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pubblicato il 20 marzo 2013

Dossier Auto e Salute

E' primavera: come combattere le allergie in auto

Aldo Ferrara, professore di malattie cardio-polmonari dell’Università di Siena, dà utili consigli per evitare "pericolosi" starnuti

E' primavera: come combattere le allergie in auto

E' primavera e per 9 milioni di italiani che soffrono di patologie allergiche è tempo di stare particolarmente attenti anche in auto. Starnutire, ad esempio, fa chiudere gli occhi per circa 2 secondi e questo, se si viaggia a 80 km/h, significa percorrere circa 40 metri al buio. Però sfatiamo un mito: le allergie non sono esclusivamente primaverili. Graminacaee a parte, esistono anche allergie “perenni” come quelle da derivati epiteliali, polvere, acari ed animali domestici, mentre per le piante e gli alberi c’è una prefetta stagionalità (cipresso, olmo, ragweed e altre). A spiegarcelo è Aldo Ferrara, professore di malattie cardio-polmonari dell’Università di Siena, e direttore dell’associazione Ego-Vai-Q (European Group On Vehicle Air Indoor). "Un tempo - ha detto Ferrara ad OmniAuto.it - si chiamavano ‘atopie’ perché i sintomi allergici non erano inquadrabili in nessuna malattia o nosografia conosciuta. Oggi, per allergia si deve intendere un fenomeno di iperreattività a uno stimolo esterno (allergene) che in molti soggetti invece non è idoneo ad evocare alcuna risposta. Gli allergici sono infatti iperreattivi che producono anticorpi (IgE) quando la proteina antigenica viene in contatto con i mastociti che riconoscono il corpo estraneo e inducono alla formazione di anticorpi IgE". Ma vediamo più in dettaglio come combattere le allergie alla guida.

SINTOMI ALLA GUIDA, CHE GUAIO
Le allergie presentano tre caratteristiche primarie: si riscontrano nella diatesi familiare (una predisposizione ereditaria), si riducono a mano a mano che si diventa vecchi: così si può dire che il primo rimedio contro l’allergia è diventare anziani. Infatti, sono colpiti da allergia prevalentemente i giovani fino ai 40 anni. Per ultimo, recentemente si è visto che infezioni acute possono portare ad allergie, come nella celiachia dopo un’enterite; idem le rinosinusiti, che possono preludere a fenomeni allergici; ma non si possono escludere gli inquinanti, ottimo preludio per l’allergia. “Negli ultimi decenni - mette in guardia il professor Ferrara - il fenomeno ha visto una rilevanza epidemiologica esponenziale. Si è passati da un 14-15% (1995) a un 26% (rilevamento 2010). Un soggetto italiano su quattro ne è affetto, quantitativamente ben 15 milioni di italiani”. E per quanto riguarda i sintomi? “Le allergie agli inalanti - risponde l’esperto - colpiscono il tratto respiratorio integrato (rinite, asma) con sequele congiuntivali e cutanee. I sintomi principali sono a carico di naso (starnuto, prurito nasale, rinorrea, occlusione nasale) e bronco con crisi di asma, fischi sibili, e difficoltà respiratorie”. Che sono pessimi compagni di viaggio, in quanto danno fastidio al guidatore, potendolo anche innervosire un po’, e diventando fattori di distrazione. Basti pensare all’atto di uno starnuto, che costringe a chiudere gli occhi per qualche istante. Allo stesso modo, la necessità di cercare un fazzoletto per il naso può rappresentare un ostacolo alla guida sicura.

ANIMALI IN MACCHINA
Attenzione anche a cani e gatti che si trasportano in auto. “L’allergia agli animali - dice il professor Ferrara - si può propriamente definire come un’allergia ai derivati animali (non solo al pelo) che vengono inalati. La reale frequenza delle sensibilizzazioni a derivati è difficile da precisare, ma è certamente molto elevata. Per quanto riguarda soggetti che vivono in abitazioni dove sono presenti animali domestici, alcuni studi epidemiologici hanno messo in evidenza una frequenza di allergopatie respiratorie da derivati epidermici animali variabile dal 5 al 38%. Dal punto di vista clinico, le malattie allergiche respiratorie più frequenti sono per ipersensibilità al gatto o al cane, ma sono riportati in letteratura (e si ritrovano nella pratica clinica di ogni giorno) casi di allergia al cavallo, al coniglio, al topo, alle cavie e agli insetti (scarafaggi e ragni)”. Come, illustra l’esperto, il soggetto non si allergizza all’animale quanto ai suoi derivati epiteliali, cellule di sfaldamento che residuano nella cute o nei capelli. Quando si parla di allergia al pelo, in realtà si deve far riferimento ad una allergia ai derivati epiteliali residui nel pelo. Si deduce che energiche azioni di lavaggio, e non certo la tosatura degli animali, possono scongiurare il pericolo di crisi.

ACARO, NEMICO INVISIBILE
La sensibilità agli acari della polvere domestica rappresenta l'allergia più comune nei bambini asmatici. Alcune misure radicali per eliminare gli acari dall'ambiente domestico, quali la rimozione di tende e tappeti, il rivestimento dei materassi, il lavaggio a secco frequente della biancheria, l'eliminazione dei giocattoli di stoffa, si sono dimostrate efficaci nel miglioramento dell'asma. Misure analoghe per l’abitacolo: pulire a fondo e con frequenza gli interni è prezioso. Gli spray acaricidi possono essere utili, sebbene i pochi controlli effettuati nelle case sull'uso di questi preparati abbiano dato risultati contrastanti: nessun acaricida è totalmente privo di tossicità. Certamente sarà necessario effettuare ulteriori test prima di poterne generalizzare l'uso.

FARMACI, MASSIMA CAUTELA
“Chi guida - ricorda il professor Ferrara - ha indubbi fastidi dall’allergia acuta, la congiuntiva umida e congesta non dà un sufficiente grado di vista, la rinite obbliga a continue detersioni del naso con due mani, la crisi d’asma mette in difficoltà respiratorie. Ma la peggiore conseguenza alla guida la portano i farmaci: talvolta, gli antistaminici evocano sonnolenza, i cortisonici frequenti ricorsi alla minzione, bruciori di stomaco e irritabilità che alla guida è sempre sconsigliata”. Quindi, cautela. Durante la guida, conviene ricorrere, se possibile, al ricircolo dell’aria nell’abitacolo per evitare re-breathing (successive respirazioni) degli allergeni catturati, mantenere un tasso costante di umidità indoor e soprattutto cambiare periodicamente i filtri antipolline, “sulla cui reale efficacia - chiosa il professore - si nutrono riserve per via della dimensione dei pori che comunque lasciano passare allergeni con diametro inferiore agli 80 micra. È l’igiene della vettura che va curata evitando quanto più possibile la polvere, detergendo con appositi spray la moquette del pavimento e le tappezzerie dei sedili”.

Leggi anche: Farmaci: quali sono pericolosi per la guida.

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Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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