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pubblicato il 21 dicembre 2006

I pedoni in Italia: una strage continua...

I pedoni in Italia: una strage continua...

Gli italiani al volante di vizi ne hanno tanti. Uno di quelli più pericolosi e che contribuisce a rendere (tristemente) famoso il nostro "way of drive" all'estero, è quello di non rispettare i pedoni.

Nei centri urbani le strisce pedonali sono uno dei segnali stradali più ignorati in assoluto. Quando si vedono delle persone intenzionate ad attraversare, molti, troppi automobilisti non si fermano. E anche quando il pedone si trova già sulla strada, non è raro vedere auto che pur di non arrestare la loro corsa, li scartano all'ultimo momento, con conseguenti (e comprensibili) imprecazioni da parte di chi è stato ignorato. La fortuna - ma è un guaio allo stesso tempo perché comporta una certa tolleranza verso il fenomeno - è che i pedoni se lo aspettano. Chi in Italia deve attraversare una strada sulle strisce (turisti stranieri compresi), sa che l'arresto delle auto non è scontato, che bisogna continuamente verificare che tutte le vetture in arrivo si fermino e che per convincere qualcuno a rallentare bisogna comunque esporsi sulla strada.

Raccontata così, potrebbe far sorridere. Viene però meno da sorridere leggendo i numeri dell'ultima indagine Asaps sulle conseguenze di questi comportamenti degli automobilisti italiani.

703 vittime nel 2005, praticamente le stesse che si contarono nel 2004, quando furono 710. I feriti fra i pedoni si sono attestati a quota 18.994 con incremento che sfiora il 4% rispetto ai 18.285 dell'anno prima. Fra questi sono gli anziani a pagare il conto più salato, questa volta i più deboli fra i pedoni. Infatti gli over 65 totalizzano da soli il 54,8% delle vittime mortali e 5.402 feriti il 28,4%.
Nel totale fra i pedoni morti 427 sono maschi, pari al 60,7%, 276 femmine, 39,3%. Situazione invertita fra i 18.994 feriti con le femmine in maggioranza 9.981 e una percentuale del 52,5%, i maschi in questo caso si fermano a quota 9.013 pari al 47,5%.

Se ribaltiamo la tabella delle età vediamo che le vittime fra i bambini da 0 a 15 anni sono state 25 (12 maschi e 13 femmine) e ben 2.169 quelli che sono dovuti ricorrere alla cure del pronto soccorso (1.213 maschi 55,9% e 956 femmine 44,1%).

Le regioni che pagano il più alto prezzo di vittime fra i pedoni (dati aggiornati al 2004) sono rispettivamente la Lombardia con 110 vittime (111 nel 2003), il Lazio con 95 (81 nel 2003), il Piemonte con 70 (71 nel 2003), l'Emilia Romagna con 61 (miglior risultato rispetto all'anno precedente quando furono 92 le vittime) e il Veneto con 60 (68 l'anno prima). Agli ultimi posti la Sardegna con 9 (21 nel 2003) il Molise e la Basilicata non hanno contato vittime fra i pedoni nel 2004. Ovviamente si deve tenere conto della proporzione con la popolazione.

I mesi a più elevato rischio per i fruitori deboli della strada sono gennaio con 95 vittime, ottobre con 81, dicembre 77 e novembre 71. In questo caso giocano un ruolo determinante il minor numero di ore di luce e le condizioni atmosferiche che incidono sulla visibilità dei conducenti e sulla frenata dei veicoli.

Dati gravi e in crescita che impongono una riflessione, seria e personale, da parte di tutti noi automobilisti.

Autore: Alessandro Lago

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