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Retrospettive

pubblicato il 5 maggio 2013

Land Rover, 65 anni offroad

Il marchio nato nel 1948 ha attraversato la storia dell'auto scrivendo alcune delle più belle pagine del fuoristrada

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Land Rover festeggia i 65 anni dalla propria fondazione con una versione speciale della Defender, la LXV. Un modello che è diretto erede della Serie I, primo esemplare del marchio britannico commercializzato nel 1948. Un avventura iniziata l'anno prima quando nella fattoria di Maurice Wilks arriva un residuo bellico abbandonato dall'esercito americano. E' una Willys, modello che passerà alla storia come Jeep, a trazione integrale che sembra perfetta per le esigenze degli agricoltori inglesi. Un potenzialità che Maurice intuisce subito essendo responsabile del settore progettazione e design di Rover e conoscendo bene le esigenze dei coltivatori connazionali. Un acume che, come vi abbiamo già narrato, induce la dirigenza a sviluppare un modello pensato per arare i campi e per questo denominato Land, terra.

SUCCESSO INASPETTATO
Il successo della vettura presentata il 30 aprile 1948 al Salone di Amsterdam è immediato e a ordinarla non sono soltanto gli agricoltori, ma tutti coloro che sono alla ricerca di un mezzo robusto e affidabile per spostarsi su terreni difficili. Una richiesta che coglie di sorpresa la dirigenza di Solihull costretta a rivedere i piani di produzione per soddisfare la domanda. Con l'inizio delle consegne nell'estate del 1948 le nuove Land Rover iniziano a circolare e ad attrarre ancora più interesse tanto che il 26 novembre dello stesso anno Ransom Harrison, presidente di Rover, prospetta alla riunione annuale del consiglio di amministrazione un futuro radioso all'ultima nata. Per concretizzare la sua previsione, però, sarà necessario apportare continue modifiche al modello per migliorane le prestazioni e per soddisfare le specifiche esigenze che arrivano dalla clientela.

EVOLUZIONE CONTINUA
Le novità più importanti arrivano presto. Già nel 1948 debutta la Station Wagon Tickford, versione giardinetta capace di ospitare sette persone. Due anni più tardi arriva la trazione integrale inseribile e, nel 1951, il primo restyling. Un aggiornamento riconoscibile per i fari più grandi, per la presenza di un rudimentale impianto di riscaldamento e per il nuovo propulsore da 2 litri che incrementa la potenza da 50 a 52 CV e, soprattutto, fornisce maggiore coppia motrice alle Land. Nel 1953 aumentano gli ingombri grazie all'allungamento di 6 pollici del passo, ora di 86 pollici. Una modifica che incrementa del 25% la capacità di carico e che è affiancata da un'esemplare ancora più capiente, la 107, denominazione che si riferisce sempre alla lunghezza del passo. Un modello che sarà prodotto in diverse varianti, tra le quali la De Luxe. Tra le altre novità degli anni '50 sono da citare i diversi tipi di hard top, come quello in alluminio o il Safari Roof che prevede un'apertura per aerare l'abitacolo. Del 1957 è pure la prima unità a gasolio, un 4 cilindri di 2.052 cc che eroga 52 CV e 118 Nm, al quale seguono i modelli con passo ulteriormente allungato: di 88 e 109 pollici. Una serie di novità che spinge al rialzo le vendite che nel primo decennio arriva all'invidiabile quota di 216.269 consegne, la maggior parte destinate ai mercati esteri.

LE SPEDIZIONI PER IL MONDO
A dare fama internazionale alla Land Rover sono le spedizioni per il mondo di appassionati e aspiranti esploratori. D'altronde le pubblicità dell'epoca che affermano che il modello è in grado di andare dove le altre si fermano induce ad avventurasi in territori sconosciuti e a intraprendere viaggi mai compiuti. Uno dei primi a suscitare clamore è la spedizione effettuata da sei studenti universitari di Oxford e Cambridge che lasciano Londra nel settembre del 1955 a bordo di due Land 86. Sette mesi più tardi e con oltre 29.000 km alle spalle, giungono a Singapore dopo avere attraversato Turchia, Afghanistan, Pakistan, India, Birmania, Thailandia e Malesia. Un'esperienza indimenticabile che decidono di proseguire rientrando in Inghilterra via terra dopo una trasferimento marittimo fino a Calcutta. Ancora più avventurosa è l'impresa intrapresa nel 1956 da Peter Townsend, ex pilota dalle RAF che parte da Parigi per farvi ritorno l'anno seguente dopo avere compiuto il giro del mondo e percorso oltre 90.000 km. Un periplo del globo che poco dopo è replicato da una signora del volante, Barbara Toy a bordo della sua affezionata Pollyanna, una soft top a passo corto.

DALLA SERIE II ALLA DEFENDER
Nel 1958 la dirigenza di Solihull fa debuttare la Serie II. Il modello è rivisto nell'estetica da David Bache, il responsabile del reparto stilistico del marchio, che limita il proprio intervento a smussare gli angoli vivi presenti nell'antesignana, ad apportare lievi modifiche ai gruppi ottici e ad allargare la carrozzeria. Più sostanziose sono le novità meccaniche, in particolare per l'introduzione di sospensioni più efficienti e per l'arrivo sotto il cofano del quattro cilindri benzina da 2.286 cc capace di 77 CV di potenza e di 168 Nm di coppia massima. Tre anni più tardi è rinnovata pure l'unità a gasolio che, curiosamente, ha la stessa cubatura del benzina, ma eroga 62 CV e 139 Nm. Un propulsore che diviene presto tra i più richiesti del mercato contribuendo alla Land Rover di raggiungere il traguardo delle 500.000 unità vendute nel 1966. Un dato impressionante per una fuoristrada che rappresenta, secondo gli esperti, un terzo parco mondiale del settore 4x4 dell'epoca. Nel corso degli anni la Land viene costantemente aggiornata con piccoli e grandi interventi, come l'introduzione del 6 cilindri benzina di 2.652 cc nel 1967 o lo spostamento dei fari anteriori sui parafanghi nel 1969. Una tradizione che proseguirà con la Serie III introdotta nel 1971 e rimasta sul mercato per quasi un ventennio fino all'arrivo della Defender nel 1990. Un modello che ne rappresenta l'evoluzione e che porterà il livello delle vendite a superare i due milioni di esemplari.

ARRIVA LA RANGE ROVER
Malgrado lo straordinario successo della Land Rover, i responsabili del marchio britannico sono consapevoli che con un solo modello in gamma la sopravvivenza futura è difficile, anche perché la vettura ha dei limiti evidenti. Se nel fuoristrada ha doti eccelse, su strada la Land è lenta, scomoda e rumorosa. L'intento di affiancare al modello originario un altro più confortevole e con migliori doti stradali è degli anni '50, quando si avvia il progetto Road Rover. Un piano che per venire realizzato, però, deve attendere fino al 1970, anno del debutto della Range Rover. Si tratta di una due porte con carrozzeria il alluminio Birmabright, trazione integrale permanente con tre differenziali e mossa da un 3.5 V8 a benzina da 130 CV e 248 Nm. Un'unità che consente alla vettura di raggiungere i 165 km/h contro i 110 della Land. A fare la differenza sono pure il design moderno uscito dalla matita di David Bache e gli interni raffinati.

LUSSO “INTEGRALE”
Presentata in Cornovaglia il 17 giugno 1970, la Range riscuote consensi unanimi e le 90 vetture previste per il 1970 non sono sufficienti a soddisfare la domanda costringendo ancora una volta la dirigenza rivedere la produzione dalle fasi iniziali. Una necessità che diventa impellente nel corso degli anni con le continue migliorie, come l'adozione del servosterzo e dell'overdrive nel 1976, che rendono la Range sempre più desiderabile. Un'attrattiva che cresce con la versione a quattro porte (1981) e gli allestimenti speciali, quali la Vogue costruita in soli 1.000 esemplari e con equipaggiamenti esclusivi che includono, tra l'altro, inseriti in radica, rivestimenti in moquette, autoradio con riproduttore di cassette e cestino da picnic. Un successo che prosegue con le versioni a quattro porte (1981), la seconda (1994) e terza (2001) generazione e con le ultime varianti introdotte nel 2012 che portano la produzione a 821.406 unità.

DALLA DAKAR AL CAMEL TROPHY
Pensata per un pubblico esigente attento al benessere di bordo, la Range non tralascia le qualità offroad come dimostrano i raid nel mondo e i successi sportivi. Tra i primi è da ricordare la spedizione del 1971 che porta due equipaggi a discendere il continente americano dall'Alaska a Capo Horn, un itinerario di 29.000 km con il superamento della terribile Darien Gap, la giungla di Panama fino allora considerata impenetrabile. Tra le seconde la citazione d'obbligo è la doppia vittoria del 1979 e del 1981 alla neonata Parigi-Dakar. A rimarcare la fama internazionale al modello è l'adozione della Range per il Camel Trophy del 1981, competizione avventurosa negli angoli più impervi del pianeta, dalle foreste di Sumatra a quelle del Borneo, dai territori inesplorati del centro Africa a quelli dell'Amazzonia. Una sfida nata l'anno prima con le Jeep CJ6, ma divenuta celebre con l'adozione dei modelli Land Rover che, di fatto, diventano il marchio ufficiale della manifestazione fino al 1998. Una tradizione per l'avventura che la casa di Solihull proseguirà negli anni il G4 Challenge e le Land Rover Experience.

LE LAND DELL'ERA MODERNA
Negli anni Ottanta la Land Rover è ormai un marchio consolidato che riuscito a superare indenne le crisi petrolifere e un mercato che diventa sempre più esigente e variegato. Una tendenza, quest'ultima, che esige l'introduzione di altri modelli in gamma, soprattutto perché i due in vendita sono troppo di nicchia: la Land ormai riservata agli specialisti dell'offroad e la Range a un pubblico esigente e facoltoso. Inoltre, la concorrenza giapponese, in particolare di Toyota, si fa sempre più agguerrita rischiando di erodere buona parte delle vendite di Solihull. L'idea della dirigenza è, dunque, di progettare un modello intermedio capace di assicurare buone doti in fuoristrada, un comfort adeguato e prezzi più accessibili rispetto alla Range. Nasce così nel 1986 il progetto Joy che porterà al debutto della Discovery al Salone di Francoforte del 1989. Una 4x4 che, come le antenate, riscuote da subito un buon apprezzamento di stampa e pubblico fornendo un importante contributo alle casse del marchio grazie a oltre un milione di esemplari venduti dalle quattro generazioni del modello. Un'operazione che sarà replicata nel 1997, anno del debutto della “piccola” Freelander, e in tempi più recenti dalla Range Rover Sport (2005) e della Evoque (2011).

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Land Rover , auto inglesi


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