano come soggetti normali a riposo. Se a ciò si aggiunge il fumo di sigaretta, si ha un accumulo anche di monossido di carbonio, gas asfissiante che può portare in breve, in assenza di ricambio d'aria, a fenomeni di ipossigenazione quali malessere generale, cefalea, diplopia, fenomeni tutti idonei a ridurre drammaticamente la performance automobilistica del guidatore. Ne deriva per conseguenza che un efficace ricambio d'aria è essenziale per una guida sicura”. Prevenire gli incidenti e rendere la guida sicura è dato da altri fattori, quali il perfetto stato di benessere del guidatore, dovuto in gran parte all'ossigenazione del suo sangue mentre il comfort per gli altri passeggeri deriva in massima parte dal clima della vettura.

FINESTRINI? CAUTELA
Aprire i finestrini non aiuta al ricambio d’aria instaurandosi un regime di flussi vorticosi, dunque il miglior sistema per rinnovare l’aria è porre nell’auto una finestra di spurgo quale il tetto apribile che funziona con il principio di Bernoulli. “Il tetto apribile - dice l’esperto - presenta due fondamentali proprietà: estrattiva e convettiva. La proprietà estrattiva è testimoniata dal relativo, ma significativo, aumento dell'ossigeno e ancor più dalla enorme capacità di clearance dell'anidride carbonica, parametro che è risultato il più sensibile all'apertura del tetto. L'incremento relativo dell'ossigeno nel sangue è in realtà la vera conferma del fenomeno estrattivo: questo depura ma non accresce più di tanto la concentrazione dell'ossigeno nella miscela dei gas respirati”.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , inquinamento


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