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Retrospettive

pubblicato il 12 maggio 2013

Henry Royce, lo strillone che diventò Sir

Ecco la storia dell'uomo che ha “inventato” la Rolls-Royce 150 anni fa

Henry Royce, lo strillone che diventò Sir
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Il 27 marzo 1863 ad Alwalton, piccolo borgo a 80 miglia a nord di Londra, James e Mary Royce danno alla luce il loro quintogenito, Frederick Henry. Una nascita che è un lampo di gioia in una famiglia in piena crisi economica per le difficoltà riscontrate nell'attività di mugnaio. Avversità che si fanno drammatiche quattro anni più tardi quando il fallimento del mulino in gestione costringe la famiglia a mandare il piccolo Henry a lavorare in una fattoria e, poi, di andare a cercare fortuna nella capitale inglese. Dove la sorte, però, è contraria: James muore e il piccolo Henry è costretto lasciare la scuola per fare lo strillone e vendere giornali agli angoli delle strade. Un lavoro duro per un ragazzino che, insieme a una dieta fatta di poche fette di pane bagnate al latte, presto debilita Henry. Situazione che lo deprime e lo allontana dal lavoro che ritrova nel 1876 quando consegna telegrammi per le Poste. Una mansione che, probabilmente, lo porta a consegnare un messaggio di congratulazioni a Hill Street 35, la casa dove il 27 agosto 1877 nasce Charles Steward Rolls, erede del barone di Llangattock.

GLI STUDI "ELETTRICI"
A 15 anni la fortuna sembra arrivare: una prozia gli paga l'apprendistato nella compagnia ferroviaria Great Northern nella cittadina di Peterborough nell'Inghilterra dell'est. Un periodo tranquillo durante il quale Henry, ospite della famiglia Yarrow, studia matematica, inglese e una materia nuova, l'energia elettrica. E, nel tempo libero, si diverte con il figlio di George Yarrow al tornio costruendo cariole. La felicità, però, dura appena tre anni, trascorsi i quali la zia non riesce più a pagare le rate scolastiche costringendo Henry a rimettersi in cammino per cercare lavoro. Dopo un lungo vagare, trova impiego a Leeds come attrezzista alla Greenwood & Bateley, ma dopo un biennio torna a Londra trovando posto in una società di energia elettrica, l'Electric Light & Power Company. Un'occupazione che lo porterà a trasferirsi a Liverpool non ancora ventenne.

L'AVVENTURA IMPRENDITORIALE
Nella città affacciata sul Mare d'Irlanda Henry fa amicizia con Ernest Claremont, un giovane ingegnere. Quanto la situazione si mette male per l'Electric Light i due decidono di unire i loro risparmi (Henry mette 20 sterline, Ernest 50) per creare la Royce & Partners, piccola impresa di componenti elettrici con sede a Manchester che inizia l'attività producendo campanelli. E' il 1884 e, grazie anche alla filosofia di Henry che ritiene che “qualunque cosa ben fatta, anche se di poco conto, è nobile”, gli affari procedono bene, tanto che un decennio più tardi la produzione si allarga ad altre merci, quali dinamo e gru elettriche. Nel frattempo i due trovano il tempo di innamorarsi e convolare a nozze con le sorelle Punt nel 1893, che oltre all'amore portano nelle casse dell'azienda prezioso contante fresco. Le migliorate condizioni economiche portano Henry a vivere con la moglie Minnie a Chorlton-cum-Hardy, zona periferica di Manchester, per trasferirsi nel 1898 a Knutsford, nella contea di Cheshire.

LA PRIMA ROYCE
Passano gli anni è l'impresa cresce con l'apertura di un'altra fabbrica a Trafford Park, Manchester, e cambiando denominazione in Royce Ltd, cioè società a responsabilità limitata (1899). Una situazione che consente a Henry di dimenticare l'infanzia difficile, ma ricca di impegni che lo portano a trascurare una corretta alimentazione ed il dovuto riposo fino ad ammalarsi nuovamente. Per costringerlo a fermarsi Minnie lo obbliga a un lungo viaggio in Sud Africa, unico modo per tenerlo lontano dal lavoro. Dopo dieci settimane di tour Henry rientra a casa rinvigorito nel corpo e con un'idea precisa in testa: investire parte dei suoi risparmi nella sua passione, la meccanica, acquistando una Decauville usata nel 1901. Un modello con motore a due cilindri che Royce ritiene troppo delicato e rumoroso. Decide allora di creare un piccolo spazio all'interno della fabbrica dove smontare la vettura per rimontarla dopo avere apportato le opportune modifiche. E il risultato è ottimo.

L'INCONTRO CON ROLLS
La nuova attività di Henry lo appassiona totalmente creando qualche cattivo umore in azienda, dal quale sottrae se stesso e importanti risorse economiche. Ma poco importa, l'attrazione per il perfezionamento della meccanica lo attira come una calamita dal quale non riesce a staccarsi, soprattutto dopo la scomparsa della madre. E' il 1904 ed Henry si immerge nella costruzione di altri due esemplari, che battezza con il nome di Royces, che consegna a Claremont e all'amico Henry Edmunds, uno dei membri fondatori dell'Automobile Club. L'omonimo di Royce è entusiasta e coglie ogni occasione per mostrarla ai conoscenti. Tra i quali c'è un certo Charles Steward Rolls, nobile proprietario di un salone di auto nella capitale. L'erede del barone di Llangattock intuisce subito la validità delle soluzioni adottate da Royce e chiede a Edmunds di organizzare un incontro. Rolls e Royce si trovano all'Hotel Midland di Manchester pochi giorni dopo e Charles, dopo avere visionato le altre creature di Henry, gli propone di vendergliele nel proprio salone. Uniche condizioni imposte sono che i modelli devono essere dotati di motori a 4 cilindri e si devono chiamare Rolls-Royce.

NASCE LA ROLLS-ROYCE
Henry si mette subito al lavoro finendo il primo esemplare nello stesso 1904, la 10 HP. Modello al quale seguono in rapida successione la 15 HP, la 20 HP, la 30 HP e la V-8, tutte del 1905. Una iperattività che convince Charles a costituire una società con Henry nel 1906. E' la Rolls-Royce Ltd, azienda separata dalla Royce che continua a produrre di gru. Primo frutto del nuovo sodalizio è la 40/50 HP, modello che passerà alla storia come Silver Ghost e che darà fama ai modelli che, dal 1911, avranno sul radiatore la celebre statuetta alata, la Spirit of Ecstasy disegnata da Charles Sykes. Una vettura che rimarrà in produzione fino al 1926 e che la stampa dell'epoca definisce la “migliore auto del mondo”, appellativo che in futuro sarà attribuito ad altre Rolls-Royce. A decretarne il successo è l'eccellenza meccanica, sintesi perfetta del pensiero di Henry: "Tendi alla perfezione in tutto quello che fai. Prendi il meglio che esiste e rendilo migliore. Quando non esiste, crealo".

LA MALATTIA DI AGGRAVA
La richiesta delle auto “RR” è subito alta e per farvi fronte la dirigenza inaugura nel 1908 lo stabilimento di Derby che diventa subito la “casa” di Henry. Il socio “attivo” è intransigente e vuole controllare di persona tutti i progetti intervenendo direttamente sull'operato di disegnatori e ingegneri. Un'attività frenetica che lo riporta a comportarsi in modo insensato per il suo corpo, saltando i pasti e trascurandosi. Ad aggravare la situazione sopraggiunge un altro lutto: quello di Charles Rolls avvenuto nel 1910 per un incidente aereo. L'esito è che nel 1911 Henry si ammala nuovamente, questa volta in modo più grave, tanto da essere costretto a riposarsi e, non ripresosi, a sottoporsi a intervento chirurgico. L'operazione lo ristabilisce un po', ma i dottori sono pessimisti: la diagnosi è di pochi mesi di vita. Un comportamento che esaspera la moglie Minnie, dal quale si separa nel 1912. Ad assisterlo rimane l'infermiera Ethel Aubin che, insieme ai suoi stretti collaboratori, verificano che Henry si attenga alle rigide regole imposte dal medico: alimentarsi meglio e lavorare meno.

I MOTORI PER AEREI
Per tenerlo lontano da Derby l'amministratore delegato Claude Johnson lo persuade a trasferirsi a Villa Mimosa, la sua residenza a La Canadel nel sud della Francia, dove gli organizza un ufficio con tavolo da disegno e tutto il necessario per operare senza troppo sforzo. Da allora inizia l'insolito lavoro a distanza di Henry, periodicamente raggiunto da tecnici e ingegneri della Rolls-Royce per la visione dei progetti. Una tradizione che prosegue negli anni nelle diverse abitazioni nel quale si trasferisce, da quella nella baia di Saint Margaret vicino a Dover, dove trascorre l'estate, alla Elmstead, la villa a West Wittering nel Sussex dove è costretto a rifugiarsi dopo l'inizio del primo conflitto mondiale. Un evento che segna pure un cambiamento all'interno dell'azienda. La RAF, l'aviazione militare del Regno Unito, gli commissiona dei motori per aerei, attività che diventa preminente durante il periodo bellico e, concluse le ostilità, nel dopoguerra con la fornitura di propulsori per l'aviazione civile.

IL TRIONFO DELL'INGEGNERIA
Con le entrate derivare dalla divisione aeronautica, la Rolls-Royce è tra le poche case automobilistiche di lusso ad avere bilanci in ordine che le consentiranno di sopravvivere alle future crisi generate dalla grande depressione del 1929 e dal secondo conflitto mondiale. Un periodo che segnerà la fine di altri celebri marchi, quali l'Isotta Fraschini, la Bugatti, l'Hispano Suiza e la Bentley, che nel 1931 verrà acquisita proprio dalla Rolls-Royce. Una situazione che permette al reparto auto di lavorare ponendo la massima cura nei particolare senza farsi assillare troppo ai costi di produzione. Anni nel quale Henry e i suoi tralasciano l'innovazione per concentrarsi sul miglioramento maniacale di ogni piccolo dettaglio per rendere le auto perfette. Un risultato raggiunto, almeno secondo il corrispondente del Times, che dopo un viaggio in Rolls-Royce definisce il motore “un trionfo dell'ingegneria britannica”.

LA NOMINA A BARONETTO
La scelta conservatrice del marchio della doppia “R” voluto da Henry limita lo sviluppo di nuovi modelli, tanto che negli anni Venti sono solo tre le novità introdotte, la Twenty nel 1922, la Phantom I nel 1925 (la II è del 1929) e la 20/25 del 1929. Un atteggiamento che non oscura la figura di Henry che, anzi, è nominato baronetto il 26 giugno del 1930 conquistando l'appellativo di “Sir” e riceve onorificenza di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico. Riconoscimenti che dopo la sua scomparsa, avvenuta nella casa di Elmstead il 22 aprile 1933, si arricchiscono con altri, quali la dedica di una vetrata dell'Abbazia di Westminster alla sua memoria (1962) e l'ingresso nella Automotive Hall of Fame (1991), massima onorificenza del settore auto.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Rolls-Royce , auto storiche , auto inglesi


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