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pubblicato il 26 aprile 2013

Nordschelife: dove si impara a guidare per davvero

Due giorni intensivi di corso di “perfezionamento” in pista, nel mitico circuito stradale del Nurburgring

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Di confronti tra Italia e la Germania se ne fanno troppi, ogni giorno e per ogni cosa: noi non saremo certo i prossimi a proporvene di nuovi, bensì vi racconteremo un’esperienza in terra germanica, molto molto particolare. L’opportunità ci si è presentata per provare le nuove Porsche 911 Carrera S e Cayman S, durante due giorni in cui la pista era riservata ad appassionati accorsi da mezz’Europa per scatenare i cavalli delle loro auto sportive in un luogo mitico, sicuro e divertente. Il circuito del Nordschleife, lungo 22 chilometri, nacque nel 1925 proprio con l’obiettivo di essere il più impegnativo circuito del mondo e a quasi un secolo di distanza, non si può dire che i tedeschi non siano riusciti nel loro intento. Le maggiori case automobilistiche passano lunghi periodi all’interno del tracciato che si snoda dentro la foresta di Eifel, per sviluppare i propri prototipi, certi che una buona prestazione al Ring garantisca un ottimo feeling di guida in ogni altra circostanza.
Noi non abbiamo perso l'occasione di vivere l'Inferno Verde nel migliore dei modi grazie a questo esclusivo evento organizzato in partnership con Porsche, Continental e la rivista Sport Auto.

IL NORDSCHLEIFE: DOVE NESSUNA CURVA E' UGUALE ALL'ALTRA..
Per andare forte al Nurburgring, occorre conoscere a memoria il tracciato ma imparare 22 chilometri di saliscendi e curve – a primo impatto tutte simili – non è cosa semplice: occorrono diversi giri, meglio se accompagnati da chi in quel circuito ci passa le giornate lavorando come pilota ed istruttore. Per fare ciò, un paio di volte l’anno vengono organizzati questi training di “perfezionamento” (aperti anche ai neofiti del Ring) in cui si formano gruppi di 6-7 auto capeggiate dall’istruttore che guidando la pace-car, introduce i segreti dei 22 km del Ring. I gruppi si dividono in base all’esperienza ma anche alla potenza della vettura: con metodo teutonico, s’inizia ad aumentare il ritmo giro dopo giro, in sessioni di 3-4 giri al massimo, per non stancarsi e – conseguentemente - perdere la concentrazione. Tutti i piloti, soprattutto i più esperti, parlando del Ring usano frequentemente il termine “rispetto”: l’inferno verde non va mai sottovalutato. Potrebbe essere fatale. Complici le scarse vie di fuga e le condizioni meteorologiche estremamente mutevoli, a tal punto che da una parte del circuito può piovere mentre dall’altra c’è il sole, fare danni è abbastanza frequente, specie se non si conosce bene l’andamento del percorso. Durante i 2 giorni di corso siamo passati da 6 gradi con un fievole sole a -1 con nevischio, giusto per rendere l’idea! Non avere le gomme alla giusta temperatura, può essere una delle cause di incidente: per tale motivo si compie sempre un giro perlustrativo per scaldare le gomme e controllare che tutto sia a posto, sia nella macchina che nel tracciato. Il Nordschelife è un tracciato che, con una vettura mediamente potente, non lascia un momento per allentare la tensione: occorre sempre la massima concentrazione, curva dopo curva. Ecco perché svolgere sessioni di guida più lunghe di 30-40 minuti (3-4 giri) diventa abbastanza impegnativo.

UN EVENTO PER DIVERTIRSI IN PISTA, IN TUTTA SICUREZZA
Come spesso succede è proprio chi ha l’opportunità di andare forte tutti i giorni, che decide di farlo con metodo: difatti in Germania esistono ancora tratti autostradali senza limiti di velocità, ma la maggior parte dei proprietari di auto sportive, giustamente, decide di divertirsi in pista. Il gruppo era composto da una sessantina di vetture, la maggior parte Porsche ed in particolare 997 GT3; a completare lo schieramento, qualche BMW M3, una Nissan GTR, due Mercedes C63AMG, una McLaren MP 4-12, un paio di Audi R8 ed un paio di Renault Megane RS. Le 997 GT3, in allestimento normale, Clubsport, RS o nella esclusiva versione RS 4.0, sono effettivamente le vetture che danno il meglio sul tracciato del Ring, con un ottimo compromesso tra uso in pista ed uso stradale. Un simile equilibrio, l’abbiamo ritrovato sulla nuova generazione della 911 (la 991) e sulla nuovissima Cayman S, entrambe capaci di regalare grandi emozioni.Tra le tante spiccava poi la più anziana, una Porsche 993 in allestimento RS, che assieme alle sorelle minori garantiva enorme divertimento al proprietario, al quale abbiamo fatto qualche domanda: Frank - questo il suo nome - ci ha rivelato che viene al Ring due volte l’anno per questo corso di perfezionamento, ma gira anche privatamente con le sue vetture divertendosi e mettendo in pratica i preziosi consigli degli istruttori; difatti, la possibilità di poter disporre della loro esperienza è un fattore di grande vantaggio sia per chi vuole imparare a guidare al Ring, che per la sicurezza su strada aperta. Grazie a questo training, al termine dei due giorni nel Nordschleife, affrontare la sequenza di curvoni veloci a 200-230 km/h tra Bergwerk ed il Karrussell, è stato quasi un gioco da ragazzi! Come in Germania, così in Italia, gli autodromi costituiscono una valvola di sfogo per tutti gli appassionati che possono divertirsi senza rischiare la patente, senza mettere in pericolo le vite altrui e, perché no, imparando qualche nuova tecnica di guida.

Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Test , Porsche , auto europee , guida sportiva , nurburgring


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