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pubblicato il 13 marzo 2013

Audi AG: un 2012 da record che parla sempre più italiano

Utile a 5,4 miliardi di euro e vendite in aumento per tutti i marchi del gruppo, comprese Lamborghini e Ducati. Stadler: "cresceremo ancora"

Audi AG: un 2012 da record che parla sempre più italiano
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“Stiamo diventando un po’ più italiani”. Parola di tedesco, Rupert Stadler, numero 1 di Audi AG. Parole che di questi tempi suonano controcorrente, con un’Italia sotto i riflettori perché in crisi al punto da minare la stabilità dell’Eurozona. Eppure queste parole sono state pronunciate perché i tedeschi dell’Audi e più in generale del Gruppo Volkswagen credono fortemente nell’italianità. La considerano una marcia in più in grado di portare valore aggiunto in termini di creatività e quindi stile ed emozione. Tali affermazioni - a dir poco lusinghiere per noi - Stadler le ha espresse a margine della presentazione dei risultati di bilancio di Audi AG che anche nel 2012 è riuscito a polverizzare tutti i record storici di produzione, vendite e fatturato con 48 miliardi di ricavi e un utile di 5,4 miliardi di euro.

L’ITALIA NEL GRUPPO
Sotto il cappello Audi l’Italia c’è con le persone (Luca De Meo è il Responsabile Marketing e Vendite mondo) e con le aziende controllate: la Ducati, come noto, è fresca di entrata nell’orbita del Gruppo di Ingolstadt, ma è anche vicina di casa della Lamborghini (Borgo Panigale – Sant’Agata Bolognese distano 25 minuti); e poi c’è l’Italdesign, storica carrozzeria italiana, la cui prima collaborazione con Audi risale agli anni Settanta quando fu sviluppato il concept Asso di Picche che ispirò l’Audi 80. Tutti i marchi del Gruppo hanno annunciato risultati positivi fra vendite e programmi di sviluppo. A cominciare, ovviamente, dai quattro anelli.

ASPETTANDO 2 MILIONI DI AUDI
“Ogni 22 secondi facciamo felice un cliente Audi in uno dei 100 mercati del mondo” ha detto Stadler. E con questi ritmi nel 2012 sono state immatricolate circa 1.450.000 auto (+11,7% sul 2011), superando le migliori previsioni. Il merito è della crescita a doppia cifra di mercati quali la Cina e gli Stati Uniti. Ma a dispetto delle difficoltà economiche che stanno vivendo diversi paesi del Vecchio Continente fra cui il nostro, Audi è riuscita a crescere anche in Europa con un invidiabile +1,9%, determinato dalle buone performance di alcuni mercati: la Germania, la Gran Bretagna e la Russia. E l’obiettivo è continuare a crescere, anche perché i primi due mesi dell’anno in corso hanno registrato un ulteriore +9% nei volumi di vendita. Il Gruppo si sta strutturando di conseguenza per accrescere la capacità produttiva fino a 300 mila vetture l'anno: a breve sarà posata la prima pietra del nuovo stabilimento a San José in Messico che ridurrà i costi di esportazione delle Audi sul mercato nordamericano; è in corso di ampliamento lo stabilimento ungherese di Gyor e sta per aprire un nuovo sito produttivo a Foshan nel sud della Cina. Di qui al 2015 il piano di crescita nel suo complesso prevede investimenti per 11 miliardi di euro. L'obiettivo? Vendere 2 milioni di Audi all'anno entro il 2020.

C’E’ VOGLIA DI SUV E C’E’ SPAZIO PER IL PLUG-IN
Nel 2012 la Q3 si è stata l’auto preferita dagli automobilisti tedeschi e Audi vede nei proprio nei SUV il futuro della domanda di mercato: se l’anno scorso ne sono state vendute 200 mila (la Q5 si conferma la best seller), entro il 2020 un modello su tre apparterrà a questo segmento che presto sarà presidiato anche con le versioni sportive RS Q3 ed SQ5. Tendenze commerciali a parte, Stadler ha spiegato che l’orientamento di Audi è quello di investire sulla propulsione ibrida di tipo plug-in il cui primo frutto concreto è l’A3 e-tron presentata come concept al Salone di Ginevra. “Questa tecnologia ci accompagnerà per molto tempo perché unisce i vantaggi della mobilità elettrica a quelli della propulsione tradizionale in termini di autonomia e costo di acquisto”, ha spiegato il Responsabile del sviluppo tecnico Wolffgang Durheimer, aggiungendo che il successo di queste automobili dipenderà anche dalle politiche di incentivazione locali sui vari mercati. E sempre a proposito di elettrificazione dell’automobile, rispondendo alla domanda di un giornalista Stadler è stato molto chiaro: “Audi non ha intenzione di vendere alcun auto 100% elettrica”.

BENE LAMBORGHINI E DUCATI
Cresce anche il marchio Lamborghini. Nel 2012 la consegne sono aumentate del 30% (2.083 unità) ed il fatturato è salito dai 322 milioni del 2011 a 469 milioni di euro. "Essendo un’azienda che opera a livello globale, abbiamo una distribuzione delle vendite equamente bilanciata, che ci ha aiutato di compensare le flessioni in specifici mercati. Nel 2012 abbiamo venduto oltre il 70% della nostra produzione fuori dall’Europa", ha detto Stephan Winkelmann, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini. I mercati principali si sono confermati l'Europa (29%), le Americhe (28%, con gli Stati Uniti al 25%) e l'Asia-Pacifico (35%, con la Cina al 15%). A seguire ci sono il Medio Oriente ed il Sud Africa con l'8%. "Accanto ai modelli già esistenti, Gallardo e Aventador, continueremo come parte della nostra strategia di prodotto con l'approccio di produzione senza compromessi e One-Off omologate ad uso stradale, quali la Lamborghini Veneno, presentata con successo in quest'ultima edizione del a href="/salone/ginevra2013">Salone di Ginevra come tributo al nostro 50esimo anniversario", ha aggiunto.
Anche Ducati è motivo di grandi soddisfazioni, seppur consolidate in corsa per meriti della precedente proprietà: la factory di Borgo Panigale ha chiuso il 2012 con un fatturato di 606 milioni di euro (+16% sul 2011) ed un immatricolato record di 44.102 moto. "La nostra crescita è particolarmente efficace e significativa negli USA - ha commentato Gabriele Del Torchio, Amministratore Delegato di Ducati Motor Holding - che rappresentano oggi il nostro primo mercato, dove abbiamo fatto registrare un + 21% sul 2011, confermando un trend assolutamente positivo che, in questo paese, ha visto incrementare le vendite Ducati consecutivamente negli ultimi trenta mesi. Sono importanti anche i risultati e i traguardi che stiamo ottenendo in tutta l’area del Far East, grazie ad un’attenta politica commerciale rivolta ai nuovi ed emergenti mercati che ci permette di crescere in termini di market share e di profitti. Ducati, con l’ingresso dei nuovi azionisti, è in solide mani e questi risultati confermano il valore di tutte le persone che lavorano nella nostra Azienda e del marchio Ducati, sempre più conosciuto, apprezzato e stimato in tutto il mondo". Per saperne vi rimandiamo su OmniMoto.it.

Autore: Redazione

Tag: Mercato , Audi , immatricolazioni


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