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pubblicato il 25 aprile 2013

Porsche e Nurburgring: un matrimonio senza fine

Con la 911 Carrera S e la nuovissima Cayman S siamo stati sul mitico tracciato Norsdschleife per 2 giorni di corso di “perfezionamento”

Porsche e Nurburgring: un matrimonio senza fine
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Sembrano fatte le une per l’altro: le Porsche per il Nurburgring. Sembra quasi che siano nate esattamente per dare il massimo nei saliscendi tortuosi e mozzafiato del mitico Nordschelife. Ma forse è proprio così! Tuttavia non stiamo parlando della nuova 911 GT3 o della variante da corsa GT3 Cup, bensì di due “normali” e stradali 911 Carrera S e Cayman S che però, grazie a questo particolarissimo evento organizzato in partnership con Porsche, Continental e la rivista Sport Auto, hanno dimostrato di cavarsela egregiamente nell'Inferno Verde!

UN CIRCUITO A CUI PORTARE "RISPETTO"
“Rispetto” è la parola che tutti i piloti ed istruttori presenti hanno pronunciato più volte
nei due giorni di attività, riferendosi al Nordschleife, ovvero i 21 km più belli di tutta la
Germania
. Estate o inverno, caldo o freddo, pioggia, neve o sole (noi abbiamo girato per lo
più sull’asciutto ma con 0 gradi!) non fanno la differenza: soprattutto ai primi giri occorre
approcciare questo circuito con grande concentrazione, senza mai sottovalutare il tracciato
che dietro ogni curva può riservare un’insidia; a causa della sua lunghezza ed estensione, ad
ogni giro si percorre una pista nuova con differenti condizioni atmosferiche e con diverso grip
dell’asfalto. Anche i piloti esperti, prima di dare il massimo in un giro cronometrato sul Ring, compiono un giro di riscaldamento per verificare i pezzi riasfaltati oppure la presenza di zone umide e, soprattutto, per portare le gomme alla giusta temperatura: aspetto fondamentale. Altro importante suggerimento degli istruttori è di non esagerare: sessioni di 4-5 giri sono l’ideale
per non perdere la concentrazione, stancandosi e sottovalutando i rischi a cui si può andare
incontro. Ma credete, quattro giri al Ring sono veramente stancanti!

911 CARRERA S: PERFETTA IN OGNI SITUAZIONE
Con una splendida 911 Carrera S gialla equipaggiata con l’Aerokit Cup, ideale per dare stabilità al retrotreno dell’auto nei curvoni veloci, abbiamo iniziato il nostro training aumentando giro dopo giro l’andatura: una carovana di 3 auto seguiva la “staffetta” dell’istruttore, il quale – con precisione teutonica – indicava le traiettorie, i punti di “staccata” e quando poter spalancare il gas e scatenare i 400 cavalli della 911. Ci piace ricordare che tutte le vetture provate erano assolutamente stradali, senza alcun setup particolare: sulla 911 tra gli optional, a parte l’Aerokit Cup ed i fanali posteriori a lenti bianche, erano montati freni carboceramici PCCB, pacchetto Sport Chrono e sedili sportivi a guscio…tutto quello che serve per la pista. Non sono stati sostituiti nemmeno i pneumatici: i Pirelli P Zero di primo equipaggiamento si sono dimostrati all’altezza di ogni situazione presentatasi nei due giorni dentro l’”Inferno Verde”. Ciò che maggiormente colpisce sono le due anime della 911, guidabile tutti i giorni con la comodità di un’utilitaria ma in grado di trasformarsi in una vera e propria auto da corsa - è proprio il caso di dirlo - “con un dito”. Giro dopo giro, prendendo confidenza con il tracciato abbiamo scoperto una 911 diversa da quella con cui eravamo arrivati fino all’autodromo: definire “docile” un’auto con 400 cavalli pare impossibile, ma è la realtà; grazie al pacchetto Sport Chrono, ci si può “cucire addosso” la 911 che si vuole con sospensioni più o meno rigide, risposta del cambio più o meno aggresiva (il cambio PDK con palette al volante, anche per un amante del cambio manuale, è sempre e comunque velocissimo), sterzo perfettamente bilanciato e risposta dell’acceleratore più o meno diretta. Su suggerimento dell’istruttore abbiamo attivato il tasto Sport o Sport Plus (scelta soggettiva) ma non abbiamo irrigidito le sospensioni poiché l’assetto sarebbe risultato troppo rigido per le sconnessioni e gli innumerevoli dossi del Nordschleife. Molti penseranno che i controlli elettronici, in pista, siano stati disattivati. Invece no, per due motivi: in primo luogo per il famoso “rispetto” che occorre portare quando si entra in questo tracciato, ma soprattutto perché la taratura di tutti i sistemi è regolata in maniera tale da non risultare mai invasiva. In poche parole: anche attivi, i controlli di trazione e stabilità lavorano in maniera impercettibile e di questo abbiamo avuto la conferma anche nei giri al fianco degli esperti istruttori. I freni PCCB (Porsche Carbo-Ceramic Brakes), da sempre fiore all’occhiello per Porsche, non hanno mai mostrato segni di cedimento, neanche dopo due giorni d’intenso utilizzo.

CAYMAN S: ORMAI NON PIU' LA "PICCOLA" PORSCHE
La vera novità in realtà non era la 911, bensì la nuovissima Cayman S, sulla quale tutti
nutrivamo grandi aspettative, che effettivamente non sono state deluse, nemmeno tra i
saliscendi del Nurburgring. L’approccio alla Cayman S è avvenuto non senza qualche pregiudizio, dopo l’ottima esperienza con la Carrera S: nonostante sia sotto gli occhi di tutti il grande passo avanti compiuto da Porsche nelle nuove generazioni di Boxster e Cayman, appariva difficile ritrovare le stesse sensazioni della sorella maggiore su questa sportiva a motore centrale.
E invece sono riusciti a stupirci ancora una volta creando con la nuova Cayman S una copia
a immagine e somiglianza della 911
, in scala leggermente ridotta. Partendo dallo stesso
avantreno, capace quindi di regalare un feeling di guida eccezionale, i tecnici di Zuffenhausen
hanno lavorato sul retrotreno, avvantaggiati dalla posizione centrale del motore che conferisce alla Cayman un bilanciamento eccezionale. Con gli stessi optional presenti nella Carrera S di cui abbiamo parlato in precedenza, la Cayman S seguiva le 911 senza alcun timore, nonostante 75 cavalli in meno (325CV), ma contando su un peso inferiore di circa 70 chili: nelle curve regala per pizzico di stabilità e compattezza in più che fisiologicamente sulla 911 – per architettura e dimensioni - risultano meno evidenti. Inutile sottolineare che tutti i sistemi elettronici e meccanici hanno lavorato egregiamente tanto quanto sulla 911. Vogliamo proprio trovarle un difetto? Difficile…però con qualche cavallo ed un pizzico di ala posteriore in più per dare ancora più sicurezza sui curvoni veloci (arriverà una versione R, prima o poi!) la nuova Cayman potrebbe dare filo da torcere alla Carrera S. E’ incredibile come la Casa di Stoccarda riesca a migliorare le generazioni successive dei propri modelli: tutti pensano che meglio di così non si possa fare, che il limite sia ormai stato raggiunto, e invece anche questa volta sono riusciti a stupire! Grazie all’elettronica e ad un fantastico lavoro di sviluppo degli pneumatici, tecnici ed ingegneri sono riusciti a rendere “facile” la 911 (e ugualmente la Cayman) che fino a qualche anno fa risultava guidabile al limite solo da piloti esperti, a causa della particolare disposizione del motore oltre l’asse posteriore, che la rendeva nervosa ed imprevedibile. Senza parlare di tempi, basti pensare che dopo soli due giorni - seppur intensi - di training e con una limitata esperienza tra curve e saliscendi del Nurburgring, chi scrive è riuscito a girare senza problemi nello stesso tempo fatto registrare da un pilota professionista con la 911 Carrera RS (serie 964) nel 1992. Evidentemente vent’anni non sono passati invano!

Autore: Enrico Rondinelli

Tag: Test , Porsche , auto europee , nurburgring


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