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pubblicato il 12 aprile 2013

Seat Leon SC, non chiamatela "versione tre porte"

La famiglia si allarga con la variante destinata ai giovani. Costa più della cinque porte, ma da' soddisfazioni a chi guida. Purché si scelga la FR

Seat Leon SC, non chiamatela "versione tre porte"
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Sport Coupé. Si chiama così la Leon che non c’è mai stata, ovvero la prima versione tre porte nella storia del modello. Questa variante di carrozzeria oggi è poco richiesta dal mercato, ma Seat ha deciso farla comunque, controcorrente. Un po’ perché la Leon ha un buon design di partenza, sportivo e in un certo senso ideale per essere tagliato in questo formato. Un po' per mostrare lo spirito ribelle che vuole incarnare il marchio iberico. Certo, la Leon SC non farà grandi numeri, anche perché costa più della versione 5 porte, ma ha le carte in regola per ritagliarsi la sua nicchia di pubblico (giovane). In attesa di diventare sportiva per davvero con l’arrivo della versione Cupra all’inizio del 2014.

CAMBIANO LE PROPORZIONI
La Leon SC è più bassa (fino a 1,8 cm) e ha anche un passo ridotto di una manciata di millimetri. A vederla da fuori non si direbbe. Si nota invece la differente forma del montante C che ricalca quella classica dei coupé. Le due portiere ovviamente sono più ampie, i vetri posteriori sono oscurati e nell’insieme si ha una sensazione di una maggiore compattezza della carrozzeria. L’impostazione stilistica riprende quella che abbiamo apprezzato sulla Leon berlina, con un frontale felino, agguantato all’asfalto e un linea di cintura che conferisce importanza al lato B. Chi vi scrive non è convinto però della riuscita della forma del tetto a livello del lunotto posteriore. Troviamo più equilibrata e originale la versione berlina, ma è questioni di gusti.

PERDE POCO SPAZIO
Chi sceglie una Leon SC deve evidentemente sacrificare l’accessibilità ai posti posteriori. Il sedile anteriore si reclina comunque agevolmente, con un unico movimento, e permette di accedere ad un abitacolo che perde poco spazio per gambe e testa. Non cambia invece la capacità del bagagliaio che sulla carta misura i suoi buoni 380 litri. Il posto guida è identico a quello della Leon 5 porte, ineccepibile dal punto di vista ergonomico e assecondato dallo stile minimal e squadrato della plancia. E’ la scuola del Gruppo Volkswagen che si traduce anche in plastiche e assemblaggi di qualità. La Leon non raggiunge i livelli di una Golf – per limitare il rischio di concorrenza in famiglia – ma ci si avvicina molto. Peccato per alcune scelte fatte in tal senso, come quella di calmierare l'ampiezza dello schermo del navigatore touch screen (optional) alla taglia dei 5,8 pollici, che sono un po’ giusti secondo noi.

FACILE E CONFORTEVOLE, MA BISOGNA SCEGLIERE LA FR
Abbiamo guidato per una cinquantina di chilometri la versione 2.0 TDI da 150 CV e ci aspettavamo qualcosa in più in termini di reattività. Questo perché l’esemplare era un allestimento Style che, seppur ben motorizzato, ha un’impostazione turistica. Intendiamoci, l’auto va bene: è confortevole (l’insonorizzazione è di alto di livello), scattante (la cavalleria c'è), infonde sicurezza, ma non invoglia quella guida sportiva che si aspetta - secondo noi - chi rinuncia alla comodità delle cinque porte scegliendo un’auto che si definisce “Sport Coupè”. Per trovare la coerenza fra aspettative e piacere di guida bisogna salire sull’allestimento FR. A parità di potenza, cambia il feeling con la strada. Perché le sospensioni sono più rigide nonché ribassate, i cerchi di serie misurano 18 pollici e chi guida può personalizzare la risposta di sterzo e acceleratore sulle tre modalità del Seat Drive Profile (eco, comfort e sport). Così la Leon può regalare soddisfazioni valorizzando le qualità telaistiche senza compromettere l’efficienza del TDI di origine Volkswagen: sulla carta a fronte di 215 km/h di velocità massima e di un tempo di accelerazione 0-100 km/h di 8,2, Seat dichiara un consumo medio di 4,1 litri di gasolio ogni 100 km. E poi l’allestimento FR appaga anche la vista perché modifica l’estetica della Leon con paraurti più grintosi, sedili e volante sportivo e rifiniture in alluminio.

QUANTO COSTA
Una Leon SC 2.0 TDI in allestimento Style, già completo dal punto di vista delle dotazione di serie, costa 23.430 euro. Nel prezzo di listino è compreso tutto quel che serve, dal climatizzatore automatico bizona, al controllo di velocità, passando per la radio con schermo touch screen da 5,8 pollici, Bluetooth e cerchi da 17 pollici. Per l’allestimento FR che noi consigliamo a chi sceglie questo motore, sono richiesti 24.720 euro che salgono a 26.220 euro con il cambio DSG. Fra gli optional più interessanti vale la pena ricordare i proiettori full led: la Leon è la prima auto della categoria ad offrirli. Rispetto alla concorrenza diretta, i prezzi di listino della Leon sono più competitivi: l’Opel Astra GTC e la Mègane Coupé in versione 2.0 diesel hanno entrambe 15 CV più, ma costano rispettivamente 27.150 euro e 26.200 euro. Nella gamma Leon SC ci sono poi tutte le motorizzazioni previste sulla cinque porte, abbinabili ai tre allestimenti Reference, Style o FR: i benzina sono TSI da 1,2 litri per 86 CV o 1.4 TSI da 122 CV con prezzi compresi tra i 17.620 e i 21.880 euro. Con l’alimentazione a gasolio sono disponibili il 1.6 TDI da 90 CV o 105 CV e una versione più potente del 2.0 TDI da ben 184 CV.

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Tag: Test , Seat , auto europee


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