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Retrospettive

pubblicato il 7 aprile 2013

Fiat Punto compie 20 anni

Con la prima serie “vestita” da Giugiaro nel 1993 inizia la storia di una delle utilitarie Fiat di maggiore successo

Fiat Punto compie 20 anni
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Con aprile partono i festeggiamenti per i 20 anni di una delle Fiat di maggiore successo commerciale, la Punto. Un modello che tre generazioni dopo continua a riscuotere buoni dati di vendita tanto da avere accumulato in due decenni oltre 8,7 milioni di consegne e dominato il mercato nazionale monopolizzando per anni il gradino più alto del podio. Un'utilitaria che, come affermerà Gianni Agnelli alla presentazione della seconda serie, “non è nata in tre anni, ma è la sintesi di un secolo di lavoro”.

IL PROGETTO 176
La storia della Punto ha origine all'inizio degli anni Novanta quando prende avvio il progetto 176 con l'arduo compito di sostituite la Uno, vettura che ha dominato le vendite del segmento B in Europa nel decennio precedente. Per la futura auto i responsabili vanno sul sicuro affidando lo sviluppo del design a Giorgetto Giugiaro, già “papà” della Uno e di numerosi altre vetture di successo come la Golf, e ribadendo ai tecnici le regole che hanno consentito all'antesignana di imporsi. La nuova auto deve essere affidabile, pratica e dai costi d'esercizio ridotti.

E' QUASI UNA MONOVOLUME
Per la meccanica si decide di mantenere l'impostazione collaudata della Uno, con motore e trazione anteriore. Lo stesso avviene per la carrozzeria, sempre una due volumi, ma con importanti novità. Per migliorare l'abitabilità Giugiaro aumenta le dimensioni di 7 cm in lunghezza e larghezza, incremento che porta gli ingombri a 376 e 162 cm. L'innovazione, però riguarda l'altezza che ora raggiunge i 145 cm (+4 rispetto alla Uno) e, soprattutto, consente di alzare la seduta grazie a una linea che è quasi da piccola monovolume. Un'impostazione che ha l'effetto positivo di migliorare l'aerodinamica e, di conseguenza, prestazioni e consumi.

SEI MOTORI DA 54 A 136 CV
Per i motori Fiat sfrutta le moderne unità che ha in gamma con i dovuti aggiornamenti. I benzina sono l'evoluzione della famiglia Fire con cilindrate di 1.108 e 1.242 cc, potenze di 54 e 60 CV (anche nella variante con iniezione multipoint da 75 CV) e velocità di 150 e 160 km/h. A questi si aggiungono altre due unità dal carattere più sportivo, il 1.581 da 90 CV capace di spingere la Punto a 178 km/h e il potente 1.372 da 136 CV già impiegato per la Uno Turbo che consente alla GT di raggiungere il traguardo del 203 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 7,9”. Il diesel è un 1.698 cc turbo con 70 CV e velocità di punta di 163 km/h. Nel 1994 sarà affiancato dalla versione aspirata da 60 CV e tachimetro “limitato” a 150 km/h.

IL DEBUTTO A FRANCOFORTE
Il momento della verità è fissato per il Salone di Francoforte del 1993 dove Fiat si presenta in grande stile. La tensione della dirigenza di Torino cala progressivamente man mano che intuiscono che il responso della critica è positivo. A piacere è lo stile creato da Giugiaro, sobrio nelle linee, ma efficiente e dall'estetica gradevole caratterizzata da alcune soluzioni insolite, quali il frontale privo di mascherina (le prese d'aria di raffreddamento sono nel paraurti) e il posteriore con gruppi ottici verticali alle estremità del lunotto e lo scarico “nascosto” sotto il paraurti. Apprezzato pure l'interno, spazioso in relazione alle dimensioni (Fiat dichiara che la Punto ha la migliore abitabilità della categoria) e con molte soluzioni pratiche che rendono gradevole la vita di bordo. Ad attrarre, però, è soprattutto la meccanica che sembra assicurare quelle economie di esercizio che hanno contraddistinto le piccole di successo di Fiat.

UNA GAMMA AMPIA
Il responso degli addetti al settore è presto condiviso dal pubblico che vedono nella Punto un modello concreto e affidabile. E in grado di soddisfare un ampio ventaglio di esigenze, merito della gamma costituita da due tipi di carrozzeria (3 e 5 porte), 14 colori, 6 motorizzazioni e altrettanti allestimenti: S, ED, SX, 6 Speed, ELX e l'innovativo HSD (High Safety Drive) che prevede di serie ABS, doppio airbag, appoggiatesta posteriori, climatizzatore e servosterzo. Un offerta potenziata nel 1994 con l'interessante 1.2 Selecta con cambio a variazione continua e il debutto della variante Cabrio disegnata da Bertone, equipaggiata con capote in tela ad azionamento elettrico e disponibile con le unità benzina da 60 e 90 CV. L'anno dopo è il momento della Sporting che monta il 1.6 abbinato ad un cambio con rapporti corti e si distingue per il look più aggressivo conferito da assetto ribassati, modanature laterali e altri accorgimenti estetici.

AUTO DELL'ANNO 1995
Le vendite della Punto partono subito forte, tanto che il traguardo del primo milione di unità consegnate è raggiunto in poco più di un anno. A dare slancio alla domanda arriva il premio Auto dell'Anno del 1995, vinto con 370 punti contro i della 292 Volkswagen Polo e i 272 della Opel Omega. Un titolo che porta l'utilitaria Fiat a consolidare la propria leadership nel mercato nazionale, sia nelle versioni a benzina sia in quelle a gasolio, e a conquistare quello europeo dove è mantiene le posizioni di vertice per diversi anni. Un successo che viene rafforzato con il restyling del 1997 che prevede lievi aggiornamenti estetici interni ed esterni e alcune novità di riguardo, quali il debutto della versione 16 valvole del 4 cilindri da 1.242 cc che eleva la potenza a 86 CV consentendo di migliorare le prestazioni (177 km/h) e ridurre i consumi. Altre variazioni arrivano appena un anno più tardi con la presentazione di tre allestimenti inediti: Sole, Star e Stile.

LA SECONDA SERIE
Le novità si susseguono rapidamente e nel 1999 la dirigenza Fiat festeggia il proprio centenario con il lancio sul mercato della seconda generazione della Punto uscita dal progetto 188. Pur basandosi sul modello precedente, la nuova auto è completamente rivista a cominciare dall'estetica più squadrata ideata dal Centro Stile Fiat. Migliorie riguardano pure la meccanica che, abbandonato il 1.108, punta sul 1.242 cc nelle varianti a 8 e 16V (60 e 80 CV) ed ora in regola con le norme antinquinamento Euro 3. La variante sportiva, l'HGT, abbandona l'apprezzato 1.4 Turbo per il 1.8 da 130 CV già montato sulla Barchetta, spider realizzata proprio sul pianale della Punto, abbinato a un cambio a 6 velocità o allo Speedgear, trasmissione a controllo elettronico a variazione continua con modalità sequenziale. Una versione da 205 km/h e da 8,6” di accelerazione 0-100 km/h che nel 2000 verrà proposta anche con allestimento Abarth con aerodinamica migliorata grazie alla presenza di minigonne laterali, spoiler posteriori e paraurti più profilati, nonché con cerchi in lega e finiture degli interni sportive. Più consistenti le novità nella gamma diesel, dove accanto al 1.9 aspirato da 60 CV debutta il 1.9 JTD da 80 CV (poi elevata a 85) con la tecnologia common rail. Un'unità che consente prestazioni di riguardo (170 km/h, 12,2” nello scatto 0-100 km/h) e di percorrere oltre 20 km con un litro di gasolio. Altre innovazioni sono quelle che consentono alla Punto di essere la prima auto europea a mondare il servosterzo elettrico EPS e la prima utilitaria a ricevere le 4 stelle nei crash test EuroNcap. Cambia pure la denominazione degli allestimenti che contraddistingue le 23 versioni in listino: Base, SX, ELX, HLX, Sporting ed HGT. Il responso del mercato è positivo, tanto che le consegne continentali superano il mezzo milione di unità/anno fino al 2002.

ARRIVA LA NATURAL POWER
Nella primavera del 2003 sbarca sul mercato la 188 FL (facelift), ossia il primo restyling della seconda serie riconoscibile per il nuovo frontale dotato di mascherina e il disegno inedito dei gruppi ottici, nonché per diversi interventi migliorativi all'abitacolo. Le novità più rilevanti, però, sono quelle meccaniche che vede sotto il cofano due interessanti unità, il benzina 1.4 16V da 95 CV e il parsimonioso diesel 1.3 Multijet da 70 CV capace di fare 21,4 km con un litro. Un tecnologia, quella Multijet, che è utilizzata anche per il 4 cilindri da 1,9 litri permettendo di elevare la potenza da 86 a 100 CV senza penalizzare troppo i consumi. Per chi desidera risparmiare, nonché rispettare l'ambiente, è introdotta la Natural Power, variante bi fuel benzina-metano che permette di percorrere fino a 280 km con un pieno di meno di 10 euro e ha emissioni di CO2 di appena 119 grammi/km contro i 136 della monofuel a benzina con la stessa unità 1.2 da 60 CV. Tra le altre novità meritano una citazione la presenza dell'ABS e il doppio airbag anteriore, la disponibilità del cambio Dualogic e di altri optional solitamente riservati ai modelli di gamma superiore, come il climatizzatore bi-zona. A cambiare nuovamente sono pure i nomi, ora costituita da Actual, Active, Dynamic, Emotion, Sporting e HGT, al quale si aggiungono nel 2005 la Speed e l'edizione limitata Cult.

DUE PUNTO IN LISTINO
A settembre del 2005 è presentata la terza generazione (progetto 199), la Grande Punto, modello con l'estetica curata dalla Italdesign di Giugiaro e completamente diversa negli ingombri (è la prima utilitaria a superare i 4 metri), nel design e nella meccanica. La seconda serie continua a vivere con la denominazione Punto Classic e rimane in produzione anche dopo l'arrivo della Punto Evo del 2009. La produzione della “G2” nello stabilimento di Mirafiori si interrompe definitivamente nel 2010, anche se alcuni modelli saranno venduti ancora fino ai primi mesi del 2011. Un prolungamento che porta il computo delle unità vendute a sfiorare i 5 milioni, cifra che si aggiunge ai 3,5 milioni registrati dalla prima generazione e ai numeri di rilievo che il modello attuale continua a ottenere.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Fiat , auto storiche , auto italiane


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