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Attualità

pubblicato il 16 dicembre 2006

Motor Show, fisco e automobile

Motor Show, fisco e automobile

Lunedì scorso il Premier Romano Prodi è stato contestato al Motor Show. Si è parlato di una minoranza organizzata che lo attendeva: è possibile. Tuttavia interviste-lampo effettuate qui e là fra gli stand - soprattutto a giovani - e mandate in onda nella notte di Domenica anche da TV private andavano nella stessa direzione; che questo fosse ugualmente organizzato pare un po' meno probabile anche se, come ha sottolineato lo stesso Premier, le contestazioni fanno parte del gioco.

In una intervista apparsa su La Repubblica il giorno dopo, lunedì 11 dicembre, il Ministro per l'Attuazione del Programma, Giulio Santagata, alla domanda "da che fronte sono arrivati, secondo Lei, i fischi" ha risposto, probabilmente per estremizzare l'esempio Non mi pare roba da Centri Sociali, non credo che frequentino il Motor Show di Bologna (...)".

Fino a prova contraria le passioni, non solo quella per l'auto, sono trasversali. Da questo le diverse componenti della società possono trovare un interesse comune e una base di dialogo.
Il popolo del Motor Show è formato da appassionati, contestatori compresi che, a causa della giovane età più di altri risentono degli inasprimenti fiscali introdotti dalla Finanziaria.

Siamo tutti in effetti particolarmente sensibili sull'argomento, ma la maggior parte di noi di solito si ferma ad osservare o a discutere solo della punta dell'ice-berg. In realtà esiste un "sommerso" che cercheremo in questa sede di riassumere.

L'occasione per questa riflessione è nata dalla lettura della Sintesi dello studio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo, illustrato nell'ambito della 62° Conferenza del Traffico e della Circolazione organizzata dall'ACI a fine ottobre a Riva del Garda; studio appropriatamente intitolato "Mia carissima automobile":

Prima però, va ricordato che:
1) siamo in presenza del classico cane che si morde la coda: il settore della mobilità privata cresce perché la mobilità pubblica (locale o nazionale che sia) è carente. Pensiamo, ad esempio al calo registrato negli ultimi anni in Italia (al contrario che nel resto d'Europa) dal trasporto su ferro rispetto a quello su gomma, (con conseguente aumento della circolazione di TIR, dei correlati problemi di traffico ed ambientali ecc.). Pensiamo ancora all'inefficienza dei trasporti urbani e, ad esempio, alla scarsa utilità dei parcheggi di scambio nei casi - e sono tanti - nei quali il pendolare lascia l'auto per salire su un bus che si immette nel flusso di traffico lasciato pochi attimi prima dal pendolare stesso (morale parcheggi ed autobus semivuoti mentre diverso è il discorso quando si parla di parcheggio di scambio auto/rotaia).

2) più cresce la mobilità privata più il Governo di turno (sia Centrale che periferico) da una parte alza alti lai contro i danni prodotti dal fenomeno e dall'altra conta, non senza gaudio, le entrate che in proporzione aumentano!

Scorriamo ora insieme le voci - ben evidenziate nel suddetto studio - alla base dei motivi di tale ragionieristica soddisfazione:

IMPOSTE SULL'ACQUISTO
Assieme all'IVA, sull'acquisto dell'auto paghiamo la IET, l'APIET e l'ARIET.

TASSE SUL POSSESSO
Tassa di possesso, tasse sulla polizza R.C. e collegato contributo al SSN.

IMPOSTE SULL'UTILIZZO
IVA inglobata nei pedaggi autostradali, nel costo di parcheggi, nel costo dei carburanti e lubrificanti, in quello di ogni genere di ricambio, accessorio e riparazione.

ACCISE SUI CARBURANTI
Si sommano all'IVA (le due voci, da sole, incidono per oltre il 50% sui prezzi alla pompa); come già detto in passato gli aggiornamenti delle quotazioni sono immediate al rialzo e mediate al ribasso con conseguente ulteriore vantaggio per fisco e petrolieri; e comunque applicare l'IVA anche sull'accisa è morale come, tanto per fare un esempio grottesco, pensare di applicarla anche sull'imponibile IRPEF o IRPEG che sia (e speriamo di non aver offerto spunti di riflessione visto che l'UE tifa per almeno altre due finanziarie di questo livello!!).

PARCHEGGI
Parliamo ovviamente delle arcinote strisce blu che i Comuni, dopo i Centri storici e le ZTL, stanno sempre più estendendo verso le periferie salvo ben qualificate eccezioni quale quella rappresentata a Roma dal Circo Massimo attorno al cui perimetro tali strisce vennero diligentemente dipinte e precipitosamente tolte a seguito, riportarono i principali giornali della Capitale, delle feroci, ed evidentemente efficaci, proteste dei numerosi dipendenti comunali con Uffici nelle immediate vicinanze (per inciso analoghe e più pittoresche proteste formulate in tipici quartieri romani non sortirono alcun effetto).

TICKET D'INGRESSO NEI CENTRO STORICI
Anche su questo evitiamo commenti non tanto per l'istituzione della misura quanto per le finalità che scambiano prevenzione dell'inquinamento con cassa.

MULTE
Chi trasgredisce è giusto che paghi e su questo non debbono sussistere dubbi! Ma quando la voce multe diviene una presenza stabile e di entità tutt'altro che trascurabile nel budget delle amministrazioni locali (per di più sottoposta a periodica revisione in aumento come tutte le voci di reddito di ogni budget che si rispetti) è evidente che si sancisce il passaggio dall'esercizio della prevenzione all'industria dell'esazione a carico dell'automobilista da colpire in ogni possibile e talvolta pretestuosa occasione (vedansi, ad esempio, le multe impropriamente comminate da personale non autorizzato.

ASSICURAZIONI
Sorvoliamo sul costo delle stesse, sul fatto che le tariffe di tutte le compagnie sono più o meno allineate per tipologia di assicurazione, prestazioni e massimali (con buona pace delle regole di mercato); sorvoliamo sull'IVA che dobbiamo pagare sulla polizza (e comunque a tariffa inferiore, in presenza di vera concorrenza, corrisponderebbe IVA inferiore), ma come la mettiamo con il fatto che, come già evidenziato, la nostra assicurazione è esattore del contributo al Servizio Sanitario Nazionale compreso nel costo della polizza? (vero è che tale balzello è detraibile, ma è altrettanto vero che se si pagano 100 euro all'assicurazione, gli stessi 100 vanno in detrazione, nella denuncia dei redditi, se non erriamo, solo per 19 euro).

L'ACI calcola che il gettito fiscale relativo all'auto sia stato nel 2005 di 43,9 miliardi di euro. Pensate che tipo di finanziaria si sarebbe dovuta fare se i trasporti pubblici avessero funzionato e funzionassero bene, assorbendo buona parte del traffico privato!


ALCUNI DATI (*)
1. Nel 1961(2005) in Italia circolavano 4,8 (59,2) auto ogni 100 abitanti pari a 20,67 (1,69) abitanti per 1 auto; questo aumento (che non ha eguali nel resto d'Europa) è da una parte dovuto ad un maggiore e più diffuso benessere che ha portato una stessa famiglia all'acquisto della 2° e, talvolta, 3° auto, ma dall'altra alla necessità di sopperire alle carenze del trasporto pubblico;
2. La voce trasporti pesa, sul bilancio della famiglia italiana, per il 14,2% preceduta solamente dalle spese per l'abitazione (25,5%) e per il vitto (19%);
3. Se mettiamo in relazione, nel periodo 1985-2004, gli incrementi del reddito delle famiglie italiane (+24%) e delle spese complessive (+34%) con l'incremento della voce spese di trasporto (+37%) risulta evidente come quest'ultima voce sia andata ad erodere pesantemente il reddito;
4. Nel 1985 una famiglia italiana spendeva mediamente per l'auto, fra acquisto ed utilizzo, 4.445,78 euro contro i 7.175, 37 del 2005; su quest'ultimo dato il fisco incide mediamente per il 30% (calcoli effettuati a valori 2005 in modo da avere un raffronto omogeneo); dalla scomposizione del dato (qui non riportata per ragioni di spazio) si nota come il costo di acquisto dell'auto sia, in pratica diminuito (nonostante il globale miglioramento del prodotto) mentre sono pesantemente aumentate le spese di gestione, di assicurazione e, come detto, il carico fiscale.
5. i premi assicurativi dal 1995 (data di "liberalizzazione" del settore) al 2005 sono mediamente aumentati del 46,6% (aumento del 73,1 % dal '95 al 2000 e del 33,3% dal 2000 al 2005); a dati del genere le compagnie possono opporre le statistiche degli incidenti e quelle dei risarcimenti sulle quali forse si potrebbe discutere; dove poco c'è da discutere è invece il settore truffe dove i truffati (compagnia e parte lesa) difficilmente hanno il sostegno della Legge e della pena dalla loro; in presenza di un Governo (il precedente) che ha depenalizzato reati contro il patrimonio come ad es. il falso in bilancio (e l'emissione di assegni a vuoto) e di quello presente che ha "firmato" un bell'indulto (come vanno le statistiche dei rientri??) in quale paura della pena da parte dei truffatori o dei semplici disonesti possiamo noi tutti sperare??

Per incidere su tale situazione l'ACI formula 10 proposte che l'organo ufficiale dell'ACI, "L'Automobile", illustra sul numero di questo mese (in corsivo):

1. Riformulazione dell'imposta di proprietà in ragione delle emissioni inquinanti: il Governo sta provvedendo; avremo la conferma della progressività ad avvenuta approvazione della Finanziaria; è una misura, come già abbiamo scritto, il cui principio - chi più consuma più inquina e più paga - è da rispettare anche se continuiamo a sostenere che un aumento di pochi centesimi in più sul prezzo del carburante alla pompa sarebbe più efficace, ugualmente equo, semplificherebbe la vita a tutti e costituirebbe un risparmio per lo Stato e relativi concessionari (il deterrente all'utilizzo delle auto più inquinanti sarebbe - a parte il maggior consumo - la limitazione alla libera circolazione, in prospettiva sempre più pesante);

2. Esenzione triennale dal pagamento del bollo per chi compra vetture Euro 4 nuove o Euro 3 o 4 usate oppure auto a metano, Gpl o Ibride purchè rottami, al momento dell'acquisto, la sua vettura euro 0, 1 o 2;

3. Contributo fino a 3mila euro, limitato ad un biennio e riservato solo a chi denuncia un reddito sino a 40.000 euro, per la rottamazione di vecchie vetture Euro 0, 1 o 2, con il contestuale acquisto di un'automobile euro 4 o di vetture nuove a metano, a GPL o Ibride; se l'obbiettivo è il rinnovo del parco circolante in funzione ecologica crediamo che questo distinguo fra punto 2 e punto 3 sia farraginoso; meglio eliminare il vincolo dei 40.000 euro che colpirebbe prevalentemente la fascia alta dei rapporti dipendenti (coloro che non possono sfuggire al fisco) comprendendo - in base ai risultati degli studi di settore - svariate categorie professionali attualmente nell'occhio del ciclone (altrimenti si ammetterebbe a contributo il professionista che denuncia 16.000 euro l'anno, con conseguente bassa imposizione, e si escluderebbe il suddetto dipendente che paga sino all'ultimo centesimo di imposta); ottima ovviamente l'idea di includere le euro 3 o 4 usate nonché le auto a metano, a GPL e le ibride ( ma forse sarebbe più corretto dire le auto "anche" a metano, a GPL........);

4. Abolizione dell'IPT che dovrà essere sostituita da una quota dell'importo sui bolli da destinare direttamente alle singole Province; proposta logica, a patto che non sia bilanciata da un corrispondente aumento del bollo (chiamato, peraltro impropriamente, tassa di possesso);

5. Sterilizzazione dell'IVA sulle accise dei carburanti: proposta onesta: già ne abbiamo parlato ad inizio articolo quindi nulla aggiungiamo al riguardo;

6. Ristrutturazione del sistema di distribuzione dei carburanti anche per consentire la gestione delle stazioni di rifornimento anche alla Grande Distribuzione commerciale; magari fosse! sono anni che se ne parla con la feroce opposizione della rete distributiva; analogo comportamento si è avuto da parte dei farmacisti relativamente alla vendita di farmaci generici da parte della Grande Distribuzione: battaglia persa e netto beneficio per il consumatore che ora beneficia di un abbattimento dei costi oscillante fra il 20 ed il 30%; in Francia da almeno 15 o 20 anni la Grande distribuzione ha al proprio interno distributori di carburanti a prezzo inferiore a quello della vendita su strada ma non solo: esistono sconti aggiuntivi in base all'entità della spesa od ai punti acquisiti; in pratica il prezzo di vendita del carburante diviene parte integrante della politica commerciale del punto vendita!

7. Introduzione del sistema di risarcimento in forma specifica da parte delle Compagnie di Assicurazione; se questo servisse effettivamente a contrastare il fenomeno delle frodi e a diminuire i tempi delle istruttorie (dalla valutazione del danno al momento del risarcimento) sarebbe, per tutti gli onesti, un'ottima cosa;

8. Aumento delle sanzioni per le frodi assicurative con condanna a risarcimenti importanti (...) chi, insomma, froda le assicurazioni dovrà pagare multe salatissime il cui importo sarà poi convogliato in un fondo creato ad hoc che servirà a praticare sconti sulle polizze agli automobilisti che rispettano la Legge: nel principio la proposta è sensata e dovrebbe essere messa in pratica perlomeno per quanto attiene all'inasprimento delle sanzioni a carico di chi froda; per il resto (istituzione del fondo ecc.) questa proposta rischia di restare più teorica che pratica in quanto prima di tutto occorre arrivare ad una sentenza definitiva per il cui ottenimento in Italia passano "n" anni intervallati da depenalizzazioni, scadenze dei termini e quant'altro.

9. Applicazione dell'art. 7 del Codice della Strada con predeterminazione della quota di proventi da contravvenzioni da destinare a interventi per la mobilità e la sicurezza (...) come sottolinea l'"Automobile" stessa si tratterebbe di applicare norme già esistenti.

10. Addizionale sugli importi delle sanzioni nei casi più gravi al Codice della Strada e destinazione delle somme al finanziamento dei programmi previsti dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale. Anche in questo caso, con la fame di fondi che c'è, attenzione a non far trasformare questa giusta proposta da selettiva a generalizzata.

E' complicato?



(*) FONTI: (1) ACI; (2) e (3) elaborazione ACI su "I consumi delle famiglie italiane" ISTAT; (4) elaborazione ACI; (5) ANIA

Autore: Giovanni Notaro

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