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pubblicato il 12 aprile 2013

Produzione auto in Italia: nel 2012 crollo del 18,3%

Solo i marchi di lusso, richiesti per lo più all'estero, hanno registrato una crescita. Per il resto l'Italia è tornata agli anni '80

Produzione auto in Italia: nel 2012 crollo del 18,3%

In Italia si producono sempre meno auto, ma anche apparecchiature elettriche, plastica, prodotti farmaceutici o alimentari. I dati pubblicati dall'Istat sono molto preoccupanti: in febbraio la produzione industriale nazionale è calata del 3,8% rispetto allo stesso mese del 2012 e se si confronta il dato con il picco fatto registrare ad aprile 2008, cioè con il livello ante-crisi, vi è un calo del 24%. Questa contrazione è indubbiamente seria perché nessun comparto ha fatto registrare una crescita rispetto ai livelli ante-crisi. Parlando solo del settore auto, nel 2012 in Italia sono state prodotte "appena" 396.817 vetture contro le 485.606 dell'anno precedente: per un calo del 18,3%.

SOLO LE AUTO DI LUSSO VANNO CONTROCORRENTE
La produzione di auto in Italia nel 2012 ha visto soffrire soprattutto il marchio Lancia: -62,2%. I modelli assemblati sono stati appena 26.659 contro i 70.614 del 2011 e i ben 96.195 del 2010. Il crollo è significativo e riflette, come per gli altri marchi (Alfa Romeo -32,4%; Fiat -0,6%), la più profonda crisi delle immatricolazioni nel nostro Paese. Il Gruppo Fiat nel 2012 ha perso il 19,51% e nel 2011 le immatricolazioni erano già scese del 13,48%. E' ovvio che se la domanda diminuisce, la produzione rallenta. Infatti i marchi di lusso, richiesti sopratutto all'estero, sono andati bene. Ferrari, che quest'anno ha premiato i suoi dipendenti con un bonus di 7.000 euro per l'anno 2012, ha prodotto 7.663 supercar ovvero il 4,8% in più del 2011. Lamborghini (Gruppo Volkswagen) ha assemblato in Italia 2.197 unità (+26,4%) e Maserati 6.204 (+0,7%).

L'ITALIA E' TORNATA INDIETRO AGLI ANNI '80
Guardando il quadro complessivo, i dati Istat esprimono in tutta la sua drammaticità la gravità del quadro economico italiano. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, "è assai probabile che nei mesi successivi a febbraio l’indice Istat destagionalizzato sia sceso da quota 92,2 di febbraio al di sotto del minimo toccato nella crisi attuale e cioè al di sotto di quota 90 di marzo 2009. Se questa situazione si è già effettivamente verificata (e se non è così lo sarà a breve) la produzione industriale, che è una delle attività fondamentali dell’economia reale, si è riportata sui livelli della seconda metà degli anni ‘80".

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Tag: Mercato , produzione


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