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Attualità

pubblicato il 20 maggio 2013

Comunali Roma 2013: cosa propone Ignazio Marino per la mobilità

Meno auto private, riorganizzazione delle strisce blu e magari un ticket. Anche il Pd fa della mobilità uno dei principali temi della campagna elettorale

Comunali Roma 2013: cosa propone Ignazio Marino per la mobilità

Dopo il Pdl (abbiamo iniziato da qui perché Gianni Alemanno è il sindaco in carica), ecco cosa propone per gli automobilisti il Pd, in vista delle elezioni amministrative del 25 e 26 maggio 2013. "Roma è vita" è il programma elettorale di Ignazio Marino ed OmniAuto.it lo ha passato al setaccio alla ricerca delle proposte che riguardano l’auto e tutto quanto le ruota attorno. L’attacco ad Alemanno è deciso: “Nella parentesi negativa della gestione delle destre, che ha coinciso con la più grave crisi nel territorio urbano degli ultimi decenni, si sono persi senso etico e di comunità, efficienza nell’organizzazione e nei servizi, capacità di innovazione e forza produttiva, uguaglianza e sostegno ai più deboli. Si sono frammentate le sicurezze, disfatti i rapporti sociali, dispersi i talenti. Si è offuscato lo straordinario patrimonio archeologico e ambientale. Si è cancellata la cultura”.

MENO AUTO PRIVATE IN CIRCOLAZIONE
Il Pd vuole meno auto private in circolazione: a Roma - dice il Partito democratico - il caos del traffico deve essere battuto. Negli ultimi 35 anni il tasso di motorizzazione è cresciuto da 0,2 a 0,9 veicoli pro-capite, con una esplosione del numero delle automobili circolanti. A Roma, ogni mille cittadini, ci sono 978 veicoli, contro i 540 a Milano, i 415 a Parigi e i 398 a Londra. I viaggi effettuati con più di un mezzo, sono circa 500mila, e di questi quasi un terzo derivano dalla combinazione pubblico-privato. I 2,7 milioni di romani effettuano nei giorni feriali 7,1 milioni di spostamenti, però un romano fa poco più di 2,4 spostamenti al giorno: nelle metropoli più dinamiche sono almeno 4. In altri termini, i romani subiscono una restrizione di mobilità, dovuta alle condizioni precarie di circolazione. A ciò si aggiunga che nel 2012 Roma si è guadagnata il poco invidiato cigno nero di Legambiente per lo smog. Nel 2011 sono raddoppiati gli sforamenti per PM10 e nella prima parte del 2012 le polveri sottili. Ecco le proposte: il Pd parla di pianificazione dei parcheggi di scambio: “Più posti auto intorno ai nodi di scambio della rete di trasporto pubblico locale. Esplicativo a tal riguardo è il caso della stazione Anagnina: questo nodo dispone di un parcheggio di circa duemila posti. Da Anagnina, per arrivare con la metropolitana A alla stazione Termini occorre mezz’ora; invece, dalla stazione di Ciampino che è più lontana occorre con il treno la metà di questo tempo, ma la stazione di Ciampino non ha parcheggio di scambio. Ecco, quindi, l’esigenza di realizzare nodi di scambio più ampi, più esterni e diffusi attraverso il nuovo ruolo attribuito alla città metropolitana e specifici accordi con i comuni di competenza”. Servono poi, per il Pd, parcheggi medio-piccoli: dovranno essere realizzati dentro la città in prossimità delle fermate principali per raccogliere utenti che abitano a una distanza massima di 4 km. Si dovrà poter accedere anche con la bicicletta.

IL TICKET COME A MILANO?
Solo a seguito di un percorso condiviso con le associazioni dei commercianti e con gli abitanti dei quartieri interessati si valuterà - dice il Pd - la possibilità di avviare la sperimentazione, in linea con le migliori pratiche adottate già dal Comune di Milano, della congestion charge con orari di accesso flessibili e a tariffa variabile con l’obiettivo di diminuire il numero di automobili private che accedono alla ZTL. Per il Pd occorre inoltre un sistema di semafori intelligenti: "Si tratta di una concreta applicazione anche a Roma di innovazioni tecnologiche che consentono di rendere più fluido il traffico cittadino sulla base di una puntuale analisi dei flussi della mobilità". E sarà prezioso "potenziare il servizio di rimozione dei veicoli privati. Oggi sono pochi i carri attrezzi a disposizione della città. Servono più mezzi e più personale”. Altro obiettivo, “regolarizzare e limitare la presenza di bus turistici nel centro storico e nelle aree monumentali pregiate, a esempio ridefinendo insieme agli operatori turistici itinerari e aree di sosta".

TAXI, NO AGLI ABUSIVI
Eliminare l'abusivismo: è la parola d’ordine del Pd. "Il servizio di trasporto pubblico non di linea esercitato dai taxi deve divenire protagonista della progettazione della nuova mobilità urbana. Per questo occorre valorizzare tutte le sedi di ascolto e condivisione delle scelte politiche dell’amministrazione capitolina anche con le associazioni di rappresentanza degli operatori taxi. La prima sfida da affrontare insieme agli operatori sarà il pieno ripristino della legalità, al fine di eliminare l’abusivismo e l’uso difforme di autorizzazioni e licenze".

STRISCE BLU, UNA NUOVA PIANIFICAZIONE
Per il Pd, i romani, a causa della cattiva organizzazione della mobilità cittadina, sono costretti a trascorrere troppo tempo in automobile, dietro lunghe file oppure alla disperata ricerca di un posto di parcheggio. Il Pd vuole cambiare tutto a partire dalla diversificazione delle tariffe. Un progetto da realizzare dopo le necessarie verifiche che riguardi una maggiore diversificazione per renderle meno care man mano che ci si allontana dal centro storico: “Non ha alcun senso pagare la stessa cifra per parcheggiare, a esempio, in via Veneto o a Colli Albani”. Utile anche “realizzare parcheggi sostitutivi della sosta su strada. Bisogna aprire una fase nuova di realizzazione dei parcheggi, prevedendo nella progettazione servizi e spazi funzionali per favorire la mobilità sostenibile, come: colonnine di ricarica elettrica, parcheggi per il car sharing, luoghi di custodia delle biciclette, sistemi intelligenti per informare sullo stato di occupazione dei parcheggi”. Il Pd ambisce anche a creare aree diverse per la sosta di lunga durata (affitto mensile, annuale, pluriannuale) e la sosta breve (sosta oraria, giornaliera). Per i posti destinati alla sosta di lunga durata, mira a un affitto per i residenti o per i titolari di attività economiche presenti nell’area.

PARCHEGGI NUOVI
Il Pd parla anche di parcheggi vicino agli ospedali: intende restare particolare attenzione alla mobilità e al sistema dei parcheggi auto intorno agli ospedali per facilitarne la fruizione da parte dei pazienti e dei familiari. E vuole avviare insieme ai cittadini e ai comitati un nuovo Piano urbano parcheggi per ripensare i criteri di localizzazione, di gestione nonché degli effetti di riqualificazione che devono rispondere alle esigenze effettive della collettività e dell’accessibilità garantita al trasporto pubblico. Infine, il Pd dichiara lotta dura contro gli abusivi: è necessario fermare coloro che "taglieggiano" gli automobilisti romani, chiedendo in maniera illecita soldi per il parcheggio.

ZONE 30
Per favorire la circolazione lenta a piedi e in bicicletta, su alcune strade, il Pd vuole introdurre il limite massimo di velocità di 30 km/h. Questo abbassamento della velocità massima avrà ripercussioni minime sugli effettivi tempi di percorrenza e garantirà, invece, maggiore sicurezza stradale, meno rumore e una migliore qualità dell’aria. Inoltre, intende potenziare il servizio per mettere Roma in linea con le migliori esperienze europee: a Londra il car sharing denominato “London Car Clubs” conta oltre 1.100 veicoli per più di 60.000 utenti, a Parigi si stanno istallando 6.600 punti di ricarica per 3.000 auto elettriche.

AUTO ELETTRICA
Nei prossimi tre anni è previsto l’arrivo di una ampia gamma di veicoli elettrici e ibridi plug-in – si stima che nel 2020 tali mezzi costituiranno circa il 5% del parco auto circolante a Roma – prodotti dalle principali case automobilistiche, a cui vanno aggiunte le bici a pedalata assistita e gli scooter elettrici: così dice il Pd. Che vuole una rete di ricarica diffusa. Il Pd mira a creare centrali di ricarica dei mezzi elettrici presso edifici opportunamente dotati di sistemi di cogenerazione per la produzione di calore ed energia elettrica, attraverso i sistemi fotovoltaici. L'obiettivo è quello di utilizzare l'energia autoprodotta e non utilizzata per ricaricare i mezzi e ridurre, così, l’impatto sulla rete locale di distribuzione e i relativi investimenti.

UN PATTO PER LA MOBILITÀ
Il Pd parla di “Patto per la mobilità”: “I romani conoscono benissimo le tante, troppe inefficienze del sistema della mobilità di Roma: una pianificazione non coordinata tra i diversi ambiti della mobilità (metropolitana, bus, tram, trasporto regionale ferroviario), una scarsa cura manutentiva dei mezzi, una carente pianificazione delle risorse per l'ammodernamento del materiale rotabile e del parco mezzi, una scarsa propensione all’introduzione di nuove tecnologie nella gestione del sistema integrato del trasporto pubblico e privato, con un grave danno per la città in termini di inquinamento ambientale. Mentre il sindaco raccontava di portare la Formula Uno a Roma, i romani tutti i giorni erano costretti a muoversi nel traffico, con tempi incerti e con un sistema del trasporto pubblico totalmente abbandonato al proprio destino. Noi vogliamo cambiare tutto, con delle linee d’azione che consentano di dare un servizio più efficiente ai cittadini di Roma, in grado di migliorare la qualità della vita di tutti i giorni”. Anzitutto, le grandi direttrici radiali urbane, il lungotevere e il centro storico saranno serviti da un forte potenziamento della rete dei tram, sull’esempio di quanto accade a Parigi e a Barcellona, senza inquinare, riducendo i costi unitari di gestione, migliorando il comfort dei passeggeri, limitando l’impatto visivo o acustico e riqualificando i quartieri, come già accaduto con il tram 8.

QUESTO INTERESSA CHI VA IN MACCHINA
“Roma - dice il Pd - dispone di circa 166 mezzi, ma il programma attuale di esercizio nei giorni di punta è strutturato su 90 mezzi. Bisogna mettere subito in circolazione almeno la metà dei mezzi fermi in deposito. In questo contesto, con molta concretezza, occorre eseguire la manutenzione straordinaria, ottimizzare l’uso delle infrastrutture esistenti, disegnare selettivi investimenti di potenziamento e di completamento della rete tranviaria”. Ma attenzione, ecco cosa interessa ancora più da vicino chi va in auto: “A Roma - dice il Pd - solo il 5% delle strade percorse dal trasporto pubblico sono attrezzate con corsie preferenziali, oltre il 22% a Milano, quasi l’11% a Torino. Questa situazione riduce in modo significativo la velocità del trasporto pubblico, che nella capitale si è ormai abbassata a circa 14 km all’ora, favorendo il trasporto privato e peggiorando i costi di gestione del servizio. Realizzare un programma operativo di progressive implementazioni con l’obiettivo di raddoppiare il numero delle corsie. A presidio delle preferenziali andranno poste telecamere affinché sia garantita la fluidità effettiva del trasporto pubblico e, contestualmente, vengano liberate risorse umane dei gestori di trasporto pubblico locale da destinare ad altre funzioni, a esempio all’attività di controllo sulla evasione e sulla elusione tariffaria”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , roma , elezioni 2013


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