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Interviste

pubblicato il 16 aprile 2013

L'auto che non inquina sarà fatta di plastica?

Abbiamo parlato del futuro dell'auto a zero emissioni con l'ingegnere responsabile dei veicoli elettrici Renault

L'auto che non inquina sarà fatta di plastica?
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Renault e la Francia, ovvero due punti di riferimento per quanto riguarda rispettivamente l'attuale stato dell'arte delle auto elettriche e delle centrali nucleari per la produzione dell'energia. Elettrica, appunto. Di recente abbiamo provato su strada la Renault ZOE, un'utilitaria a zero emissioni per molti versi assimilabile ad un'auto "normale", e in Simon Luque, ingegnere responsabile del progetto e senior member del gruppo di esperti Renault per i veicoli elettrici, abbiamo trovato il giusto interlocutore per parlare del futuro. E fare il punto sulla diffusione delle automobili pulite e sulla loro sostenibilità a livello di sistema energetico e politico globale.

OmniAuto.it: Renault è per molti versi la casa automobilistica in fase più avanzata nello sviluppo dell’auto elettrica. Cosa rispondete a chi individua nell'inquinamento legato alle batterie e al loro trattamento a fine vita un problema simile a quello del petrolio?
Simon Luque: "Partirei facendo l'esempio della batteria della ZOE da 22 kWh, studiata per massimizzare lo sfruttamento dell’energia e per ottimizzarla grazie a tutte le più recenti tecnologie automobilistiche che permettono di risparmiare peso e utilizzare al meglio i materiali. Su un’auto con motore endotermico, poi, ancora oggi si spreca il 60% dell’energia immagazzinata nel carburante, mentre il discorso dello spreco relativo a una batteria non esiste: per contratto di acquisto o locazione è garantito il corretto recupero e il riciclaggio a fine vita. E da quel momento gli accumulatori provenienti dalle auto elettriche possono essere riutilizzati una seconda volta, per esempio per lo stoccaggio stazionario di energia negli impianti eolici".

OmniAuto.it: Le fonti rinnovabili sono anche un nodo fondamentale per lo sviluppo delle smart grid. La Francia è ancora un Paese sinonimo di energia nucleare, mentre altri, come Germania e Giappone hanno invece fatto dietrofront, con l'Italia ancora dipendente dalle fonti tradizionali. Voi come Renault ritenete indispensabile il nucleare per la diffusione dell'auto elettrica?
Simon Luque: "E’ una tematica che si dovrà affrontare quando si avranno sufficienti veicoli per strada. Possiamo però immaginare che la convivenza tra auto e rete si possa realizzare solo con un’integrazione in cui l’energia va e viene dalle batterie al sistema, cioè che l’auto non solo riceva energia elettrica durante le ricariche, per esempio di notte, ma che la riversi nella rete in altre situazioni. Come già accade con i pannelli solari per le case passive: durante il giorno viene prodotta energia in eccesso che viene venduta in rete. Durante la notte, se necessario, l'aumento delle richieste viene coperto acquistando energia dalla rete, per ottenere un bilancio giornaliero in positivo. Stesso discorso vale se si confrontano estate ed inverno in un bilancio annuale. Ma nel mondo dell'auto occorre aspettare di avere una massa critica, sperimentando nel frattempo operazioni a livello locale per sviluppare reti intelligenti, in cui le utenze elettriche presenti nelle abitazioni e le auto elettriche comunichino a livello di quartiere, per coprire ogni richiesta di energia con un’offerta interna. Senza cioè utilizzare energia proveniente dall’esterno".

OmniAuto.it: Nel DNA di Renault c'è anche una propensione all'utilizzo di materiali plastici strutturali. Con la prima Espace siete stati dei precursori. Potrebbe l'auto elettrica, per cui la riduzione di peso è un aspetto vitale, fare da volano per trovare un'alternativa più leggera all'acciaio e più economica dei compositi?
Simon Luque: "La riduzione del peso delle auto è una necessità non solo per i veicoli elettrici. Premetto solo che, in attesa che si trovi una soluzione per avere materiali più leggeri con cui realizzare una carrozzeria, noi abbiamo tirato giù il peso della nostra ultima vettura elettrica, la ZOE, di 290 kg rispetto al passato. Per ora sia i materiali plastici che i compositi vengono presi in considerazione in fase di sviluppo di tutti i nuovi modelli, perché il progredire della tecnologia avvicina sempre più i costi dei processi produttivi ai costi relativi a una produzione in serie come quella dell'automobile di massa. Ma più che di una estinzione, i metalli saranno protagonisti di una progressiva integrazione con i materiali compositi e i materiali plastici".

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Tag: Interviste , Renault , auto elettrica


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