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pubblicato il 9 maggio 2013

L’auto aziendale italiana è ancora la più tassata d’Europa

L’imposizione fiscale è 5 volte superiore a quella di Germania e Spagna. E oggi con la crisi il settore, che conta 28 mila posti di lavoro, soffre

L’auto aziendale italiana è ancora la più tassata d’Europa

La crisi economica non risparmia alcun settore. Soffre quindi anche l’autonoleggio, il comparto che “fornisce” le cosiddette auto aziendali. La domanda cala perché le società che offrono ai loro dipendenti un’automobile come benefit cercano di ridurre costi; il che è più che comprensibile in un momento di spending review nazionale. Ma c’è una componente estranea alla crisi che incide negativamente: la politica fiscale del nostro Governo che, di fatto, disincentiva l’autonoleggio. Il problema non è nuovo, ma in un momento difficile come quello attuale sta pesando come un macigno sul settore. E i numeri elaborati dall’Aniasa - l’Associazione che raduna tutte le aziende specializzate - nell’ultimo Rapporto annuale dedicato all’auto aziendale dimostrano che ci stanno perdendo tutti: le aziende private, i lavoratori (che rischiano il posto) e lo Stato.

IL PROBLEMA DELLA DEDUCIBILITA’
Basta un esempio: per una vettura aziendale media del valore di listino di 30 mila euro la somma fra deduzioni e detrazioni IVA ammonta 5.697 euro, che sono appena un quinto di quello che possono “scaricare” le aziende tedesche (30.000 euro), spagnole (sempre 30.000 euro) e circa un quarto di Francia (24.180 euro) e Gran Bretagna (24.200 euro). Il divario è enorme e spiega meglio di un’altra cosa perché le auto aziendali in Italia hanno una quota di mercato modesta, pari al 36% nell’immatricolato annuale, contro il 62% delle Germania, il 43% della Francia e il 55 della Gran Bretagna. Un divario che “bisogna colmare” secondo Paolo Ghinolfi, presidente Aniasa e quindi “è fondamentale che il nuovo Esecutivo metta in campo interventi lungimiranti e innovativi (…)”.

IL VALORE DELL’AUTONOLEGGIO. ANCHE PER LO STATO
L’importanza del settore per il mercato dell’auto e più in generale per l’economia del paese la quantificano i numeri. In Italia circolano circa 670 mila auto aziendali di cui 525 mila a lungo termine e la restante parte a breve termine. Nel 2012 sono state immatricolate 256 mila nuove auto per un controvalore di 4,1 miliardi di euro. Ma il fatturato complessivo dell’autonoleggio italiano supera i 5 miliardi di euro e interessa 28 mila persone fra addetti diretti e indiretti. E poi c’è il gettito fiscale, ovvero i soldi che entrano nelle casse dello Stato pari 2 miliardi di euro. Questi numeri, sottolinea Ghinolfi, valgono “una piccola finanziaria” e in prospettiva possono crescere in favore dello Stato, a patto di creare i presupposti per un ripresa del mercato. Che è l’esatto contrario di quanto è stato fatto fino ad oggi: l’entrata in vigore ad inizio 2013 della minore deducibilità dell’auto aziendale ha portato, infatti, ad una riduzione delle immatricolazioni di 24 mila auto aziendali nei primi 3 mesi dell’anno con una stima prospettica sui 12 mesi di 80 mila auto. Se le cose non cambieranno, solo tra imposte dirette ed indirette lo Stato perderà 350 milioni di euro per mancate immatricolazioni.

UN 2012 DI RELATIVA TENUTA
Queste prospettive hanno già messo in secondo piano i risultati 2012, anno in cui l’auto aziendale secondo l’Aniasa “ha resistito all’onda d’urto della crisi”. Perchè ha tenuto il fatturato complessivo della filiera, nonché il parco circolante, ma sono calate le immatricolazioni del 15%: da 302.332 a 256.596. A soffrire di più è stato il noleggio a breve termine perché con la crisi molte aziende hanno ridotto le trasferte di lavoro in cui si sfruttano, appunto, le auto a nolo. A poco è servita la riduzione del prezzo medio del noleggio sceso da 238 a 229 euro. Il noleggio lungo termine, invece, ha risentito dell’allungamento della durata dei contratti: in pratica, per risparmiare, le società rinviano la sostituzione delle auto aziendali in uso ai dipendenti. L'Aniasa ha rilevato che il noleggio ha comunque accresciuto la propria incidenza sul mercato nazionale delle auto nuove: nel 2012 su 10 auto nuove di fabbrica, 2 vengono utilizzate per attività di noleggio a breve o a lungo termine. “Un trend – commenta l’Aniasa – decisamente interessante che fornisce indicazioni anche sull’evoluzione dei consumi del bene auto nel nostro paese”.

RICHIESTE AL NUOVO GOVERNO: RIORDINARE LA TASSAZIONE
In questo contesto, l’Aniasa aggiunge la sua voce al coro di chi chiede un riordino della tassazione dell’auto, “in base a principi di progressività, gradualità e con un forte sistema di monitoraggio correttivo”. Il calo delle immatricolazioni d’inizio anno è l’ennesimo segnale che occorre intervenire urgentemente mediante, in particolare, l’innalzamento della quota deducibile dell’auto aziendale (oggi scesa al 20%) e il progressivo aumento della percentuale di detraibilità dell’IVA (oggi ferma al 40%). Il resto va discusso con il Governo appena insediato e in tal senso l’Aniasa auspica “reali possibilità di confronto".

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