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Interviste

pubblicato il 26 marzo 2013

Non si vendono più auto nuove, a meno che non siano "belle"

Il design è ancora la prima motivazione d'acquisto di un'auto? L'abbiamo chiesto al direttore marketing di Renault Italia

Non si vendono più auto nuove, a meno che non siano "belle"
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Per battere la crisi ci vogliono nuovi prodotti, che siano auto tecnologiche, auto giuste, auto lussuose o auto ecologiche. Perché non necessariamente lanciare nuovi modelli significa incrementare le vendite. E se l’obiettivo è soddisfare le esigenze dei clienti allora anche le auto pratiche devono tornare ad essere “belle”, peraltro non solo “cambiando natura” come sta succedendo alle auto da città che diventano SUV. Anche modelli più tradizionali, come le “normali” station wagon di segmento B, devono infatti cambiare vestito e tornare a piacere. Abbiamo dunque parlato dell’efficacia dell’estetica nel processo d’acquisto di un’automobile con Luciano Ciabatti, Direttore Marketing di Renault Italia, in occasione del recente ampliamento della gamma Clio con la sportiva RS e la familiare Sporter.

OmniAuto.it: Con la crisi si parla spesso di prodotti nuovi, di prodotti “giusti”, ma non si parla quasi più del lato emozionale dell’auto. Con la versione station wagon della Clio, la Sporter, Renault sembra invece voler puntare molto sul look, sulla dinamicità. Perché?
Luciano Ciabatti: "Si tratta di un processo già messo in moto con la Clio berlina, che ha trasferito sulle vetture di serie Renault l’intento del designer van den Acker di suscitare di nuovo passione per l’auto, anche quando si tratta di un’utilitaria come la Clio. Dietro c’è la voglia di attirare lo sguardo della gente, di appassionarla ed è così che la gamma si sviluppa, arrivando ora a proporre la Sporter: a differenza di cosa rappresenta tradizionalmente la station wagon, soprattutto nel segmento B, la Sporter è tutto meno che un’auto solo pratica. In altre parole, mantiene la praticità del grande bagagliaio, ma sotto un vestito “bello”, con una carrozzeria passionale e attrattiva".

OmniAuto.it: Dunque sono state le strategie di marketing ad aver dettato lo stile della nuova versione station wagon della Clio?
Luciano Ciabatti: "Non proprio, anche se non è un caso il fatto di avere a disposizione una vettura che punta molto sul look. Tutto è frutto di un ben preciso indirizzo preso da Renault già in fase di concepimento e quindi nato dalla collaborazione fra marketing e centro stile. L’obiettivo è rinnovare l’intera gamma Renault, non solo la Clio, creando nuovi modelli che siano soprattutto più passionali. In Italia poi, abbiamo voluto toccare ancora di più le corde dell’emozione dei clienti cambiando nome alla Clio station wagon, che anziché Estate prende il nome di Sporter. Proprio per sottolineare che anche una piccola familiare non è solo una vettura tradizionale e pragmatica, ma un prodotto capace di soddisfare il cliente a 360° come le station più grandi e blasonate. A ben pensarci, già in passato sono esistite le station sportive. Con la Sporter noi vogliamo riproporre questa formula anche su un’auto piccola come la Clio, da acquistare perché bella e non solo perché offre più spazio, più praticità. In Italia, storicamente, per le station wagon è sempre stato così".

OmniAuto.it: Fra poco lancerete sul mercato anche la Renault Captur, che cavalca l’onda dell’entusiasmo per i piccoli SUV: come gestirete questa duplice offerta - station e crossover - per chi cerca spazio e dinamismo su un’auto piccola?
Luciano Ciabatti: "Noi crediamo che le due auto si rivolgano a target sufficientemente diversi, perché Sporter ha l’ambizione di piacere di più al pubblico maschile, che cerca un’auto caratterizzata dinamicamente oltre che spaziosa. La Captur, invece, punta a sedurre di più il pubblico femminile, perché è più urbana, ha una posizione di guida che domina la strada e offre più versatilità nell’utilizzo di tutti i giorni. E’ quindi più adatta a una mamma che porta i bimbi a scuola, per esempio".

OmniAuto.it: Con la Clio Sporter debutta a listino il sistema multimediale R-Link. I dispositivi tecnologici di bordo sono contenuti sempre più richiesti, anche sulle auto piccole, oppure sono percepiti dai clienti come gadget di cui si può fare a meno ?
Luciano Ciabatti: "Il sistema R-Link è per molti versi l’infotainment di riferimento e non solo tra le piccole. E’ un sistema multimediale che ha belle funzionalità, costa 590 euro e comprende l’abbonamento per un anno alle principali applicazioni, come le email o le previsioni meteo. Per spiegare un oggetto così nuovo organizzeremo dei porte aperte dedicati, perché più che il messaggio pubblicitario classico conta provare il sistema sulla vettura. Penso ad esempio all’applicazione che riproduce il suono di un’auto sportiva, sincronizzandolo con i giri del motore. E così ci si può “permettere” di comprare un diesel e godersi al tempo stesso il sound raffinato di un tremila 6 cilindri a benzina. L’R-Link, poi, ha una filosofia che lo vuole completamente integrato nella vettura e sviluppato “in proprio”, andando contro chi invece sostiene che avendo lo smartphone o il tablet non sia necessario un sistema multimediale di bordo, inteso cioè come un sistema “specchio”, una sorta di doppione. Inoltre l’R-Link segue il ciclo di vita della vettura, essendo aggiornabile nel software, senza così essere dipendente dai ritmi di cambiamento più serrati dei prodotti dell’elettronica di consumo. Così tutto è più pratico, a partire dal eliminazione del rischio di furto, perché è ogni componente è integrato nella plancia. E poi perché le funzioni tipiche appunto degli smartphone e dei tablet sono integrate nel sistema, compreso il lato ludico che caratterizza l’utilizzo di questi oggetti da parte delle persone. E’ su questi aspetti che fa leva l’applicazione R-Sound Effect, che permette di giocare e divertirsi dando in cambio un’ottima resa sonora del motore di cui viene imitato il suono Perché oltre al look, che resta il fondamentale motivo di acquisto di un’auto nuova, le nuove auto devono fornire contenuti innovativi come l’R-Link".

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Tag: Interviste , Renault , auto europee , interviste


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