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pubblicato il 3 maggio 2013

Perchè il superbollo è stato un flop

Il Governo Monti ha fatto male i conti. L'obiettivo era incassare 170 milioni di euro e invece siamo a quota 60 milioni

Perchè il superbollo è stato un flop

La più recente stoccata al Governo Monti arriva dal Fatto Quotidiano, che denuncia come il superbollo sia stato un flop. Per capirci di più, andiamo prima a ricordare di che cosa si tratta. Il superbollo è un’addizionale erariale alla tassa automobilistica (il bollo). A dire il vero, già il Governo Berlusconi aveva previsto che si applicasse alle auto con potenza a 225 kW, soglia che il Governo Monti ha portato a 185 kW, rendendo più pesante la mazzata, anche perché si pagano 20 euro in più (rispetto alle 10 precedenti) per ogni kW superiore alla “soglia Monti”. Ma qual era l’obiettivo dell’Esecutivo dei tecnici? Un incasso di 170 milioni di euro. Ebbene, siamo a quota 60 milioni. E gli altri 110 milioni? Un buco nell’acqua che ha del clamoroso, anche perché la norma è stata concepita da chi si presumeva avesse maggiore competenza rispetto ai soliti politici.

FUGA DI MASSA
L’altro guaio è che il superbollo ha depresso ulteriormente il mercato delle auto potenti, in un clima che già di per sé non è per nulla sereno. Senza contare che lo Stato ha incassato meno Imposta sul valore aggiunto, e le Province meno Imposta di trascrizione. Un colossale boomerang. Con tanto di evasione fiscale per il noleggio delle auto straniere, misto a strani leasing tedeschi per sfuggire al Fisco. Ma soprattutto c’è la fuga delle vetture sportive e di lusso circolanti in Italia, che stanno prendendo la strada dell'esportazione. Ferrari, Maserati, Lamborghini, Porsche, ma anche Range Rover e alcune delle Suv più grandi e costose vengono vendute all'estero sempre più spesso, specie per il superbollo: molti proprietari delle supercar preferiscono disfarsi della vettura da poco comprata anche a prezzi nettamente inferiori ai valori medi di mercato, per non incorrere nel superbollo o in un posto di blocco della Guardia di Finanza, con conseguente registrazione di targa, proprietario e successivi controlli incrociati con le dichiarazioni dei redditi.

TROPPO SPETTACOLO
Il superbollo, ha denunciato la Federauto, ha avuto come effetto quello di bloccare l'usato e pesanti stock giacciono invenduti presso i concessionari: “La spettacolarizzazione della lotta all'evasione ha invece terrorizzato i clienti del nuovo, anche quelli, la stragrande maggioranza, che nulla hanno da temere dall'Agenzia delle entrate. L'effetto congiunto del superbollo e della spettacolarizzazione ha distrutto un settore dove l'Italia, con marchi prestigiosi, è a livello mondiale una punta di diamante". Paradossalmente il Governo è il primo danneggiato dal crollo delle immatricolazioni, perché perde, su ogni auto non venduta, circa 5.000 euro tra Iva e tasse varie. Porsche e Ferrari, in Italia, nel primo quadrimestre 2013, hanno venduto rispettivamente il 35 e il 30% in meno: un peccato, visto che a perderci è anche lo Stato. Chissà che a qualche tecnico di Monti, o allo stesso professore, non fischino le orecchie.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto


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