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Retrospettive

pubblicato il 24 marzo 2013

Porsche 928, mito incompreso

Innovativa e tecnologica, è l'unica GT eletta Auto dell'Anno, ma non entrò mai nei cuori dei “Porschisti”

Porsche 928, mito incompreso
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Negli anni Sessanta l'economia è florida e la tecnologia compie progressi spettacolari. L'uomo vola a velocità supersonica sul Concorde e lascia per la prima volta la propria impronta sulla Luna con la missione spaziale Apollo 11. L'auto è ormai un prodotto di massa che invade l'Autostrada del Sole per le vacanze estive. A sfrecciare sull'arteria appena inaugurata sono pure i modelli sportivi, ancora liberi di correre su strade prive di traffico e senza il patema del costo della benzina. Un piacere che si diffonde grazie all'offerta di vetture con meccanica sempre più raffinata. In Italia la Ferrari propone berlinette sempre più affascinanti, la Maserati affianca alle GT la berlina sportiva Quattroporte e la Lamborghini arriva sul mercato con la 350 GT e la mitica Miura. All'estero a sedurre gli appassionati sono Mercedes SL, Jaguar E-Type e Aston Martin DB5.

UN “TAGLIO” AL PASSATO
Tra le sportive che suscitano entusiasmo c'è pure la Porsche 911, esemplare che dal 1963 sostituisce la gloriosa 356. Un modello che ha successo nelle vendite ma che la dirigenza ritiene destinato al rapido oblio per l'anzianità del progetto. D'altronde l'impostazione meccanica della coupé di Stoccarda è la stessa dell'antesignana concepita nel 1948 basandosi sulla Volkswagen Maggiolino pensata da Ferdinand prima della guerra. Insomma, per gli ingegneri tedeschi l'era del motore boxer raffreddato ad aria e montato a sbalzo nel posteriore sembra terminata. A convincerli sono pure le restrittive norme sulla sicurezza che si stanno definendo negli Stati Uniti e che renderebbero difficile l'omologazione di un modello “tutto dietro” come la 911. Inoltre, l'intento è di realizzare una quattro posti “vera” con i sedili posteriori in grado di ospitare due adulti, fattore impossibile su una vettura con motore nel retrotreno.

UNA SOSTITUTA PER LA 911
L'idea dei dirigenti della Porsche, capeggiati da Ernst Fuhrman, è di creare qualcosa di completamente nuovo in grado prima di affiancare la 911 e poi di sostituirla. Per farlo gli ingegneri pensano a qualcosa di rivoluzionario: addio al motore boxer per una più moderna unità a 8 cilindri a V raffreddata a liquido e redistribuzione dei pesi spostando davanti il propulsore e lasciando dietro il cambio, collegato da con un tubo rigido che contiene l'albero di trasmissione. Uno schema, denominato “Transaxle” che dovrebbe garantire una dinamica di guida più congrua per una sportiva di razza. Il progetto della Porsche del futuro parte ufficialmente nel 1971.

ISPIRATA ALLA TESTUDO
Lo sviluppo del nuovo modello richiede tempo e cura nella messa a punta, tanto che la prima vettura “Transaxle” a debuttare sul mercato nel 1976 è la “piccola” 924 che per certi versi anticipa alcune delle soluzioni che saranno svelate con il modello all'origine del progetto. Che compie la prima apparizione pubblica al Salone di Ginevra dell'anno successivo con la denominazione di Porsche 928. Il clamore per la nuova Porsche è immediato. Il primo stupore è conferito dalla linea voluta dal Centro Stile diretto da Anatole “Tony” Lapine che, come dichiara lo stesso designer, si ispira alla Chevrolet Corvair Testudo plasmata da Giorgetto Giugiaro. A ricordarla sono diversi elementi, quali le forme arrotondate, il “muso” lungo e la linea slanciata, ma pure diversi particolari come i gruppi ottici anteriori a scomparsa di forma rotonda o i paraurti integrati e in tinta con la carrozzeria.

QUATTRO POSTI “VERI”
Altrettanto innovativo è l'abitacolo, con grande spazio a disposizione dei passeggeri anteriori e un discreto comfort, considerando che si tratta di una sportiva, per quelli posteriori. Curata nei dettagli è pure la plancia con i pulsanti racchiusi nella consolle centrale e ai lati del cruscotto. Ottimo, e non poteva essere altrimenti, è l'equipaggiamento di serie che, tra l'altro, comprende il climatizzatore, la chiusura centralizzata, cerchi in lega e alzacristalli e specchietti elettrici, ma che può essere arricchito con diversi optional di pregio quali i sedili in pelle o il tetto apribile. A rendere piacevole la vita di bordo sono pure le grandi superfici vetrate che permettono un'ottima visibilità, nonché il comodo portellone posteriore che facilita l'accesso al vano bagagli.

INCOLLATA ALLA STRADA
L'aspetto più innovativo della Porsche 928 è, però, quello nascosto. Sotto il cofano c'è un V8 in alluminio di 4.474 cc con un albero a camme per bancata e alimentazione a iniezione meccanica K-Jetronic capace di 241 CV e di una coppia di 349 Nm a 3.600 giri/minuto. Numeri che consentono di viaggiare a 230 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,2”. Più che le prestazioni, però, a stupire sono le elevate doti di tenuta di strada e di sicurezza. A conferirle sono l'ottimo impianto frenante con quattro freni a disco autoventilanti e le sospensioni posteriori a ruote indipendenti, con assale posteriore, il cosiddetto “Weissach”, a deformazione programmata ottimizzato per ridurre il sottosterzo e garantire la massima efficienza con qualsiasi situazione di carico. Ad aiutare è pure l'equa distribuzione dei pesi. Altre attrattive della 928 sono il telaio in alluminio e il cambio a 5 velocità sincronizzate (optional l'automatico a 4 marce).

AUTO DELL'ANNO DEL 1978
Le qualità della 928 sono subito evidenti ai più esperti. Carlos Reutemann, pilota argentino della Ferrari che quell'anno avrebbe conquistato il titolo mondiale piloti con Niki Lauda e dominato la graduatoria riservata ai costruttori, la definisce “la migliore auto mai costruita”. A condividere il parere dell'asso sudamericano sono in molti. Ad essere esaltate sono, in particolare, l'erogazione di potenza progressiva, le elevate doti di comfort e, naturalmente, le considerevoli qualità di stabilità e tenuta di strada che consentono anche ai meno esperti di assaporare il piacere della guida in sicurezza. Una serie di pregi che sono riconosciuti con l'assegnazione del titolo Auto dell'Anno 1978, il primo attribuito a una Porsche e ancora oggi l'unico vinto da un modello Gran Turismo.

POCO AMATA DAI “PORSCHISTI”
Se tra gli addetti al settore il consenso per la 928 è unanime, tra gli appassionati i pareri si dividono. Per sfortuna di Porsche i più scettici rispetto al nuovo modello sono proprio gli estimatori delle auto di Stoccarda, che la trovano priva di anima e le preferiscono la scomoda e nervosa 911. A rendere meno appetibile la GT è pure il prezzo di listino alto che, di fatto, limita le vendite. Una situazione che provoca forti ripercussioni ai vertici di Porsche. Al comando dell'azienda sale Ferry III, nipote del fondatore Ferdinand ed estimatore della 911 il cui progetto di prepensionamento viene cancellato. La 928 rimane in commercio, ma si pensa a un suo riposizionamento all'interno della gamma enfatizzandola come gran turismo piuttosto che sportiva pura.

LA “S” DI TOM CRUISE
Nel 1979 accanto alla 4.5 da 241 CV, ora disponibile soltanto con cambio automatico, debutta la Porsche 928 S, versione con cilindrata e potenza cresciute a 4.464 cc e 295 CV che dal 1982 sarà ordinabile pure con la trasmissione automatica. Alle novità meccaniche si aggiungono quelle estetiche e di dotazione. Si tratta, però, di ritocchi lievi, come il nuovo disegno degli indicatori di direzione anteriori, l'aggiunta di un sottile profilo aerodinamico lungo il portellone posteriore, gli interni con disegni inediti e la disponibilità del comando elettrico per sedili e tetto apribile. Altre piccole modifiche arrivano negli anni successivi, quali l'introduzione del volante a quattro razze o del display che indica il consumo di carburante, nonché l'uscita dal listino della 928 “base” a partire dal 1982. Una versione, la “S”, che passa alla storia anche per essere guidata da un giovane Tom Cruise nel film ”Risky Business” del 1983.

LE S4, GT E GTS
Il 1986 è l'anno del restyling che prevede interventi alla carrozzeria, in particolare nel posteriore che ora adotta gruppi ottici e parafanghi di nuovo disegno, nonché un alettone più vistoso e regolabile. Cambiano pure il frontale e l'abitacolo, per la verità, per pochi particolari. Sotto il cofano la cilindrata sale fino ai 5 litri. Un'unità con 4 valvole per cilindro, e per questo ribattezzata 928 S4, capace di sviluppare 320 CV e 430 Nm di coppia a 3.000 giri/minuto. Quanto basta per fare salire la lancetta del tachimetro fino ai 270 km/h e a fermare i cronometri nello “scatto” 0-100 km/h a 5,9”. Tre anni più tardi debutta sul mercato la Porsche 928 GT, che aggiunge 10 CV di potenza senza, però, cambiare sostanzialmente le prestazioni. Nel 1991 la 928 è equipaggiata con airbag e l'anno seguente con il motore da 5.397 cc che eleva potenza (350 CV) e coppia massima (500 Nm a 4.250 giri/minuto) e riduce le emissioni grazie all'adozione della marmitta catalitica. E' la 928 GTS che si distingue anche per alcuni accorgimenti estetici, quali i parafanghi allargati, il gruppi ottici posteriori uniti da una fascia rossa e dall'abitacolo con impronta più lussuosa.

DALLA 928 AI MACINTOSH
La storia della 928 finisce nel 1995 dopo 61.056 vetture prodotte e qualche prototipo abbozzato e mai prodotta in serie, come la Cabriolet o l'insolita H50 Concept, variante shooting brake realizzata nel 1987. Un numero esiguo rispetto alle previsioni della dirigenza e a quelli ottenuti dell'intramontabile 911, ma che lascia un segno nella storia di Porsche. Molte delle soluzioni tecniche adottate per la prima volta sulla 928 saranno utilizzate su altri modelli del marchio, compresa la 911, così come il design ispirerà future linee, non solo di auto. Le forme della gran turismo tedesca, si narra, sono state riprese da Steve Jobs, il fondatore di Apple e felice possessore di una 928, e dal suo team per definire il design dei primi Mac degli anni Ottanta.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Porsche , auto europee , auto storiche


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