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pubblicato il 8 marzo 2013

Assicurazioni: con la scatola nera potrebbero diventare ancora più salate

Altro che risparmio, secondo le Compagnie gli automobilisti finiranno per pagare di più

Assicurazioni: con la scatola nera potrebbero diventare ancora più salate

Le intenzioni del Governo Monti erano chiare: con la scatola nera obbligatoria sulle auto, per controllare i movimenti del veicolo e registrare la dinamica dei sinistri, le tariffe Rca dovranno ridursi in modo significativo, grazie al calo delle truffe. Così recitava il testo della Legge liberalizzazioni http://www.omniauto.it/magazine/19230/liberalizzazioni-le-novita-auto dell’Esecutivo dei tecnici. Ma l’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) ha sempre detto che le polizze sarebbero salite con la black box, e ora è arrivata un’altra autorevole conferma. Ma andiamo con ordine.

PRIMO ROUND
La Legge liberalizzazioni di marzo 2012 prevede che, nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione sul proprio veicolo della scatola nera o di dispositivi similari, le imprese debbano applicare una riduzione significativa di premio e che i relativi costi siano a carico delle Compagnie stesse. “La disposizione - ha detto qualche mese fa l’Isvap, l’organo che vigila sulle Assicurazioni (ora sostituito dall’Ivass) - mira a garantire agli assicurati significativi sconti sul premio e al sistema nel suo complesso effetti positivi in termini di riduzione dei costi dei risarcimenti, grazie al controllo rigoroso e scientifico della dinamica dei sinistri che la scatola nera è in grado di realizzare”. L’obbligo sarà in vigore dopo l’emanazione del Regolamento attuativo che l’Ivass sta predisponendo insieme al ministero dello Sviluppo economico e all’Autorità garante della privacy.

LA RISPOSTA
L’Ania ha immediatamente specificato che “le interpretazioni dell’Isvap vanno nella direzione opposta e sono foriere di effetti negativi per i consumatori, in termini di aumento dei prezzi della Rc auto. L’Isvap introduce questo obbligo [installazione della scatola nera] disinteressandosi dei costi aggiuntivi necessari per costruire l’offerta di questi prodotti. Ciò potrebbe portare a un aumento dei prezzi praticati dalle imprese, soprattutto da quelle che - pur non ritenendo conveniente l’offerta dei nuovi prodotti - fossero obbligate a commercializzarli sostenendo i relativi costi di impianto”. Quindi, niente riduzione delle Rca: “La legge impone che la riduzione automatica del premio, in assenza di sinistri, sia indicata obbligatoriamente nel contratto. L’interpretazione corretta vuole che la riduzione automatica operi sul premio della tariffa applicata al momento del rinnovo contrattuale. Se operasse, invece come sostiene l’Isvap, rispetto al premio pagato nell’anno precedente, la mutualità sarebbe completamente alterata. Al limitato numero di assicurati che provocano sinistri, infatti, verrebbero addossati non solo gli aumenti tariffari conseguenti alla loro responsabilità, ma anche quelli derivanti dagli sconti concessi a tutti gli altri. Per questi assicurati si tratterebbe di aumenti davvero insostenibili”.

ULTIMA BATOSTA
Proprio nelle scorse ore, sulle pagine del Sole 24 Ore, Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara Assicurazioni e responsabile della commissione Rca per l’Ania, ha ribadito il concetto con forza: il sistema della scatola nera costerebbe 3,1 miliardi di euro, perché ogni black box determina per le Assicurazioni un esborso di 75 euro annui a cliente. A Napoli (città più costosa d’Italia in materia di Rca per l’elevato numero di sinistri e tariffe) si avrebbe il break even (punto di pareggio) solo se gli incidenti calassero del 13%. E del 31% ad Aosta e del 26% a Trieste: “Irrealistico” secondo Santoliquido. Ed ecco allora che si prospetta la beffa atroce per gli automobilisti: una scatola nera che - anziché portare benefici - causa altri rincari.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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