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Retrospettive

pubblicato il 2 giugno 2013

Mercedes Classe S, l’ammiraglia nella storia

Oltre 60 anni di lusso, comodità e tecnologia per la regina della Stella, pioniera in tema di sicurezza e ausili alla guida

Mercedes Classe S, l’ammiraglia nella storia
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Parlare di Mercedes Classe S significa raccontare una storia lunga più di sessanta anni, fatta di lusso, tecnologia e innovazioni introdotte poi sulle vetture che anche noi guidiamo tutti i giorni. Se un grande merito può essere ascritto alla Mercedes Classe S e alle sue antenate, questo è proprio il fatto di aver aperto la strada verso una mobilità più sicura e confortevole, elementi che partiti dalla berlina di lusso della Stella sono poi ricaduti a pioggia sull’intera produzione mondiale, in un processo di democratizzazione che ha “migliorato la razza”. Non a caso l’obiettivo dichiarato di costruire la migliore auto del mondo non è solo uno slogan inventato per la nuova Mercedes Classe S (W 222), ma un ambizioso progetto portato avanti da quel lontano 1951 in cui vennero presentate le “nonna” della S, ovvero i modelli 220 e 300. Ripercorriamo le tappe di questa evoluzione costellata da 3,5 milioni di auto vendute e dall’introduzione di novità importanti come la cellula di sopravvivenza dell’abitacolo, l’ABS, l’ESP e l’Airbag, solo per citarne alcuni.

UNA LUNGA TRADIZIONE DI BERLINE DI LUSSO
La lunga strada percorsa dalla Mercedes Classe S può essere fatta risalire addirittura al primo dopoguerra, quando l’industria tedesca uscita sconfitta e smembrata dal secondo conflitto mondiale cerca di riprendere una precisa direzione tecnica e produttiva. Riprendendo una solida tradizione nel segmento delle berline di lusso la Mercedes presenta nel 1951 la 220 (W 187) e la 300 (W 186), modelli che abbandonano lo stile dei fari sporgenti per inglobare i gruppi ottici nei parafanghi anteriori. In particolare la Mercedes 300 si distingue per l’imponenza delle forme e per le finiture d’alto livello. Non a caso verrà soprannominata “Adenauer Mercedes”, dal nome del cancelliere tedesco che la utilizzava come vettura ufficiale. Nel 1954 è il turno di una nuova ammiraglia Mercedes, quella 220 (W 180) che porta nel segmento più alto di mercato la scocca portante di tipo “Ponton”, oltre al ponte oscillante con articolazione centrale al retrotreno derivato dalle corse.

L’ABITACOLO DIVENTA UNA CELLULA DI SICUREZZA
Una seconda fase per le berline di lusso tedesche si apre nel 1959, quando nasce la generazione delle “Codine” (“Heckflosse” in tedesco), modelli della serie W 111 e W 112 che per prime focalizzano la progettazione sul fattore sicurezza. Alla base di questa rivoluzione c’è l’idea dell’ingegnere Béla Barényi di realizzare una vettura con cellula di sicurezza per l’abitacolo e strutture collassabili davanti e dietro, primo esempio al mondo. I fari a sviluppo verticale e le puntute pinne posteriori che ne giustificano il nome sono gli elementi stilistici principali. Nel 1963 la tradizione delle “grandi Mercedes” viene portata vanti dalla serie 600 (W 100) con passo normale e passo lungo. Al Salone di Francoforte del 1965 è il turno della W 108/109, la prima con un design che distingue il top di gamma dalle berline medie della Stella. In questa serie si inserisce anche la 300 SEL 6.3 del 1968, la prima “Q-car” con tanta potenza e poca apparenza.

LA PRIMA CON ABS, ESP ED AIRBAG
La prima Mercedes Classe S debutta però solo nel 1972, quando viene presentata la W 116. La modernità dello stile di questa serie farà da guida a molte Mercedes successive. Nella ricca dotazione per comfort e sicurezza della Classe S si segnala anche il primo sistema antibloccaggio ABS, quello adottato oggi da tutte le auto. Con la sigla di progetto W 126 del 1979 la Classe S rinnova il suo look grazie all’intervento del designer italiano Bruno Sacco: paraurti in plastica e un frontale semplificato rendono l’ammiraglia in grado di arrivare tranquillamente fino al 1991, trovando il tempo per far esordire nel 1981 (prima al mondo) l’airbag guidatore e nel 1988 quello passeggero. Un importante salto generazionale è quello datato 1991, anno in cui vede la luce la Classe S serie W 140, imponente e un po’ squadrata, ma con il plus del motore V12 (600 SE e 600 SEL). Su questa massiccia ammiraglia si segnala anche il debutto assoluto dell’ESP, il programma elettronico di stabilità compreso nella dotazione di serie assieme al controllo di trazione.

DAL GIGANTISMO ALL’EFFICIENZA
Per entrare nel nuovo millennio la Mercedes Classe S prende il nome di progetto W 220, presentata nel 1998. Le linee si arrotondano e addolciscono, con un’immagine più snella ottenuta sempre dal team di Bruno Sacco. Le principali innovazioni introdotte sulla nuova ammiraglia della Stella riguardano la sicurezza attiva e passiva, con il cruise control adattivo DISTRONIC che spicca sugli altri. Non mancano neppure le sospensioni attive Active Body Control (ABC) e il sistema di protezione preventiva degli occupanti PRE-SAFE. A fare invece da ponte verso la nuova Classe S appena presentata ci pensa la W 221, disegnata da Peter Pfeiffer e presentata nel 2005; le dimensioni sono cresciute sia dentro che fuori per dare ancora più spazio e comodità agli occupanti, mentre le sospensioni pneumatiche AIRMATIC con smorzamento adattivo ADS aggiungono un ulteriore tocco di comfort. Motori più potenti e riduzione di consumi ed emissioni sono in linea con quanto richiedono le normative internazionali. Nel 2009 è il turno anche della prima Classe S ibrida, la S 400 HYBRID dotata di benzina ed elettrico con batteria agli ioni di litio. L’ultima delle innovazioni introdotte sulla Mercedes Classe S è sempre rivolta all’abbattimento dei livelli di emissione, con la S 250 CDI che per la prima volta monta un 4 cilindri diesel di 2,1 litri. Questo esempio di downsizing spinto si pone come premessa per l’introduzione della nuova Mercedes Classe S (W 222) che utilizzerà lo stesso propulsore per la S 300 BlueTEC HYBRID, ma questa è storia recente.

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Tag: Retrospettive , Mercedes-Benz , auto europee


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