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pubblicato il 15 marzo 2013

La Rc auto standard potrebbe non far risparmiare

Ecco perché un contratto base uguale per tutte le Assicurazioni forse non avrà gli effetti sperati

La Rc auto standard potrebbe non far risparmiare

È arrivata la Rc auto standard: un contratto base uguale per tutte le Assicurazioni, così che il cliente possa comparare le tariffe in modo semplice e pagare Rca meno care. Un modo per porre fine alla giungla delle polizze disomogenee, che facevano solo confusione, a beneficio di una Rca con formula contrattuale guida libera (chiunque può porti al volante), per importi di copertura pari ai massimali minimi di legge vigenti al momento della stipulazione del contratto. Ma davvero la Rca base voluta dal Governo Monti consentirà agli automobilisti di risparmiare? Una risposta non potranno che darla i fatti: basta attendere qualche tempo per capire. Il fatto è che, ragionando sui vari aspetti del contratto Rca base, i dubbi sono legittimi.

UN PO’ DI CONFUSIONE
Per cominciare, c’è il rischio che l’automobilista ne esca confuso. Fino a oggi, gli è stato detto che una soluzione per pagare una Rca meno costosa era quella di personalizzare la Rca, ritagliandola su misura con le clausole adatte; e adesso invece lo si spinge verso una polizza standard, molto “facile”, senza personalizzazione. In secondo luogo, l’assicurato va avvertito dei pericolo rivalsa: se non rispetta il contratto base, la Compagnia rimborsa i danni ma poi se li fa restituire dal cliente. Attenzione, perché nel contratto base le rivalse sono tutte operanti. Per fare qualche esempio, se il conducente non è abilitato alla guida a norma delle disposizioni in vigore, oppure se l’abilitazione alla guida risulti scaduta da oltre sei mesi. La rivalsa scatta anche per i danni subiti dai terzi trasportati, se il trasporto non è effettuato in conformità alle disposizioni vigenti od alle indicazioni della carta di circolazione, a eccezione dell’eventuale mancata revisione periodica obbligatoria del veicolo. Poi c’è la classica rivalsa: nel caso di veicolo guidato da persona in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti.

UN PARADOSSO
C’è chi va anche oltre, come Stefano Mannacio, presidente del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), il quale parla di “paradosso”: “La natura del contratto base produce ‘il paradosso della trasparenza’. Con pochi operatori e un paio di ‘price maker’ di riferimento, ciò che sarà più comprensibile per gli assicurati, lo sarà anche per le Assicurazioni. La conseguenza inevitabile sarà, a parità di condizioni, un aumento dei prezzi ‘di listino’ che, in molti casi, sono ben diversi dai prezzi reali di una polizza”. Ma Mannacio svela pure che, “nel 2001, l’Antitrust multò le Compagnie per uno scambio di dati sui prezzi per 700 miliardi di lire. Poi è nato il preventivatore Isvap (ora Ivass) e adesso è arrivato il contratto base: così le Compagnie potranno fare alla luce del Sole ciò che una volta era loro impedito e sanzionato”.

SCATOLA NERA, QUALE FUTURO?
Il contratto base Rca prevede anche la scatola nera: "Nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione, funzionamento e portabilità sono a carico delle Compagnie che praticano inoltre una riduzione significativa rispetto alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo, all’atto della stipulazione del contratto o in occasione delle scadenze successive a condizione che risultino rispettati i parametri stabiliti dal contratto". Il guaio è che le Assicurazioni minacciano di alzare le Rca se venisse loro imposta la scatola nera, coi costi a carico delle Compagnie stesse. La domanda allora è: che vantaggio ha l’assicurato con il contratto base che prevede la scatola nera?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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