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Interviste

pubblicato il 28 maggio 2013

Per andare a 100 all’ora bastano 12 CV, il resto è solo divertimento

L’ingegnere responsabile della nuova Corvette ci racconta i segreti che stanno dietro alle moderne supersportive

Per andare a 100 all’ora bastano 12 CV, il resto è solo divertimento
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Al giorno d’oggi le supercar sembrano non volersi accontentare mai: sempre più potenti, più tecnologiche, più leggere. Ma le auto sportive non devono solo preoccuparsi di essere al top per quel che riguarda le prestazioni, perché quello che forse conta di più su questo genere di vetture è il divertimento al volante. Tant’è che anche l’ultima versione della “Ferrari d’America”, la Chevrolet Corvette Stingray, si è fatta più attenta alle esigenze di chi da un’auto cerca emozioni e vuole poterne usufruire il più possibile, anche nella guida di tutti i giorni. Ne abbiamo parlato con Tadge J. Juechter, Executive Chief Engineer della Corvette.

OmniAuto.it: Sembra che per la crisi e l’austerity si stia un po’ perdendo la passione per le auto sportive, emozionali. Come si può recuperare il rapporto sentimentale tra uomo e macchina?
Tadge J. Juechter: "Sicuramente un modo è quello di rendere le supercar sempre più facili da usare nella vita di tutti i giorni. Potrebbe sembrare un controsenso, se si associa erroneamente a questa filosofia l’idea che una macchina sportiva, per essere divertente dev’essere ostica. Perché se è vero che solo un bolide scorbutico può generare elevati picchi di emozione, lo è altrettanto il fatto che le occasioni adatte a godersi questo tipo di sensazioni sono pochissime. E allora si capisce che un’auto sportiva che permette di sfruttare le sue prestazioni per più tempo alla fine risulta essere più coinvolgente. Tutti i principali costruttori di supercar si sono orientati negli anni in questa direzione. E con la nostra nuova Corvette abbiamo ottenuto un mix di caratteristiche incredibile. Per la maggior parte dei nostri clienti, che possiedo più auto, tipicamente grossi SUV o berline, la Corvette è paradossalmente è la più efficiente come equilibrio raggiunto tra sportività, adattabilità ai lunghi viaggi e capacità di carico. Se non nevica, davvero possono usare la loro Corvette per la maggior parte del tempo, per godersela il più a lungo possibile. Tant’è che per viaggiare a 100 km/h bastano solo 12 CV su 455. Ne restano 443 per divertirsi!".

OmniAuto.it: Questo tipo di feedback sull’usabilità riguarda solo gli USA o anche i nuovi mercati come la Cina?
Tadge J. Juechter: "Non è lo stesso. In Asia i clienti cercano auto più esotiche, più preziose. Negli States invece la Corvette parte da circa 50.000 dollari, un prezzo accessibile da una fascia di pubblico non così limitata. In presenza dazi messi sull’importazione, oppure per le tasse che molti Paesi impongono ad esempio sulla cilindrata, come l’Italia, la Corvette diventa più costosa per i clienti fuori dagli USA, e non perché siamo noi a costruiamo “cara”, ma per le tasse. E questo sposta la competizione in un segmento diverso, dove i clienti si rivolgono appunto a oggetti più esotici, più vistosi, anche se non necessariamente più sportivi. Quando si spendono più soldi si tende a volersi sentire più esclusivi".

OmniAuto.it: Quando avete sviluppato la nuova Corvette, avevate qualche sportiva in particolare come riferimento?
Tadge J. Juechter: "La competizione più serrata arriva dall’Europa. Nel definire il nostro benchmark abbiamo infatti analizzato le più importanti premium sportscars di Porsche e ovviamente Ferrari, ma anche Mercedes, Audi e BMW. E poi non bisogna dimenticare una cliente scomoda per tutti, che arriva dal Giappone: la Nissan GT-R. Prendendo cosa ci piaceva di ognuna, abbiamo cercato di fare di meglio. Per ingegnerizzare la Corvette siamo partiti dal motore, lavorando molto sull’obiettivo di realizzare una sportiva il più flessibile possibile. Ecco che abbiamo allora introdotto l’iniezione diretta, la fasatura variabile e soprattutto la tecnologia che disattiva 4 cilindri del V8 per consumare meno, quando occorre".

OmniAuto.it: Per il telaio avete ancora utilizzato materiali compositi, oltre al legno come sulle Corvette del passato?
Tadge J. Juechter: "Sì: nella nuova Corvette il pianale ha un pavimento di composito che crea una sorta di panino di fibra di vetro spesso 1 millimetro, con interposto uno strato di legno di balsa. Ma forse il componente che più rappresenta il cambiamento subito dalla nuova Corvette è il cofano realizzato al 100% in fibra di carbonio, per un peso di soli 5 kg. ".

OmniAuto.it: Secondo il punto di vista americano sulle auto del futuro ci sarà più spazio per materiali compositi e plastici?
Tadge J. Juechter: "Noi abbiamo una certa tradizione in merito: con la Corvette abbiamo iniziato nel 1953 ad utilizzare la fibra di vetro nella carrozzeria, quando tutti costruivano auto in acciao. Negli ultimi anni i compositi sono diventati protagonisti nel settore aerospaziale e nelle competizioni automobilistiche, ma sono ancora troppo costosi. Ma da qui a dire che in futuro le auto saranno fatte di plastica il passo non è così breve".

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Scheda Versione

Chevrolet Corvette Stingray Coupé
Nome
Corvette Stingray Coupé
Anno
2014
Tipo
Premium
Segmento
sportive
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Interviste , Chevrolet , auto americane


Listino Chevrolet Corvette

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
6.2 V8 466cv posteriore benzina 466 6.2 2 € 71.565

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6.2 AT8 3LT posteriore benzina 466 6.2 2 € 89.530

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